San Macario visse nel corso del quarto secolo e il suo nome significa felice o beato. La sua famiglia e il luogo di origine sono ignoti, e buona parte della sua vita risulta sconosciuta. Egli è noto soprattutto come vescovo di Gerusalemme, carica che ricoprì dal 313 fino alla sua morte avvenuta nell'anno 334. La sua figura si inserisce in un momento storico importantissimo segnato dal passaggio dalle persecuzioni imperiali alla piena libertà concessa ai cristiani. Durante il suo episcopato, San Macario seppe guidare la comunità cristiana con fermezza dottrinale e profondo zelo pastorale.
San Macario è ricordato in modo particolare per il suo impegno decisivo nel valorizzare i luoghi santi di Gerusalemme e per la sua difesa della fede apostolica contro le eresie del suo tempo. La città santa era ritenuta tale dagli Ebrei in quanto luogo dell'unico Tempio dedicato all'unico Dio, e dai cristiani in quanto luogo della crocifissione e della risurrezione di Gesù Cristo. All'epoca di Macario, tuttavia, quella città non esisteva più nella sua forma originaria, poiché nel settanta il futuro imperatore Tito aveva distrutto il Tempio dopo aver represso un'insurrezione antiromana, e nel 135, sotto l'imperatore Adriano, la città era stata rasa al suolo a seguito di un'altra rivolta perdendo il proprio nome per fare spazio alla colonia romana di Aelia Capitolina, dove sorse persino un Campidoglio sul luogo della sepoltura di Gesù.
San Simplicio nacque a Tivoli e fu chiamato a guidare la Chiesa universale nel quinto secolo, esercitando il suo ministero pontificio dal quattrocentosessantotto fino al quattrocentoottantatré. La sua figura rimane impressa nella memoria della cristianità come un pastore fermo e custode vigile della dottrina, impegnato a preservare l'integrità della fede in un periodo segnato da forti tensioni teologiche e instabilità politica. Durante il suo pontificato, egli si oppose con decisione all'Henoticon dell'imperatore Zenone e contrastò il ventottesimo canone del Concilio di Calcedonia, difendendo le prerogative della sede romana con equilibrio e sollecitudine spirituale.
Oltre all'impegno dottrinale, San Simplicio lasciò un segno tangibile nella città di Roma attraverso la cura degli edifici sacri e la conservazione della bellezza artistica. Egli restaurò e consacrò le chiese di San Stefano Rotondo e di Santa Bibiana, dimostrando una profonda sensibilità verso il decoro liturgico. È inoltre ricordato per aver ordinato la tutela dei mosaici pagani all'interno della chiesa di Sant'Andrea, un gesto che testimonia il suo rispetto per la storia. La sua memoria è particolarmente viva a Roma, dove viene venerato presso la basilica di San Pietro per il conforto e la speranza che seppe offrire agli afflitti durante le difficili invasioni barbariche che colpirono il suo tempo.
San Drottoveo, figura luminosa del sesto secolo, è ricordato come un instancabile servitore di Dio e guida sapiente di anime. Nato nell'anno cinquecentotrenta, egli dedicò la propria esistenza alla vita monastica, distinguendosi per la dedizione profonda e lo spirito di obbedienza che guidarono il suo cammino spirituale. La sua opera si intrecciò indissolubilmente con la missione di san Germano, sotto la cui guida illuminata egli si formò, trovando nel silenzio del chiostro la via per servire il Signore e la comunità dei fedeli.
Il santo abate è oggi venerato per aver ricoperto il ruolo di superiore presso il monastero di San Vincenzo a Parigi, contribuendo attivamente allo sviluppo di quella che sarebbe divenuta la celebre abbazia di Saint-Germain-des-Prés. La sua testimonianza di fede, conclusasi nell'anno cinquecentottanta, rimane un esempio di dedizione monastica per quanti cercano di vivere la vocazione religiosa con sobrietà e rettitudine. La memoria di San Drottoveo ci invita a riflettere sull'importanza della formazione spirituale e sulla bellezza di costruire, giorno dopo giorno, luoghi di preghiera e di accoglienza per il prossimo.
