28 de agosto
Santa Joaquina De Vedruna
Viuda y fundadora
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Infanzia e giovinezza
Santa Gioacchina de Vedruna nacque a Barcellona in Spagna il sedici aprile 1783 e fu battezzata nello stesso giorno della nascita. La sua vita è paragonabile a una strada dritta e grande che richiede di essere lasciata temporaneamente per una secondaria per poi ritornare sulla prima. Era figlia di Lorenzo De Vedruna e Teresa Vidal, persone caratterizzate da una genuina fede cristiana che trasmisero ai figli. Fin dalla fanciullezza, la piccola Gioacchina si sentì fortemente attratta dall'amore di Dio. Sua madre le domandava spesso come facesse a stare così lungamente raccolta in preghiera, e Gioacchina rispondeva che tutto le parlava di Dio. I dettagli più umili della vita quotidiana diventavano per lei occasione di contemplazione e ascesi: gli spilli del merletto a tombolo le ricordavano le spine della corona di Cristo crocifisso, e desiderava portare consolazione a Gesù con piccoli sacrifici. Il filo da cucire le richiamava le corde con cui Cristo fu legato alla colonna, mentre le erbacce delle aiuole rappresentavano i propri difetti e le proprie mancanze da sradicare continuamente dal cuore. A nove anni fece la Prima Comunione, accogliendo il Signore con grande fervore interiore. All'età di dodici anni maturò il desiderio deciso di consacrarsi al Signore entrando tra le Carmelitane di clausura di Barcellona. Tuttavia, non fu accettata dalle monache a causa della sua giovane età. Crescendo negli anni successivi, continuò a custodire l'ideale della vita consacrata come via principale della propria esistenza, pur senza sapere quale disegno la Provvidenza avesse preparato per lei.
Matrimonio e vita familiare
A sedici anni, Gioacchina fu chiesta in sposa da Teodoro De Mas. Lo stesso Teodoro aveva sentito in gioventù un forte richiamo alla vita religiosa, ma era stato ostacolato dai genitori in quanto primogenito ed erede di un nobile casato. Prima di prendere una decisione, Gioacchina si rivolse al suo confessore, ricevendo la chiara rassicurazione che il matrimonio rientrava nella perfetta volontà di Dio. Accettò dunque la proposta e sposò Teodoro il ventiquattro marzo 1799. La perfetta affinità spirituale e umana tra i due coniugi trasformò la loro casa in un'oasi di pace e di concordia cristiana. La loro giornata cominciava sempre con la partecipazione di entrambi alla Messa in chiesa, momento fondamentale di comunione con il Signore. La sera, la famiglia si riuniva per la recita del rosario, una pratica che negli anni vide aggiungersi le voci del coro dei loro nove figli. I ragazzi furono cresciuti con grande amore e incoraggiati nella pratica delle virtù cristiane soprattutto attraverso l'esempio quotidiano dei genitori. Purtroppo la Spagna subì il dominio francese di Napoleone Bonaparte dal 1803 al 1813, e il popolo spagnolo si ribellò con le armi alla conquista straniera. Teodoro De Mas decise di arruolarsi volontario in difesa della Patria. Durante questo servizio, Teodoro fu coinvolto nell'assedio di un castello presso Vich, dove oppose con un gruppo di patrioti una strenua difesa che i francesi non riuscirono ad espugnare. Il periodo della guerra fu caratterizzato da intensa sofferenza per Gioacchina De Vedruna, che provava profonda ansia per la vita del marito, forte preoccupazione per i figli e viveva in una situazione di grande povertà. Nonostante le avversità, nulla riuscì mai a scalfire la fiducia di Gioacchina nella Provvidenza: ella non si lamentò mai e non smise mai di innalzare le sue preghiere a Dio. Alla fine del conflitto, Teodoro De Mas tornò dalla guerra molto debilitato nel fisico e morì il sei marzo 1816. Alla morte del marito, la giovane vedova aveva trentatré anni. Guardando il grande Crocifisso appeso nella sua stanza, le parve che il Signore la chiamasse a sceglierlo come sposa terrena. Rimase a Barcellona per alcuni mesi allo scopo di tutelare i diritti dei figli dalle pretese dei parenti, e successivamente si ritirò a Vich nel feudo ereditato dal marito, chiamato Manso Escorial. In quel luogo protetto poté occuparsi con dedizione dei figli e continuare a curare la propria santificazione personale. Tre dei suoi figli morirono in tenera età a causa della forte mortalità infantile dell'epoca, quattro abbracciarono lo stato religioso e due si sposarono felicemente.
