19 de enero
Sante Archelaide, Tecla y Susanna
Mártires de Salerno
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La passio e il contesto storico
La memoria di queste martiri ci è giunta attraverso una passio delle sante che gli studiosi considerano peraltro leggendaria, composta probabilmente nella prima metà del secolo decimo. All'epoca dei fatti narrati imperversava la crudele persecuzione di Diocleziano. Per sottrarsi a tale minaccia, le tre vergini abbandonarono Roma o, secondo altri racconti, la Romagna. Giunte nei pressi di Nola, si rifugiarono in un luogo umile e povero, dove continuarono a condurre una vita casta e santa in un monastero. Tra l'altro, il dotto studioso Lanzoni ipotizza che la vergine Archelaide possa identificarsi con la matrona romana omonima che in precedenza aiutò san Felice proprio a Nola.
Il ministero dei miracoli e la denuncia
Nel loro rifugio campano, le sante continuarono incessantemente la loro vita di preghiera e le loro opere di bene. Dio operava attraverso di loro grandi miracoli, specialmente la guarigione degli infermi nel corpo. Tali prodigi fisici sortivano un effetto ancora più profondo, poiché portavano spesso alla conversione e alla guarigione delle anime. La fama della loro virtù e santità si sparse rapidamente in tutta la regione, attirando l'attenzione di alcuni pagani che decisero di denunziarle alle autorità imperiali. Furono così segnalate a Leonzio, preside della Campania, il quale decise di punirle con la morte qualora si fossero rifiutate di sacrificare agli dèi.
Il giudizio e il martirio
Le sante furono condotte a Salerno, città che costituiva la sede del preside Leonzio. Qui ebbe luogo una lunga discussione tra il magistrato e la vergine Archelaide. Davanti alle pressioni e alle lusinghe, le sante scelsero con fermezza di non tradire la fede giurata a Gesù e sprezzarono apertamente le offerte del proconsole Leonzio. Protestarono con coraggio di voler subire tutti i supplizi anziché rinnegare il loro Signore. Furono quindi sottoposte a prove terribili: Archelaide fu gettata in pasto ai leoni, i quali tuttavia non la toccarono. La stessa vergine Archelaide fu poi crudelmente flagellata e sottoposta ad altri supplizi, dai quali uscì tuttavia miracolosamente illesa. La persecuzione culminò nell'anno 293, quando tutte le sante furono barbaramente uccise di spada a un miglio dalla città di Nola.
La traslazione delle reliquie e il culto
Nel corso dei secoli successivi, le reliquie delle martiri furono prelevate da Nola in seguito a una rivelazione celeste avuta da una religiosa benedettina appartenente al monastero di San Giorgio di Salerno. All'epoca dei fatti Nola apparteneva territorialmente alla provincia ecclesiastica di Salerno, e fu in quel monastero di San Giorgio che le reliquie vennero solennemente portate e custodite. Il culto liturgico crebbe nel tempo con importanti riconoscimenti ecclesiastici. Infatti, alle religiose benedettine fu accordata la recita dell'Ufficio in onore delle tre sante nel millesimo seicentonovantasette. Successivamente, il ventiquattro settembre dell'anno mille ottocentoquarantadue, la recita del medesimo Ufficio fu estesa anche a tutto il clero della diocesi di Salerno.
Su vida y testimonio
El camino de las santas Archelaide, Tecla y Susanna comenzó en la ciudad de Roma, donde su fe las llevó a enfrentar los desafíos de una época difícil para los cristianos. Ante la persecución desatada por Diocleciano, estas tres mujeres emprendieron una huida buscando refugio en las cercanías de Nola. Sin embargo, su búsqueda de seguridad fue interrumpida al ser denunciadas ante los paganos, lo que derivó en su arresto por orden del preside Leonzio. Este hecho marcó el inicio de una etapa de pruebas severas, donde su entereza fue puesta a prueba ante las autoridades.
Trasladadas a Salerno para ser sometidas a un proceso judicial, Archelaide, Tecla y Susanna fueron expuestas a tormentos y a la furia de los leones. Contra toda expectativa humana, sobrevivieron a estos crueles suplicios, demostrando una fortaleza que desconcertó a sus captores. Finalmente, fueron conducidas nuevamente a las proximidades de Nola, donde recibieron la corona del martirio mediante la decapitación en el año doscientos noventa y tres. Este acto final no solo selló su testimonio de fidelidad, sino que las convirtió en figuras veneradas por las generaciones posteriores, quienes vieron en su muerte un triunfo del espíritu sobre la violencia terrenal. El recuerdo de su valentía ha perdurado a través de los siglos, siendo un recordatorio constante de que la fe, cuando es sincera, no conoce el miedo ante la muerte.
El culto y la devoción
La veneración a las santas Archelaide, Tecla y Susanna encontró un lugar privilegiado en la diócesis de Salerno. Un hito fundamental en su historia devocional fue la traslación de sus reliquias a esta ciudad durante el siglo décimo, evento que permitió a los fieles honrar sus restos con mayor cercanía y solemnidad. Este traslado no solo fortaleció la piedad popular, sino que vinculó permanentemente la identidad espiritual de Salerno con la memoria de estas tres mártires romanas.
El reconocimiento oficial de su culto por parte de la Iglesia llegó en el año mil ochocientos cuarenta y dos, cuando se aprobó formalmente su celebración para la diócesis de Salerno. Desde entonces, la fecha del diecinueve de enero ha quedado fijada en el calendario litúrgico como el día en que la comunidad se reúne para elevar sus oraciones y recordar el sacrificio de estas mujeres. Su legado permanece vivo, invitando a los fieles a meditar sobre la entereza ante las dificultades y la importancia de preservar la luz de la fe en tiempos de oscuridad, tal como ellas lo hicieron en su momento.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggiano le sante Archelaide, Tecla e Susanna?
La festa liturgica delle sante martiri si celebra il diciannove gennaio.
Quali riconoscimenti liturgici ricevettero le sante a Salerno?
Alle religiose benedettine fu accordata la recita dell'Ufficio in loro onore nel 1697, e successivamente nel 1842 tale facoltà fu estesa a tutto il clero della diocesi di Salerno.