San Giovanni Ogilvie, conosciuto anche come Ogilby, nacque nel 1579 a Drum, in Scozia, all'interno del XVII secolo. Cresciuto in una famiglia originariamente presbiteriana, si convertì al cattolicesimo in gioventù e scelse di abbrciare la vita religiosa entrando nella Compagnia di Gesù. Sacerdote zelante, visse un intenso esilio nei regni d'Europa per compiere i suoi studi e prepararsi alla missione prima di fare ritorno clandestinamente nella sua patria dilaniata dalla persecuzione anticattolica.
Ricordato come intrepido martire della fede e difensore della libertà religiosa, svolse il suo ministero a rischio della vita celebrando Messe segrete e confortando i fedeli prima di subire il duro arresto, i processi e la condanna a morte. Papa Paolo VI lo ha canonizzato il 17 ottobre 1976, consegnando la sua luminosa testimonianza alla Chiesa universale che ne celebra la memoria liturgica il 10 marzo.
Sant'Attala nacque in Borgogna da una nobile famiglia durante il settimo secolo. Per la sua educazione fu affidato ad Aredio, vescovo di Gap nel Delfinato, ma desiderando uno stile di vita più rigido fuggì, rifugiandosi prima nel monastero di Lérins e successivamente a Luxeuil, fondato da San Colombano. Seguì Colombano in Lombardia, stabilendosi a Bobbio su un terreno donato dal re longobardo Agilulfo, marito della regina Teodolinda, e succedette a Colombano come abate a partire dall'anno 615, distinguendosi per zelo e virtù del discernimento. Guidò la comunità monastica con fermezza e profonda carità, affrontando le tensioni interne e combattendo l'eresia ariana diffusa nei dintorni di Milano. Si spense nel 627 dopo una grave malattia, lasciando un'impronta indelebile nella storia monastica.
Sant'Attala è ricordato per la sua straordinaria dedizione alla vita cenobitica nel monastero di Bobbio, dove seppe coniugare il rigore ascetico con una grande attenzione verso i poveri, i pellegrini e i suoi discepoli. L'agiografo Giona di Susa ne tramandò la memoria descrivendone la saggezza, la discrezione e la capacità di guidare i monaci attraverso le difficoltà. La sua figura rimane strettamente legata a quella di San Colombano e di San Bertolfo, condividendo con loro la sepoltura e la venerazione nella terra emiliana, dove il Martirologio ne celebra la memoria liturgica.
Santa María Eugenia de Jesús, nata come Anna Milleret de Brou a Metz il 25 agosto 1817, fu la fondatrice della Congregazione delle Religiose dell'Assunzione. Visse un'intensa esperienza di conversione e, guidata da una profonda vocazione, dedicò la sua vita all'educazione cristiana delle giovani donne, unendo la contemplazione all'azione apostolica. Guidò l'istituto religioso fino alla sua morte, avvenuta ad Auteuil, a Parigi, il 10 marzo 1898.
La sua opera di educazione e fede è ricordata per aver inciso profondamente nella società del diciannovesimo secolo, formando generazioni di fanciulle nello spirito del Vangelo. Fu beatificata da papa Paolo VI il 9 febbraio 1975 e canonizzata da papa Benedetto XVI il 3 giugno 2007. Oggi le suore dell'istituto continuano la sua missione in numerose comunità nel mondo.
Il beato Elías del Soccorso, al secolo Mateo Elías Nieves del Castillo, nacque nell'Isola di San Pedro a Yuriria, in Messico, il ventuno settembre 1882. Cresciuto in una famiglia di modesti agricoltori di profonda religiosità e segnato da difficoltà di salute e povertà, riuscì a coronare la sua vocazione diventando sacerdote nel 1916 all'età di trentaquattro anni, appartenendo all'Ordine dei Frati di Sant'Agostino. Dopo le prime esperienze pastorali, fu inviato come vicario nella povera borgata di La Cañada de Caracheo, dove spese la sua breve ma intensa vita sacerdotale per infondere conforto e speranza cristiana, condividendo senza riserve disagi e sofferenze dei parrocchiani.
Ricordato come coraggioso martire della fede, esercitò di nascosto il proprio ministero durante una spietata persecuzione religiosa in Messico, fino a subire la fucilazione in odio al sacerdozio a Cortázar il dieci marzo 1928. Il suo sacrificio fu immediatamente vissuto dal popolo come offerta per la pacificazione ed egli fu solennemente beatificato il dodici ottobre 1997, lasciando una profonda eredità spirituale di perdono e fedeltà al Vangelo.
