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30 de mayo

Santa Juana de Arco

Virgen

Santa Juana de Arco

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e infanzia

L'autore di questa trattazione è un insegnante di Religione cattolica in un liceo classico, il quale osserva come nelle scuole la filosofia medievale venga spesso snobbata e si studiano a malapena sant'Agostino e san Tommaso. In questo scenario culturale si inserisce la figura luminosa di Santa Giovanna d'Arco. La santa nacque a Domremy nell'anno 1412, o più precisamente verso il 1412, all'interno del quindicesimo secolo. Giovanna nacque da una famiglia di umilissime condizioni e di contadina estrazione. Trascorse un'infanzia tutto sommato felice, pur non imparando a leggere e scrivere, ma imparando a cucire e filare, dedita alle mansioni quotidiane e a fare la guardiana di oche secondo la tradizione agiografica che la descrive come una semplice ragazza di campagna. La Provvidenza non scelse un cavaliere della corte francese avvezzo alle armi per santa Giovanna d'Arco, né scelse una donna di corte, bensì una ragazza di umilissime origini, analfabeta, che adempì la vocazione ricevuta tramite rivelazioni. La sua infanzia e la sua giovinezza furono tuttavia turbate dal pericolo dell'invasione lorenese e dalla lunga e distruttiva Guerra dei Cento anni, che si svolse tra il 1337 e il 1453. Giovanna aveva solamente tre anni quando Enrico V d'Inghilterra vinse la battaglia d'Azincourt nel contesto del conflitto. Enrico V d'Inghilterra vinse la battaglia d'Azincourt e rivendicò il trono francese, mentre sul trono di Francia sedeva allora Carlo VI il Folle. La Francia risultava fortemente indebolita dalle divisioni insorte fra la casa d'Orléans e quella di Borgogna. Tali divisioni comportarono l'assassinio del duca da parte del Delfino, il futuro Carlo VII, e i britannici portarono avanti la battaglia per conquistare il trono di Francia pur tra notevoli difficoltà economiche. Giovanna aveva quattordici anni nel periodo iniziale delle vicende che avrebbero segnato il suo destino. A partire dal 1426 Giovanna iniziò a udire misteriose voci celesti accompagnate da bagliori di luce. Le rivelazioni di Giovanna erano attribuite a San Michele Arcangelo, Santa Margherita di Antiochia e Santa Caterina d'Alessandria. Due anni dopo le prime manifestazioni celesti, Giovanna fu invitata a presentarsi volontariamente alle autorità militari per compiere la missione assegnata dal Cielo. Lo scopo della missione affidata a Giovanna era chiaramente quello di salvare la Francia dall'invasione e dalla sottomissione straniera.

La missione e le vittorie

Durante lo svolgimento della guerra, Giovanna si sentì chiamata da Dio a soccorrere il re di Francia e a scacciare gli Inglesi dal suolo francese. Orléans si trovava in stato d'assedio e le sorti della nazione parvero estremamente incerte. Nel 1429 Giovanna raggiunse il Delfino Carlo, futuro Carlo VII, nella città di Chinon. Nel corso del medesimo anno 1429 Giovanna riconobbe a Chinon il Delfino, sebbene questi si fosse mascherato tra i cortigiani per metterla alla prova. Giovanna ottenne un colloquio segreto con il Delfino e ne guadagnò la stima profonda. Ella convinse il Delfino ad affidarle il compito di tentare un'offensiva contro gli Inglesi, riuscendo a farsi accreditare presso la corte grazie a carismi straordinari che riusciva a manifestare. Successivamente Giovanna fu condotta a Poitiers per essere sottoposta all'esame minuzioso di teologi riguardo alla sua fede e ai suoi costumi. I teologi non riscontrarono alcuna ombra in Giovanna e consigliarono al Delfino di sfruttare i suoi carismi celesti. Giovanna chiese che le fossero messe a disposizione delle truppe per liberare Orléans. Ella indossò un'armatura bianca e cavalcò alla testa delle truppe, portando uno stendardo recante i nomi di Gesù e Maria. La spedizione militare ebbe un successo clamoroso e il giorno otto maggio 1429 liberò Orleans dall'assedio, vittoria che le valse il titolo di Pulzella di Orleans. La liberazione di Orléans dipese dall'intervento della pulzella che risollevò il morale francese e fece percepire l'aiuto divino. Il ruolo di Giovanna fu decisivo nel risollevare il morale francese nel corso della guerra dei Cento Anni. L'entusiasmo popolare crebbe ulteriormente grazie ad altre vittorie militari. Il diciotto maggio 1429 ottenne una nuova vittoria a Patay, infliggendo una dura sconfitta alle armate inglesi. Le vittorie di Orleans e Patay permisero la conquista del territorio francese fino a Reims e l'incoronazione solenne del Delfino come Carlo VII. Reims era la città dove da secoli avvenivano le consacrazioni dei re di Francia. A Reims Carlo VII fu incoronato con accanto Giovanna e il suo stendardo. Nel 1996 fu rinvenuta nella soffitta di una casa colonica francese quella che verosimilmente è l'armatura di Giovanna, un reperto la cui armatura ritrovata presenta segni coincidenti con le ferite riportate dalla santa in battaglia.

