18 de junio
Santa Marina - Marino
Monja
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la scelta monastica
La storia di Santa Marina ebbe inizio con la vedovanza precoce del padre Eugenio, originario della Bitinia, in Asia Minore, oggi Turchia. Il padre decise di ritirarsi in convento per il dolore, condannando la figlia a una tristezza inconsolabile. Marina amava moltissimo suo padre e il distacco non resse alla forza dell'affetto tra di loro. La giovane decise di non lasciare suo padre e si vestì da uomo, dando inizio a una vicenda straordinaria. I capelli lunghi di Marina furono tagliati con la forbice dal padre Eugenio, il quale fornì alla figlia un saio abbondante per travestirla. Eugenio trasformò sua figlia di quattordici anni in un imberbe novizio. Padre e figlia intrapresero un viaggio verso il cenobio di Kanoubine in Siria. Il cenobio di Kanoubine è un luogo nascosto di preghiera tra grotte scavate nella roccia. Eugenio raccontò il suo dolore all'abate e chiese di vivere nel monastero con suo figlio. Il superiore diede il suo assenso commosso ed Eugenio addestrò Marina lungo il viaggio sulle usanze e i ritmi della vita religiosa. Marina entrò nel cenobio camuffata sotto le vesti di un frate.
Gli storici collocano la sua vita probabilmente nella prima metà dell'anno 700, mentre alcuni la collocano tra il quarto e il quinto secolo. Nel cenobio Marina divenne fra' Marino, un ragazzetto glabro e dai tratti femminei. Alcuni frati scambiarono Marino per un eunuco, e la mancanza di barba sulle guance del giovane fu spiegata con l'intensa vita ascetica. L'ambiente solitario favorì il mantenimento del riserbo e lo stratagemma passò inosservato. Marina giustificò i suoi tratti femminili facendosi passare per un eunuco e condusse una vita monastica regolare. Marino trascorse la sua nuova vita con grande perfezione ed era considerato un fiore all'occhiello del monastero, e suo padre tornò a essere felice. La gioia durò tre anni, dopo i quali Eugenio morì. Dopo la morte del padre, Marina continuò la finzione con rigore e dedizione.
La prova della calunnia e la riammissione
Fra' Marino fu inviato un giorno con altri confratelli a sbrigare una faccenda e i confratelli si fermarono a dormire in una locanda. Marina accompagnò un gruppo di monaci in un luogo lontano e i monaci dovettero trascorrere la notte in una locanda. Quella stessa notte la figlia del locandiere si lasciò sedurre da un soldato di passaggio e rimase incinta. Quando si scoprì incinta, la ragazza accusò i frati e in particolare Marino, incolpando Marino ovvero Marina dell'accaduto. Il locandiere protestò presso l'egumeno del convento. Marino avrebbe potuto discolparsi facilmente ma scelse di addossarsi la colpa a cui era estraneo, pensando a Cristo. Marina non cercò di discolparsi e il monaco modello finì nel fango dell'ingiuria. Marino fu punito, espulso dal monastero e obbligato ad accudire il neonato. Dopo la nascita, alla santa fu affidato il bambino. Trascorsero tre anni di stenti. Marina riuscì ad allevare il bambino con mezzi di fortuna, rimase sempre nei dintorni del convento, pianse e si pentì di una colpa non sua. Marina non si allontanò dal cenobio, languì nell'elemosina e si dedicò al bimbo con tutto l'affetto. L'egumeno fu colpito da tanto pentimento e gli antichi confratelli rimasero colpiti, chiedendo all'abate la riammissione di Marino. La riammissione fu concessa a patto che fra' Marino si dedicasse ai lavori più servili. Il giovane riprese il saio con più zelo di prima continuando a curare il figlio adottivo. Marina fu di nuovo un esempio di osservanza monastica come in passato.
