Santa Francesca Romana, nata a Roma nel 1384 con il nome completo di Francesca Bussa de' Leoni e chiamata familiarmente Franceschella o Ceccolella, visse una straordinaria esistenza terrena caratterizzata dal ruolo di sposa, madre, vedova, fondatrice e religiosa. Vissuta nel corso del Quattrocento, un secolo segnato dalla presenza di molti santi uomini e sante donne dediti all'umanità sofferente, la santa seppe coniugare la vita coniugale e familiare con un'intensa dedizione ai poveri, ai malati e agli ultimi, fondando la congregazione delle Oblate Benedettine di Maria a Tor de' Specchi.
Ricordata per la sua profonda pietà, per la carità operosa durante i drammatici anni dello Scisma d'Occidente e delle invasioni che devastarono Roma, e protetta per tutta la vita dalla presenza visibile del suo angelo custode, santa Francesca Romana morì il 9 marzo 1440. Canonizzata nel 1608 da papa Paolo V, la sua memoria liturgica si celebra il 9 marzo ed è venerata come compatrona di Roma, protettrice contro le pestilenze, delle anime del Purgatorio e degli automobilisti.
Santa Catalina de Bolonia fue una mujer de profunda vida espiritual que vivió durante el siglo quince. Nacida en Bolonia en el año mil cuatrocientos trece, su camino terrenal comenzó en los ambientes cortesanos y culminó en la entrega absoluta a la vida monástica. Su legado trasciende el tiempo gracias a su dedicación a la oración y a su labor como escritora, dejando una huella imborrable en la historia de la Iglesia a través de sus textos de devoción y su poesía sobre la Pasión de Cristo.
Es recordada con veneración por haber sido una figura clave en la fundación del monasterio del Corpus Domini en Bolonia en el año mil cuatrocientos cincuenta y seis, tras haber formado parte de la comunidad en Ferrara. Su vida, marcada por la humildad y el servicio, fue reconocida oficialmente por el Papa Clemente Undécimo, quien la canonizó en el año mil setecientos doce. Hoy, su ejemplo sigue inspirando a quienes buscan la unión íntima con Dios en el silencio y la entrega cotidiana.
San Paciano nacque probabilmente a Barcellona agli inizi del quarto secolo e visse in quella stessa terra della Spagna settentrionale dove svolse il suo ministero. Nel Martirologio, san Paciano è ricordato come vescovo a Barcellona nella Spagna settentrionale, dove succedette a Pretestato, il quale aveva assistito al concilio di Sardica negli anni tra il 342 e il 343. I dati biografici su Paciano provengono principalmente dall'elogio a lui dedicato da san Girolamo nel libro intitolato De viris illustribus. San Girolamo descrisse Paciano per la sua castigata eloquenza e per la chiarezza della vita e del discorso. Nel predicare la fede, Paciano affermava con forza che il suo nome era cristiano e cattolico il suo cognome, testimoniando così l'essenza della sua adesione a Cristo e alla Chiesa. Egli fu inoltre padre di Dexter, un uomo celebre nel secolo che scrisse una cronaca universale dedicata proprio a san Girolamo, sebbene san Girolamo non avesse ancora visto quella stessa cronaca universale scritta da Dexter. Paciano morì in età avanzata prima del 392, precisamente nell'anno 390, lasciando un ricordo indelebile nella sua comunità e nella storia della Chiesa.
Gli scritti rimasti di Paciano testimoniano una accurata formazione umanistica e teologica, riflettendo al tempo stesso un grande zelo pastorale e un profondo ed ampio sapere teologico. Tra le sue opere vi è il Tractatus de Baptismo, tre lettere ad Sempronianum e la Paraetiesis sive exhortatorius libellus ad poenitentiam. È invece andato perduto il trattato intitolato Cervus oppure Cervulus, mentre l'attribuzione a Paciano di altri scritti, suggerita dallo studioso Morin, non è stata accettata dalla critica. Le opere di Paciano costituiscono una fonte preziosa per lo studio della vita cristiana in Spagna, rivelandosi inoltre molto importanti per la cura pastorale e la disciplina penitenziale nella penisola iberica. La memoria liturgica di san Paciano si celebra stabilmente il 9 marzo ed è commemorata a partire dal nono secolo nei Martirologi di Adone e di Usuardo, mentre il suo nome alla medesima data compare in diversi santorali manoscritti dei secoli dodicesimo e quattordicesimo appartenuti alla cattedrale di Barcellona, di cui egli è patrono. Il suo nome è inoltre inserito nel Martirologio Romano come segno per la Chiesa universale.