Il Beato Giovanni Delle Celle, nato a Firenze nel quattordicesimo secolo e vissuto tra il 1310 e il 1395, fu una figura di straordinario rilievo spirituale e culturale. Entrato giovane tra i monaci di Vallombrosa, l'Ordine fondato nel 1051 da san Giovanni Gualberto presso Firenze, si distinse subito per l'ingegno e l'amore per lo studio, ma anche per un carattere turbolento che segnò profondamente il suo cammino. Dopo essere stato abate nel monastero fiorentino di Santa Trinità, subì una grave degradazione e una dura prigionia in una torre, eventi che segnarono l'inizio della sua radicale conversione alla solitudine e alla penitenza perpetua.
Nonostante la scelta di vivere segregato a vita in una cella vicino a Vallombrosa, Giovanni mantenne un ruolo centrale nella vita religiosa e politica del suo tempo attraverso una fitta e autorevole rete epistolare. Fu amico e fervente difensore di Santa Caterina da Siena, sostenne con forza papa Urbano VI e si impose come maestro di spirito per governanti, chierici e semplici fedeli. La sua eredità unisce la profondità della penitenza ascetica alla vivacità della grande prosa italiana, guadagnandogli la venerazione come beato subito dopo la sua pia morte avvenuta tra il 1394 e il 1396.
Los santos Caio y Alejandro fueron dos mártires originarios de Eumenia, en la región de Frigia, cuyos nombres y memoria se conservan a través de los siglos. No se conoce nada sobre su vida antes del martirio, ya que la situación de persecución de los primeros cristianos hizo que se perdieran muchas noticias históricas registradas por quienes anotaban los detalles de su muerte. Los textos y los diversos Martirologi suelen presentar sus nombres abbinati a otros grupos y localidades diferentes, con commemoración en días también distintos, y la fecha exacta de su sacrificio ha resultado motivo de controversia.
Su memoria litúrgica se celebra el diez de marzo en los diversos calendarios. El nombre Caio deriva del latín Gaius y significa gaio o de humor alegre, lo cual ha provocado a veces una confusión con el nombre Gaio en la tradición, tratándose sin embargo del mismo mártir. Por su parte, el nombre Alessandro deriva del griego Alexandros, que significa protettore de los hombres. En la actualidad, en Hisarlik, sobre el río Meandro en Frigia, en la actual Turquía, se recuerda con devoción la solemne commemoración de estos dos santos mártires.
Il Beato Alcide Lataste, nato a Cadillac-sur-Garonne nel 1832, fu un sacerdote dell'Ordine domenicano che dedicò la sua vita alla predicazione della divina misericordia, fondando la congregazione delle Suore domenicane di Betania. Uomo di profonda fede e di straordinaria sensibilità spirituale, comprese e diffuse l'Eucaristia non come una semplice ricompensa per anime pie, ma come un divino rimedio e una sorgente inesauribile di forza e coraggio per ogni creatura umana. La sua esistenza terrena, sebbene breve e segnata da prove dolorose e da una salute fragile, fu interamente spesa al servizio degli ultimi, dei poveri e delle persone emarginate dalla società del suo tempo.
Egli è particolarmente ricordato per il suo coraggioso ingresso nel carcere femminile di Cadillac, dove seppe risvegliare la speranza e la dignità in centinaia di donne segnate dal dolore e dal peccato, offrendo loro la prospettiva di una vita interamente consacrata a Dio. La sua opera continuò a germogliare nel tempo attraverso la congregazione da lui voluta, dove donne dal passato ordinario e donne provenienti da esperienze di sofferenza e caduta vivono insieme senza alcuna discriminazione. Beatificato il 3 giugno 2012, la sua memoria liturgica si celebra il 10 marzo.
En África, conmemoración de san Víctor, mártir: sobre él, en el día de su fiesta, san Agustín pronunció al pueblo una homilía.
Sant' Emiliano de Lagny
Abad
San Blancardo
Obispo
Del Martirologio Romano
En el mismo día, conmemoración de san Macario, obispo de Jerusalén, por exhortación del cual los lugares santos fueron sacados a la luz por Constantino el Grande y por su madre santa Elena y ennoblecidos con la construcción de sagradas basílicas. — Martirologio Romano