Il declino e la cattura

Nonostante i successi straordinari, forti opposizioni si levarono dal mondo maschilista di corte, dell'esercito e della Chiesa nei confronti di Giovanna. Il mondo di corte, dell'esercito e della Chiesa guardava a Giovanna con sospetto e timore. Carlo VII, una volta incoronato, decise di trattare con gli inglesi per spirito di compromesso politico, adattandosi alla convenienza del momento cercando di mercanteggiare. Santa Giovanna volle invece giustamente andare fino in fondo seguendo la Verità costi quel che costi, poiché santa Giovanna non lottò per il successo o per ambizione, ma per servizio della Verità e del suo popolo. Giovanna decise di continuare a combattere da sola e senza l'appoggio della Corona francese. Nel corso delle operazioni militari Giovanna rimase ferita durante un fallito attacco a Parigi, e il carisma di Giovanna fu parzialmente ridimensionato dopo quel fallito attacco. Mesi dopo il ferimento, Giovanna liberò Compiègne. Durante la liberazione di Compiègne, il ponte levatoio fu tuttavia sollevato prima che Giovanna potesse mettersi in salvo. Il ventiquattro maggio 1430 Giovanna fu catturata dai Borgognoni, che erano alleati degli inglesi, e i fatti narrati suggellarono il legame stretto tra i borgognoni e gli inglesi. Giovanna fu rifiutata dai suoi stessi compatrioti e il re di Francia non fece alcuno sforzo per ottenere il rilascio di Giovanna. Il ventuno novembre 1430 Giovanna fu venduta agli inglesi, essendo stata data dai borgognoni in mano agli inglesi per la somma di diecimila tornesi. Gli inglesi desideravano che la giovane fosse condannata come ribelle o eretica, e fu imprigionata nel Castello di Rouen.

Il processo e il martirio

A Rouen Giovanna fu processata per eresia e stregoneria da un falso tribunale dell'Inquisizione con giudici simoniaci e prezzolati dagli inglesi. Ecclesiastici figurano tra i colpevoli dell'errore giudiziario che causò la morte di Giovanna nel quindicesimo secolo. Giovanna fu sottoposta a un interrogatorio incrociato da parte di un tribunale presieduto dal vescovo di Beauvais. Il tribunale esaminò le voci misteriose udite da Giovanna, l'uso di abiti maschili, la sua fede e la sua volontà di sottomissione alla Chiesa. Non essendo particolarmente colta, Giovanna diede talvolta risposte non appropriate ma si difese con coraggio e precisione immensi, mostrando un immenso coraggio e una grande determinazione. Il processo terminò con una rozza e sleale ricapitolazione dei fatti, e i giudici giudicarono diaboliche le rivelazioni ricevute da Giovanna. L'università di Parigi denunciò duramente Giovanna. Sotto pressione inglese e provata dalle sofferenze, Giovanna fu in parte convinta a ritrattare le sue posizioni. Successivamente Giovanna tornò a indossare abiti maschili, divenuti provocatori poiché non più protettivi per la guerra. Giovanna confermò di aver agito esclusivamente per mandato di Dio tramite le voci celesti. I giudici e il vescovo condannarono Giovanna d'Arco come eretica recidiva. Giovanna fu infine giustiziata sotto pressione inglese e Carlo VII non fece nulla per aiutarla. La morte di Giovanna d'Arco avvenne il trenta maggio 1431. Il trenta maggio 1431, non ancora ventenne, Giovanna fu condannata e arsa viva sulla piazza del Mercato Vecchio a Rouen, in Normandia, in Francia. Santa Giovanna d'Arco fu in un primo tempo arsa viva sul rogo. Il comportamento di Giovanna fu esemplare fino alla fine. Giovanna richiese che un domenicano tenesse elevata una croce durante l'esecuzione. Giovanna morì atrocemente invocando il nome di Gesù. Le ceneri di Giovanna furono gettate nella Senna per evitare una venerazione popolare da parte dei fedeli. Un funzionario reale inglese commentò l'accaduto dicendo di essere perduti per aver messo al rogo una santa. Giovanna non fu una martire in senso cristiano perché non fu uccisa in odio alla fede ma per motivi politici, sebbene santa Giovanna affrontò le prove più terribili e il martirio nel senso di morte violenta, essendo perita di morte violenta.

