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6 de marzo

Santa Coleta Boylet

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza prodigiosa

La nascita di Santa Coletta avvenne a Corbie, nella regione delle Fiandre, situata vicino ad Amiens in Francia, il tredici gennaio 1381. I suoi genitori, Roberto Boellet, conosciuto anche come Boylet, e la moglie Caterina, avevano pregato per anni desiderando un figlio senza averne mai avuti. Il concepimento avvenne proprio dopo aver chiesto con fervore l'intercessione di san Nicola di Bari, in onore del quale la bambina fu chiamata Nicoletta, detta familiarmente Colette. La madre aveva già raggiunto l'età di sessant'anni al momento della nascita, e il padre Roberto lavorava come carpentiere presso il monastero benedettino locale. Fin dalla prima infanzia, la fanciulla mostrò un'indole seria e dedita a opere caritatevoli e a pratiche di mortificazione, manifestando sin da allora doti prodigiose e carismi straordinari. In seguito alla scomparsa dei genitori, avvenuta quando lei aveva diciotto anni, Coletta intraprese una particolare esperienza religiosa che segnò l'inizio del suo lungo cammino di ricerca spirituale.

Il cammino di ricerca spirituale e la reclusione

La ricerca spirituale della giovane passò attraverso diverse istituzioni religiose del suo tempo, iniziando tra le beghine e le terziarie francescane dopo la morte dei genitori, accentuando notevolmente le proprie penitenze. Eseguì successivamente un tentativo di esperienza di vita eremitica e sperimentò l'appartenenza alle benedettine della sua città natale, Corbie. Visse inoltre per un periodo come reclusa all'interno di una cella situata sempre a Corbie, trascorrendo tre anni di rigorosa austerità vivendo in una piccola abitazione adiacente a una chiesa. Concluse questa fase di vagabondaggio istituzionale all'età di venticinque anni, agendo su consiglio del francescano Enrico di Baume. Decise così di rientrare tra le clarisse, poiché sentiva fortemente la vocazione di riformare gli ordini fondati da san Francesco e santa Chiara, emettendo i voti religiosi e professando la regola del poverello di Assisi.

Lo Scisma d'Occidente e la professione dei voti

La complessa vicenda di Coletta si svolse nel contesto storico dello Scisma d'Occidente, un periodo caratterizzato dalla presenza simultanea di più papi che si contendevano la guida della Chiesa. Tra i pontefici romani dell'epoca, successivi a Gregorio XI deceduto nel 1378, vi furono Urbano VI, Bonifacio IX, Innocenzo VII e Gregorio XII. In questo scenario frammentato, lo spagnolo Pedro de Luna, conosciuto come l'antipapa Benedetto XIII, si opponeva al papa risiedendo ad Avignone, succedendo al precedente antipapa avignonese Roberto di Ginevra, noto come Clemente VI. In un determinato periodo storico, tre diverse persone rivendicarono contemporaneamente il titolo di pontefice, mentre diversi futuri santi si schierarono su fronti opposti. Santa Caterina da Siena e santa Caterina di Svezia sostennero la legittimità del papa di Roma, mentre san Vincenzo Ferreri e santa Coletta aderirono invece alla causa dei due antipapi avignonesi. Fu proprio in questo contesto che nel 1406, a Nizza, Coletta fece la professione dei voti ed emise la promessa davanti a papa Benedetto XIII, dal quale ricevette il velo sacro. Lo stesso Benedetto XIII le concesse le autorizzazioni e i permessi necessari per riformare i monasteri esistenti e fondarne di nuovi, dando il via alla sua grande missione provvidenziale.

Lo scisma fu infine risolto dal Concilio di Costanza grazie all'abdicazione di papa Gregorio XII e all'elezione di Oddone Colonna come unico pontefice legittimo con il nome di Martino V.

