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19 de noviembre

Sante Cuarenta Mujeres Mártires de Heraclea con Annone diácono

Vírgenes y viudas

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il contesto e l'inizio della persecuzione

La Passio indica come capo del gruppo il diacono Ammone, che svolse il ruolo di maestro e promotore della conversione al Cristianesimo di tutte le componenti della comunità. L'imperatore Licinio inviò il messo Baudo come funzionario imperiale nella città di Berea per amministrare il territorio e applicare i decreti imperiali. Appena giunto a destinazione, il funzionario Baudo ricevette una denunzia formale contro Celsina, la quale ricopriva la carica di priora di una comunità monastica composta da quaranta persone tra vergini e vedove. Celsina fu quindi sottoposta a un primo interrogatorio ufficiale, durante il quale finse momentaneamente di sottomettersi ai voleri del funzionario pagano. Subito dopo l'interrogatorio, Celsina si ritirò in profonda preghiera e fu fortemente esortata a perseverare nella fede dal diacono Ammone, loro guida spirituale.

I prodigi e la reazione del potere

Durante il secondo interrogatorio, svoltosi alla presenza dell'intera comunità delle monache cristiane, gli idoli pagani custoditi nel tribunale si sbriciolarono improvvisamente. In quello stesso istante, il sacerdote di Zeus fu sollevato in aria da angeli di fuoco e precipitò sfracellandosi al suolo, mentre il diacono Ammone e le quaranta donne cristiane si ritiravano in buon ordine. Il funzionario Baudo, furioso per l'accaduto, fece arroventare un elmo di bronzo e lo pose sul capo di Ammone, il quale si trovava appeso alle macchine per la tortura. Per intervento divino, l'elmo arroventato volò via e finì sulla testa dello stesso Baudo, il quale fu sollevato prodigiosamente in aria finché non implorò e chiese perdono ai martiri. Fallito ogni tentativo di piegarli, Baudo si liberò del gruppo inviandoli tutti sotto scorta all'imperatore Licinio nella città di Eraclea.

Il viaggio e il martirio finale

Durante il lungo viaggio intrapreso verso Eraclea, le vergini ebbero la grazia di venerare con devozione le reliquie di santa Gliceria martire, la quale sarebbe successivamente divenuta la patrona della città. Giunti a destinazione, l'imperatore Licinio ordinò in modo implacabile che tutte le donne fossero gettate in pasto alle belve feroci. Per un evidente intervento della Provvidenza, gli animali rifiutarono categoricamente di toccare le donne cristiane. A quel punto, Licinio ordinò l'uccisione definitiva del diacono Ammone, delle vergini capeggiate da Celsina e delle vedove capeggiate dalla diaconessa Lorenza. Tutti i martiri furono infine massacrati a gruppi mediante supplizi ideati dai potenti dell'epoca, suggellando così la loro fedeltà evangelica in terra tracia.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggiano le sante quaranta donne martiri?

La ricorrenza si celebra il 19 novembre nel calendario gotico e nel Martirologio Geronimiano, mentre i sinassari e i menologi greci le ricordano il primo settembre.

Dove si svolse il martirio delle sante quaranta donne?

Il martirio si svolse a Eraclea in Tracia, nell'odierna Turchia, dopo che il gruppo era partito dalla località di Berea.

En Marmara Ereglisi en Tracia, en la actual Turquía, santas cuarenta mujeres, vírgenes y viudas, mártires. — Martirologio Romano