Il transito e la scoperta della verità
Il logorio fisico patito esige il suo prezzo e poco tempo dopo Marina-Marino morì. Un giorno Marino fu trovato morto nella sua cella. Marino aveva solo venticinque anni al momento della morte. I frati, ricomprendendo la salma, scoprirono la sua vera identità. Al momento di vestire la salma con i panni funebri, i monaci si accorsero del reale sesso. I monaci rimasero stupefatti dalla scoperta. I frati compresero con enorme dolore l'infamia sopportata in silenzio dalla ragazza. I monaci compresero di quale diffamazione fosse stata vittima Marina e come la santa avesse accettato la diffamazione con grande rassegnazione. Si racconta che la giovane che lo aveva calunniato, posseduta dal demonio, sia accorsa al letto di morte implorando il perdono di Marino. La calunniatrice fu guarita all'istante da Marino. Si era già parlato di prodigi operati in vita. Dal momento della morte i segni straordinari attribuiti a Marina di Bitinia si moltiplicarono. Dal milleduecento le spoglie della santa sono custodite e venerate a Venezia. La vita di Santa Marina presenta caratteristiche non riscontrabili in altri santi. La narrazione e la ricerca si confondono in alcuni tratti con tre omonime: Santa Marina d'Antiochia martire del venti luglio, Santa Marina di Orense del diciotto luglio e la beata Marina di Spoleto festeggiata il diciotto giugno. Lo studio di Santa Marina ha appassionato gli agiografi in ogni tempo. Si è creata una massa di documenti con recensioni in dieci lingue orientali ed occidentali. La ricerca storica asserisce l'esistenza della santa attraverso documenti convergenti e divergenti. I vari Stati in cui si diffuse il culto localizzarono la vita della santa nel proprio territorio. L'origine della santa è stata collocata in Egitto, Tracia, Bitinia, Sicilia e Libano. Il Libano sembra essere la versione più accreditata per l'origine della santa, avvenuta nel corso del quinto secolo. Il racconto della vita ha attinenze con le vicende di altre sante che si trovarono in situazioni simili: Apollinaria, Atanasia, Anastasia, Eufrosina, Eugenia e Teodora.
Il culto e la diffusione del nome
Le varie chiese orientali commemorano la santa in giorni diversi dei loro calendari. Il Martirologio Romano pone la memoria di Marina al diciotto giugno. Si festeggia il diciotto giugno e il Martirologio Romano la pone al diciotto giugno, data in cui si venera anche a Parigi. A Parigi si venera Santa Marina-Marino da secoli nella data del diciotto giugno. Marina è compatrona di Venezia. L'origine del nome Marina deriva dal latino Marinus che significa uomo del mare. L'origine del nome può anche essere Marius ovvero Mario. Il nome è molto diffuso in Italia e in Francia. Marinella è un diminutivo di Marina molto usato.
Il percorso monastico
Il cammino di Santa Marina iniziò in Bitinia, da dove decise di intraprendere una vita dedicata interamente al Signore. Giunta presso il monastero di Kanoubine, in Siria, scelse di celare la propria identità femminile, facendosi chiamare Marino e vivendo come un monaco tra i suoi fratelli. In questo luogo, condusse un'esistenza segnata dalla preghiera e dalla disciplina, cercando costantemente di conformare la propria volontà a quella divina attraverso il silenzio e il lavoro quotidiano.
La serenità del suo servizio fu interrotta da una grave accusa: fu ingiustamente ritenuta responsabile della gravidanza della figlia di un locandiere. Invece di difendersi con veemenza, Marina accettò l'espulsione dal monastero con un atteggiamento di rara umiltà. Per tre anni visse in povertà estrema, facendosi carico della crescita del bambino e provvedendo a ogni suo bisogno con infinita dedizione. Questa prova, vissuta senza recriminazioni, divenne la testimonianza più alta della sua santità. Quando finalmente le fu concesso di tornare nel monastero, i monaci poterono constatare il suo zelo rinnovato e la sua profonda sottomissione al volere di Dio. Solo dopo la sua morte, durante il rito della vestizione della salma, fu rivelata la sua identità femminile, lasciando i presenti colmi di stupore per la virtù che aveva guidato ogni suo passo.
Il culto e la devozione
La figura di Santa Marina è profondamente radicata nella memoria della Chiesa, che ne onora la memoria il diciotto giugno. La sua testimonianza, tramandata con rispetto nel Martirologio Romano, continua a essere un punto di riferimento per i fedeli che trovano nella sua vicenda un incoraggiamento a perseverare nel bene nonostante le incomprensioni del mondo.
La devozione verso questa santa ha attraversato i confini della Siria, trovando una dimora speciale nella città di Venezia, di cui è protettrice. La sua vita, caratterizzata da una solitudine scelta per amore e da una umiltà che non ha cercato il plauso degli uomini, invita ogni credente a riflettere sul valore dell'integrità interiore. Celebrare Santa Marina significa, dunque, ricordare che la santità non risiede nelle apparenze, ma nella capacità di custodire la propria chiamata con fedeltà, anche quando il cammino si fa impervio e le prove sembrano superare le forze umane.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Marina?
Si festeggia il diciotto giugno. Il Martirologio Romano la pone in questa stessa data, giorno in cui si venera anche a Parigi.
Di cosa è patrono Santa Marina?
Santa Marina è compatrona della città di Venezia, dove le sue spoglie sono custodite e venerate fin dal milleduecento.