San Bruno nacque a Colonia in Germania intorno al mille e trenta, proveniente da una nobile famiglia renana della Lotaringia. Vissuto tra la sua terra d'origine, la Francia e l'Italia, fu figlio dell'Europa dell'undicesimo secolo, un tempo segnato da divisioni e smarrimenti ma aperto alla mobilità. Svolse il ruolo di sacerdote e fu illustre studente e poi insegnante a Reims, dove lavorò come professore di teologia e filosofia, distinguendosi anche come esperto di cose curiali e avendo tra i suoi allievi il futuro papa Urbano II. Di fronte al degrado morale della Chiesa del tempo, che si trovava faccia a faccia con la simonia e con il mercato delle cariche ecclesiastiche, provò un profondo disgusto, rifiutando persino la possibilità di diventare vescovo per via dei suoi meriti durante la lotta di papa Gregorio settimo per ripulire gli episcopi.
Spinto dal desiderio di condurre una vita solitaria e di vivere radicalmente il Vangelo lontano dai mercanti del sacro, fondò con pochi discepoli una nuova esperienza spirituale nella valle deserta di Chartroux, dando origine a una forma di vita che unisce la solitudine eremitica alla minima vita comunitaria. Chiamato a Roma dal suo ex allievo divenuto papa per aiutarlo nelle necessità della Chiesa, San Bruno non resistette a lungo nella capitale e si trasferì negli ultimi anni della sua vita in Calabria, nella Foresta della Torre, dove edificò un nuovo eremo e un monastero prima di spegnersi il sei ottobre millenacentouno a Serra San Bruno.