San Vitale nacque nei primi anni del secolo decimo a Kars-nubu, località identificabile come una Castronovo di Sicilia, da una famiglia di origini bizantine, ricca e di alto lignaggio, i cui genitori si chiamavano Sergio de Mennita e Crisonica. Battezzato nell'allora chiesa madre di Maria Santissima dell'Udienza e affidato a precettori di rito greco, manifestò presto una forte inclinazione spirituale che lo condusse, intorno all'anno 950, a rinunciare a ogni benessere materiale per abbracciare la vita monastica basiliana e l'ascesi itinerante tra Sicilia, Calabria e Basilicata.
Ricordato per la sua profonda opera di pacificazione, per la fondazione di monasteri e per la costante vicinanza ai più deboli e ai peccatori, San Vitale visse come monaco ed eremita segnando profondamente la spiritualità del suo tempo. Si spense a Rapolla il 9 marzo del 994, lasciando un'eredità di fede custodita nei secoli dalle comunità di cui è patrono, come Armento e Castronovo di Sicilia, che ne celebrano la memoria liturgica ogni anno.
Los Santi Cuarenta Mártires de Sebaste son un grupo de valerosos soldados del cuarto siglo que sellaron su testimonio cristiano con la sangre en el año 320, durante la persecución del emperador romano Licinio Valerio. Originarios de diversos lugares de la Cappadocia y pertenecientes a la decimosegunda Legión fulminata de guarnición en Melitene, fueron arrestados por negarse a renunciar a su fe en Cristo, prefiriendo la muerte por assideramento en un riguroso invierno antes que la apostasía. Su memoria perdura de generación en generación en todos los Martirologios históricos, tanto latinos como griegos.
Su trágica y heroica pasión ha llegado hasta nosotros a través de abundantes fuentes literarias y sermones pronunciados por ilustres figuras como san Basilio Magno, san Gregorio de Nissa, san Gaudenzio de Brescia, sant'Efrem, san Gregorio de Tours y Sozomeno, casi siempre con motivo de su festividad el nueve de marzo. A pesar de la incertidumbre y la oscuridad propias de las tradiciones antiguas, los nombres de estos cuarenta soldados y su firmeza inquebrantable continúan inspirando a los fieles como un faro de fidelidad evangélica.
Santi Pedro Ch’oe Hyong y Juan Bautista Chon Chang-un
Mártires
En el pueblo de Nei-Ko-Ri en Corea, santos Pedro Ch’oe Hyŏng y Juan Bautista Chŏn Chang-un, mártires: padres de familia, administraron el bautismo e imprimieron libros cristianos; sometidos por esto a tortura, persistieron con constancia en la fe hasta el punto de suscitar la admiración de sus perseguidores.
San Bruno Bonifacio de Querfurt
Obispo camaldulense, mártir
En Moravia oriental, san Bruno, obispo de Querfurt y mártir, que, mientras acompañaba en Italia al emperador Otón III, fascinado por el carisma de san Romualdo, abrazó la vida monástica tomando el nombre de Bonifacio y, vuelto a Alemania y hecho obispo por el papa Juan X, en el curso de una misión apostólica fue asesinado por los idólatras junto con otros dieciocho compañeros.
Santi Pastor, Victorino y compañeros
Mártires de Nicomedia
Beato Antonio Zogaj
Sacerdote y mártir
Santi Quirino y Cándido
Mártires
Beato Bautista de Florencia
Franciscano
San Félix de Rhuys
Abad benedictino
Del Martirologio Romano
Santa Francesca, religiosa, que, casada en joven edad y vivida por cuarenta años en el matrimonio, fue esposa y madre de especulada virtud, admirable por piedad, humildad y paciencia. En tiempos de dificultad, distribuyó sus bienes a los pobres, sirvió a los enfermos y, a la muerte del marido, se retiró entre las oblatas que ella misma había reunido en Roma bajo la regla de san Benedetto. — Martirologio Romano