San Saturnino visse durante il terzo secolo e svolse il suo ministero come vescovo di Tolosa, città dove fissò la sua sede nel duecentocinquanta, sotto il consolato di Decio e Grato. Egli proveniva probabilmente dall'Africa, ipotesi suggerita dall'origine africana del nome, sebbene in alternativa l'Oriente venga indicato come sua provenienza. In un'epoca in cui in Gallia esistevano poche comunità cristiane composte da un esiguo numero di fedeli e i templi pagani rigurgitavano di folle, il santo aveva già guadagnato alla fede un buon numero di cittadini. La sua presenza rendeva muti gli dei pagani, attirando l'odio dei sacerdoti e culminando nel suo eroico martirio. Oggi San Saturnino è uno dei santi più popolari in Francia e in Spagna, dove è considerato protettore delle corride.
La memoria di San Saturnino è legata a doppio filo alla storia della Chiesa antica, tramandata con cura attraverso i secoli. Il Martirologio colloca la commemorazione a Tolosa nella Gallia narbonense, ora in Francia, e attesta che il martirio avvenne al tempo dell'imperatore Decio, menzionando anche la tradizione secondo cui fu tenuto prigioniero sulla rocca e precipitato dalla sommità. La preziosa Passio Saturnini, scritta tra il quattrocento trenta e il quattrocento cinquanta, costituisce un documento molto importante per la conoscenza dell'antica Chiesa della Gallia. Dopo le vicende della sepoltura e il successivo ritrovamento delle reliquie per opera del duca Leunebaldo, il culto del santo vescovo continua a vivere profondamente nel cuore dei fedeli.