La riforma dell'ordine e le fondazioni

Ricevuta dalla provvidenza la missione di riformare la disciplina rilassata dell'ordine delle clarisse, Coletta affrontò i suoi compiti con una ferrea volontà nel ripristinare le rigide regole originarie. Nei primi anni, i tentativi di riforma promossi non ottennero il successo sperato, ma superando ogni ostacolo la santa riportò numerose comunità alla rigidità della regola primitiva, guadagnandosi la considerazione di seconda madre dell'Ordine delle Clarisse. La restaurazione si incentró in modo particolare sulla povertà assoluta senza deroghe e sul ritorno all'austerità originaria, imponendo la preghiera personale e comunitaria associata a severe penitenze per l'unità della Chiesa. Nel 1410 Coletta riuscì a stabilire a Besançon il suo primo monastero riformato. A questo primo nucleo ne seguirono successivamente altri sedici, istituendo complessivamente diciassette nuovi monasteri le cui monache presero il nome di colette. L'esempio personale della fondatrice suscitò grande entusiasmo sia all'interno delle comunità monastiche sia all'esterno, e la riforma fu adottata anche da alcuni conventi maschili che mantennero tuttavia la propria gerarchia. La validità e la solidità del movimento riformatore trovarono conferma formale nel 1434, anno in cui il Ministro generale dell'Ordine francescano approvò ufficialmente la riforma di Coletta. Successivamente, nel 1458, anche papa Pio II riconobbe e approvò a sua volta la riforma collettina, confermando l'importanza ecclesiale dell'opera intrapresa.

Fenomeni mistici e interventi angelici

La vita di Santa Coletta fu straordinariamente ricca di fenomeni mistici e carismi celesti che accompagnarono ogni fase del suo cammino. Manifestò in vita estasi, levitazioni, profezie, la capacità di leggere i cuori e rivelazioni sullo stato delle anime dei defunti, acquisendo la reputazione di possedere la facoltà di leggere all'interno delle coscienze umane. Compì inoltre miracoli eclatanti, inclusa la resurrezione di persone morte. Nel corso della sua esistenza si verificarono molteplici interventi angelici, testimoniati anche dal francescano Pietro de Vaux, conoscente diretto della santa e testimone della sua morte. I benefattori di Coletta, se aggrediti da malintenzionati, venivano protetti dagli angeli grazie alle sue preghiere, ed essa stessa ricevette l'aiuto visibile delle creature celesti durante gravi sofferenze e attacchi da parte di spiriti maligni. Al momento del suo trapasso, avvenuto il sei marzo 1447 a Gent, nelle Fiandre nell'odierno Belgio, si udì nei monasteri da lei riformati un dolce canto d'angeli. Un angelo annunciò la morte della santa dicendo che la venerabile Coletta era tornata al Signore, mentre una suora dotata di particolari carismi vide l'anima di Coletta condotta in cielo tra schiere angeliche e melodie celesti.

Transito, culto e posterità

Santa Coletta morì nella città di Gand nell'anno 1447, lasciando un'eredità spirituale profonda e duratura. Le sue spoglie mortali sono attualmente custodite a Poligny, meta di venerazione per i fedeli. I monasteri di clausura della linea collettina proseguirono le loro attività seguendo fedelmente gli insegnamenti della fondatrice anche dopo la sua morte, dimostrando la vitalità del carisma nel corso dei secoli. Nel corso del ventesimo secolo si contavano circa centoquaranta monasteri collettini ancora attivi nel mondo, la cui maggioranza era situata in Europa, con presenze significative anche in America, Asia e Africa. Il riconoscimento solenne della sua santità giunse con papa Pio VII, che la proclamò santa il ventiquattro maggio 1807, ratificando ufficialmente la canonizzazione di Coletta e inserendola nel novero dei santi venerati dalla Chiesa universale.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Coletta Boylet?

La memoria liturgica di Santa Coletta Boylet si celebra il sei marzo, giorno della sua nascita al cielo avvenuta a Gent nel 1447.

Di cosa è patrona Santa Coletta Boylet?

I fatti forniti non menzionano specifici patronati attribuiti a Santa Coletta Boylet, pur ricordandola come la seconda madre dell'Ordine delle Clarisse.

En Gante en Flandes, en la actual Bélgica, santa Coleta Boylet, virgen, que, después de tres años de vida muy austera encerrada en una pequeña casa puesta al lado de la iglesia, convertida en profesa bajo la regla de San Francisco, recondujo muchos monasterios de Clarisas al primitivo modelo de vida, restableciendo en especial modo el espíritu de pobreza y de penitencia. — Martirologio Romano