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6 de marzo

Santa Rosa de Viterbo

Virgen

Santa Rosa de Viterbo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La vida y el contexto histórico

La vida terrena de Rosa fue de breve duración y se desarrolló en el decimotercero siglo, transcurriendo íntegramente en la ciudad de Viterbo. Sus padres se llamaban Giovanni y Caterina, y eran quizás unos agricultores residentes en la contrada viterbese de Santa Maria in Poggio. Algunas fuentes storiografiche collocano la vida de Rosa tra il 1234 e il 1252, mientras que otras indicaciones cronologiche conclusive stabiliscono che Rosa è vissuta tra il 1233/1234 e il 6 marzo 1251/1252. All'età di circa sedici o diciassette anni, Rosa fu colpita da una grave malattia. Durante la malattia, Rosa ottenne l'ammissione immediata tra le terziarie francescane, che seguivano la regola vivendo nelle proprie case. Dopo essere guarita, Rosa iniziò a percorrere le vie di Viterbo portando con sé una piccola croce o un'immagine sacra. Nel corso delle sue peregrinazioni cittadine, Rosa pregava ad alta voce ed esortava la popolazione all'amore verso Gesù e Maria e alla fedeltà alla Chiesa. L'attività pubblica di preghiera ed esortazione fu intrapresa da Rosa di propria iniziativa, senza alcun incarico ufficiale. Rosa avviò una campagna di rafforzamento della fede cattolica per contrastare i vivaci gruppi di dissenso religioso presenti a Viterbo.

Durante quel periodo Viterbo si trovava al centro di uno scontro politico e religioso tra la Santa Sede e l'imperatore Federico II. L'imperatore Federico II aveva occupato la città di Viterbo nel 1240. Nel 1247 la città di Viterbo si era sottomessa volontariamente a Federico II, accettandolo come sovrano. All'epoca la città di Viterbo era governata dai ghibellini, schierati con l'imperatore e ostili al pontefice. L'azione spirituale di Rosa possedeva una diretta rilevanza e implicazione politica. A causa della sua predicazione, il podestà di Viterbo condannò Rosa e la sua famiglia al domicilio coatto presso Soriano del Cimino. L'esilio a Soriano del Cimino fu breve a causa della morte di Federico II nel 1250, che riportò Viterbo sotto il controllo della Chiesa. Nonostante il ritorno di Viterbo alla Chiesa, Rosa non riprese a predicare per le strade cittadine. Rosa morì il 6 giugno, con ogni probabilità nel 1251. Il Martirologio definisce Rosa come beata, vergine e appartenente al Terz'Ordine di San Francesco. Il testo martirologico sottolinea la sua dedizione alle opere di carità e la sua morte prematura all'età di diciotto anni.

Le reliquie e il processo di canonizzazione

Dopo la morte, la salma di Rosa fu inumata direttamente nella terra, priva di cassa, vicino alla chiesa di Santa Maria in Poggio. La fama di santità di Rosa continuò a crescere autonomamente nel tempo. Nel 1252 papa Innocenzo IV valutò la canonizzazione di Rosa e ordinò l'avvio di un processo canonico. Il processo canonico avviato nel 1252 da Innocenzo IV probabilmente non ebbe mai inizio. Nel novembre del 1252 papa Innocenzo IV promosse il primo processo canonico e ordinò la sepoltura del corpo all'interno della chiesa. Nel 1257 papa Alessandro IV dispose il trasferimento delle reliquie di Rosa presso il monastero delle Clarisse. È possibile che papa Alessandro IV abbia presenziato di persona alla traslazione, essendosi trasferito da Roma a Viterbo. A causa dell'insicurezza di Roma, i pontefici stabilirono la propria residenza a Viterbo fino al 1281. Nel 1457 il papa Callisto III decretò un nuovo processo canonico per Rosa, che venne regolarmente svolto. A causa della morte di papa Callisto III, Rosa non ricevette mai una solenne cerimonia di canonizzazione. Nel 1583 il nome di Rosa fu inserito ufficialmente nel Martirologio romano tra i santi.

Il culto e le tradizioni

Nel corso degli anni sono state dedicate a Rosa varie chiese, cappelle e scuole sia in Italia sia in America Latina. La ricorrenza liturgica della morte di Rosa si celebra il 6 marzo. I festeggiamenti più solenni in onore di Rosa avvengono in settembre, per ricordare la traslazione del suo corpo nel santuario a lei intitolato. A Viterbo la festa principale di Rosa si celebra il 4 settembre, data della traslazione delle reliquie. Durante le feste di settembre si svolge il celebre trasporto della Macchina di Santa Rosa per le vie di Viterbo. La Macchina di Santa Rosa è una torre fatta di legno e tela, ricostruita ogni anno e sormontata dalla statua della santa. La struttura della Macchina viene trasportata a spalla per le vie della città da un gruppo di sessantadue uomini. Nel 1868 il conte Mario Fani fondò a Viterbo il circolo Santa Rosa. L'iniziativa di Mario Fani precedette la creazione della Società della Gioventù Cattolica, promossa a Bologna da Giovanni Acquaderni. Nel 1922 il papa Benedetto XV ha proclamato Rosa patrona della Gioventù Femminile di Azione Cattolica.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Rosa de Viterbo?

La ricorrenza liturgica della morte si celebra il sei marzo, mentre i festeggiamenti solenni a Viterbo si svolgono il quattro settembre per ricordare la traslazione delle reliquie.

Di cosa è patrona Santa Rosa de Viterbo?

Santa Rosa è la patrona della città di Viterbo, la compatrona della relativa diocesi e la patrona della Gioventù Femminile di Azione Cattolica.

En Viterbo, beata Rosa, virgen, de la Tercera Orden de San Francisco, que fue asidua en las obras de caridad y a solos dieciocho años concluyó antes de tiempo su breve existencia. — Martirologio Romano