La fondazione e le opere
Divenuta più libera dagli impegni familiari, Gioacchina tornò a pensare di entrare in un Ordine religioso di clausura. Tuttavia, il suo direttore spirituale cappuccino, padre Stefano di Olot, la dissuase fermamente dall'entrare in un chiostro. Padre Stefano le rivelò che Dio la voleva come fondatrice di una Congregazione religiosa specificamente dedita agli ammalati e alle fanciulle. Gioacchina acconsentì con umiltà alle parole del suo direttore spirituale, riconoscendo in esse la voce del Signore. Il sei gennaio 1826, all'età di quarantatré anni, fece la professione di Carmelitana della Carità. La cerimonia avvenne nella cappella vescovile di Vich e la professione fu ricevuta da monsignor Paolo di Gesù Corcuera, vescovo di Vich, il quale aveva incoraggiato Gioacchina in quel cammino e aveva dato il nome alla nuova Istituzione. Pochi giorni dopo, il ventisei febbraio 1826, Gioacchina si diresse al Manso Escorial insieme a nove giovani aspiranti dopo aver partecipato alla Santa Messa. In quella residenza rurale ebbero inizio una nuova vita comunitaria fatta di pace e di fervore religioso. L'amore materno che aveva contraddistinto Gioacchina come madre di famiglia si trasmise intatto alle sue nuove figlie spirituali, diventando rapidamente un fattore fondamentale del metodo educativo delle Carmelitane della Carità. Superando con fede privazioni e stenti materiali, l'Istituzione crebbe gradualmente, diffondendosi attraverso una fitta rete di case per tutta la Catalogna. Questa rapida e fruttuosa diffusione confermò ulteriormente il profondo pensiero di Gioacchina secondo cui la Congregazione non era opera sua ma esclusivamente opera di Dio.
La malattia e il transito al cielo
Nel settembre del 1849, la santa fondatrice fu colpita da un primo attacco apoplettico, a cui seguirono altri episodi analoghi che la resero progressivamente paralizzata. In conformità con i suoi desideri spirituali e la sua profonda umiltà, Gioacchina aveva chiesto espressamente al Signore di essere resa inutile e spregevole agli occhi degli altri. Il ventotto agosto 1854, all'età di settantuno anni, fu colpita da un ulteriore e definitivo attacco del male. In quei medesimi giorni si presentarono in lei anche i sintomi del colera, una terribile malattia che in quel periodo decimava la popolazione. Morì serenamente a Barcellona, in Spagna, circondata dall'affetto filiale e dalla preghiera delle sue figlie. La Chiesa cattolica riconobbe la sua santità eroica attraverso i secoli: venne beatificata il diciannove maggio 1940 da papa Pio XII e successivamente canonizzata il dodici aprile 1959 dal papa beato Giovanni XXIII, lasciando un luminoso esempio di madre, vedova e fondatrice interamente abbandonata alla volontà divina.
Una vida de entrega
La trayectoria vital de Santa Joaquina de Vedruna refleja una entrega incondicional a la providencia. Nacida en Barcelona en el siglo diecinueve, contrajo matrimonio con Teodoro de Mas en el año 1799. Durante los años siguientes, recibió el don de la maternidad, viendo crecer a sus nueve hijos en un hogar que fue su primer campo de apostolado. Sin embargo, la voluntad de Dios tenía preparado un camino de mayor desprendimiento para ella. Tras la muerte de su esposo en el año 1816, Joaquina abrazó su condición de viuda con una mirada puesta en las necesidades de los más vulnerables.
Fue en el año 1826, en la ciudad de Vich, donde su vocación cristalizó en la fundación de la congregación de las Carmelitas de la Caridad. Esta iniciativa no fue fruto de un proyecto personal, sino de una respuesta generosa a la realidad de su tiempo, buscando siempre el amparo de los enfermos y la formación de los jóvenes. Su vida, aunque sencilla y discreta, estuvo siempre orientada a la oración y al servicio activo. Santa Joaquina vivió sus últimos años con la misma entereza que caracterizó su juventud, entregando su espíritu en Barcelona en el año 1854, víctima de una epidemia de colera que azotó la región. Su legado de amor y servicio a la Iglesia fue reconocido oficialmente por el Papa Juan XXIII, quien procedió a su canonización el 12 de abril de 1959, confirmando que su vida fue un verdadero reflejo del Evangelio.
Su memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria de Santa Joaquina de Vedruna el día 28 de agosto, fecha en la que los fieles son invitados a recordar su ejemplo de caridad y su incansable labor fundacional. Esta jornada litúrgica nos permite meditar sobre la fuerza de una mujer que supo transformar el dolor de la pérdida en una fuente inagotable de bien para la sociedad de su época. Es un tiempo propicio para pedir su intercesión por las familias y por todos aquellos que, como ella, buscan servir a Dios en los más desfavorecidos.
Cabe señalar que, por una tradición específica, los Carmelitas Descalzos celebran su memoria el día 22 de mayo. Esta distinción en el calendario litúrgico no hace sino subrayar la profundidad de su espiritualidad, la cual ha dejado una huella indeleble tanto en la congregación de las Carmelitas de la Caridad como en la familia carmelitana en su conjunto. A través de su recuerdo, la comunidad cristiana mantiene vivo el espíritu de una mujer que supo ser madre, viuda y fundadora, siempre con la mirada puesta en la gloria de Dios y el servicio a sus hermanos.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Gioacchina de Vedruna?
La Chiesa la ricorda ufficialmente il 28 agosto. I Carmelitani Scalzi fanno memoria della santa il 22 maggio.
Quali opere ha fondato Santa Gioacchina de Vedruna?
Ha fondato l'Istituto delle Carmelitane della Carità, dedicato all'assistenza degli ammalati e all'educazione delle fanciulle.
En Barcelona, España, santa Joaquina de Vedruna, que, madre de familia, educó piadosamente a nueve hijos y, viuda, fundó el Instituto de las Carmelitas de la Caridad, soportando serenamente todo tipo de sufrimientos, hasta que murió afectada por el cólera. — Martirologio Romano