Riabilitazione e culto

Dopo la conquista di Rouen nel 1450, Carlo VII volle aprire un'inchiesta sul processo celebrato contro la pulzella. Circa vent'anni dopo, la madre e i due fratelli di Giovanna si appellarli alla Santa Sede per riaprire il caso giudiziario. L'inchiesta promossa portò alla completa riabilitazione della Santa nel 1456. Nel 1456 Papa Callisto III riabilitò l'eroina francese annullando il verdetto iniquo del vescovo. Nel 1456 la Santa Sede ha riabilitato santa Giovanna d'Arco, e la riabilitazione costituì la premessa fondamentale per la glorificazione terrena. La Santa Sede ha raccolto una grande mole di documenti grazie alla quale è stata resa giustizia postuma alla giovane. Il culto di Giovanna fu incentivato in Francia nei momenti di crisi militare fino alla proclamazione a patrona della nazione. In Inghilterra la figura di Giovanna è stata rivalutata nel corso dei secoli, e una statua di Giovanna è stata posta nella cattedrale di Winchester davanti alla tomba del Cardinal Beaufort. Il Cardinal Beaufort ebbe del resto un ruolo decisivo nell'iniquo processo contro Giovanna. Nel corso del tempo, agiografi hanno spesso rivestito la figura di Giovanna con le loro proprie convinzioni, e alcuni hanno persino considerato Giovanna come la prima protestante o un'anticipatrice del femminismo. In tempi recenti vi è stata una vasta produzione letteraria e cinematografica sulla vita di Santa Giovanna d'Arco. Santa Giovanna d'Arco fu una celeberrima patriota francese. L'amor patrio è un valore cristiano autentico. Il Cristianesimo afferma che tutti gli uomini sono uguali e fratelli, ma rifiuta il cosmopolitismo inteso come unica comunità senza identità culturale. Per volontà di Dio l'uomo nasce in una famiglia e all'interno di una Nazione. Il cristiano ha il dovere di difendere e amare la propria Patria così come la propria famiglia, e la santa ha combattuto coraggiosamente in difesa della patria come grande patriota francese.

La canonizzazione

Il cammino di riconoscimento ufficiale della santità di Giovanna d'Arco ha attraversato i secoli attraverso la gratitudine della Chiesa cattolica. Corrado Gnerre è l'autore del testo che ne approfondisce la memoria spirituale e patriottica. All'inizio del ventesimo secolo, nel 1909, Giovanna d'Arco fu beatificata da papa san Pio X. Nel 1910 San Pio X beatificò formalmente Giovanna d'Arco in una cerimonia solenne. Successivamente, nel 1920, la vergine fu canonizzata da papa Benedetto XV. Nel 1920 Benedetto XV proclamò Giovanna santa della Chiesa universale. La sua figura rimane un punto di riferimento per la nazione francese e per tutti i fedeli che contemplano la fedeltà alla chiamata divina e l'amore per la giustizia e per la patria, vissuti fino al sacrificio supremo della vita.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Giovanna d'Arco?

La memoria liturgica di Santa Giovanna d'Arco si celebra il 30 maggio di ogni anno.

Di cosa è patrona Santa Giovanna d'Arco?

Santa Giovanna d'Arco è patrona della Francia.

En Rouen en Normandía, en Francia, santa Juana de Arco, virgen, llamada la doncella de Orleans, que, después de haber combatido valerosamente en defensa de la patria, fue al final entregada en las manos de los enemigos, condenada con inicuo proceso y quemada en la hoguera. — Martirologio Romano