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30 de septiembre

Sant' Ismidón de Die

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Sant'Ismidone nacque nel castello di Sassenage, presso Grenoble, nel dodicesimo secolo, secondo quanto tramandato dall'Ufficio. Ricevette una solida istruzione a Valence che preparò il suo cammino ecclesiastico. In seguito divenne canonico di Lione grazie alla protezione dell'arcivescovo Ugo, che in passato era stato vescovo di Die. Questa vicinanza segnò profondamente la sua vita e il suo servizio pastorale nella regione.

Il ministero episcopale

Nel 1097 il vescovo Ponzio rinunciò alla carica e nello stesso anno Ismidone divenne vescovo della modesta diocesi di Die. Ismidone fu l'uomo di fiducia dell'arcivescovo legato Ugo di Lione, pur non essendo formalmente suffraganeo della sua sede. I documenti contemporanei mettono in luce il ruolo di pacificatore sostenuto da Ismidone all'interno della comunità ecclesiale. Per la sua diocesi fu una gloria più dolce del legato Ugo, suo maestro, secondo l'espressione di Chevalier citata da B. Bligny.

Missioni e diplomazia

Nel 1099 Ismidone si recò a Roma, dove difese con successo i diritti della primazia lionese. Nel 1100 assisté l'arcivescovo Ugo al concilio di Anse e fu inoltre portavoce di Ugo al concilio di Poitiers. Nel 1101 accompagnò nuovamente Ugo a Roma e proseguì il viaggio fino a Gerusalemme, mossa l'anima dall'amore per i luoghi santi. Ismidone fece per due volte un pio pellegrinaggio a Gerusalemme. Fu designato più volte dal papa e dal legato come arbitro in controversie tra varie chiese dei regni di Francia e di Borgogna, tra cui La Chartreuse, San Benigno di Digione, La Chaise-Dieu, Aniane Domène, Cruas e Bordeaux.

Riforme e ultimi anni

Ismidone manifestò in varie occasioni una profonda predilezione per la vita in comune, come testimoniano le donazioni di chiese fatte ai Canonici Regolari di Oulx e di Saint-Ruf. Ratificò inoltre l'atto di Josserand di Langres, che stabiliva i Canonici Regolari a santo Stefano di Digione. A questa chiesa donò un anello aureo con una pretiosissima gemma. Nell'ottobre del 1114 ricevette a Die l'abate Ponzio di Cluny, diretto a Roma. Questo incontro rappresenta l'ultima data in cui si fa menzione diretta di Ismidone in vita.

Morte e posterità

La morte di Ismidone deve essere riportata al 1115. All'inizio del settembre 1116 il suo successore, il vescovo Pietro, era già in carica. L'obituario della Chiesa di Lione ricorda la morte di Ismidone al 30 settembre, definendolo come Ismio bone memorie, Diensis episcopus et canonicus Sancti Stephani. Dal 1128 il vescovo Stefano di Die menzionò quale suo secondo predecessore sanctus Umido. Verso il 1180 Goffredo di Hautecombe scrisse la Vita di san Pietro di Tarantasia, annoverando Ismidone tra i prelati che resero illustre la Savoia e il Delfinato all'inizio del secolo, insieme a sant'Ugo di Grenoble e sant'Antelio di Belley. La chiesa in cui Ismidone fu deposto prese il suo nome, ma fu distrutta nel 1567 dagli Ugonotti, i quali nello stesso anno bruciarono le spoglie del santo.

Storiografia e fonti

Non si conservano Vitae antiche del santo vescovo Ismidone. La prima biografia di Ismidone è costituita dalle lezioni dell'Ufficio del Breviarium Diense del 1523. Successivamente G. Stilting compiló una Sylloge per gli Acta Sanctorum nel 1688. Ulisse Chevalier tracciò un profilo biografico di Ismidone nel 1888, e tale profilo fu ampiamente utilizzato dagli autori posteriori.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Ismidone de Die?

La sua morte è ricordata liturgicamente al 30 settembre 1115, e la sua festa veniva celebrata anche il 28 settembre.

Di cosa è patrono Sant'Ismidone de Die?

Le fonti storiche e agiografiche non menzionano specifici patronati per Sant'Ismidone.

En Die en Francia, san Ismidón, obispo, que, movido por el amor por los lugares santos, hizo por dos veces un pío peregrinaje a Jerusalén. — Martirologio Romano