2 de junio
Beata Eufemia Giustiniani
Abadesa
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vocazione e il governo monastico
All'età di diciassette anni, nel 1425, Eufemia entrò nel monastero delle benedettine di Santa Croce alla Giudecca, luogo in cui compì il suo cammino di fede. L'anno successivo, nel 1426, emise la professione religiosa, consacrandosi definitivamente al Signore nella preghiera e nel silenzio del chiostro. Nel 1444 la comunità la scelse come badessa, affidandole la guida spirituale e materiale del monastero. Nel suo ruolo di superiora, impose alla comunità grande severità e austerità nel rispetto rigoroso della regola benedettina. La sua intransigenza fu tale che il patriarca dovette intervenire più volte durante il suo governo per mitigare la severità nel monastero. Eufemia continuò a guidare la sua comunità per tutta la vita, fino al giorno della sua morte, avvenuta il due giugno 1487. Dopo la scomparsa, la salma fu sepolta nel cimitero comune.
Il riconoscimento della santità e la storia delle reliquie
La fama di santità fu riconosciuta per la prima volta nel 1620 da Bernardo Giustiniani tramite il catalogo agiografico del patriarca Giovanni Tiepolo. Numerosi miracoli furono compiuti per intercessione della beata, alimentando la devozione del popolo cristiano. Nel 1646, per volontà del patriarca Giovan Francesco Morosini, i resti mortali furono traslati nella chiesa del monastero e la venerazione per la beata aumentò progressivamente da quell'epoca. Nel 1806, in seguito alla soppressione del monastero e della sua chiesa, le reliquie furono collocate nella cappella privata della famiglia Giustiniani alle Zattere a Venezia. Le reliquie rimasero alle Zattere fino al quattordici dicembre 1915, quando il patriarca Pietro La Fontaine fece traslare le reliquie nella concattedrale di San Pietro di Castello nel 1915, dove si trovano ancora oggi. Dal diciassettesimo secolo il titolo di beata fu riconosciuto costantemente nella chiesa veneziana.
Il culto e le memorie artistiche
La chiesa veneziana venerava la beata il due giugno, giorno del suo transito terrestre, mentre il calendario benedettino fissava il ricordo della beata al sedici giugno. Il culto della beata decadde con la caduta della repubblica veneziana, ma rimasero preziose testimonianze visive della sua figura. Le uniche immagini pervenute della beata si trovano nella chiesa della Madonna dell'Orto in un'opera di Domenico Tintoretto. Un'altra immagine anonima della beata si trova nella chiesa di San Pietro di Castello. Nell'immagine conservata a San Pietro di Castello la beata è raffigurata mentre riceve la comunione dal patriarca veneziano.
Il cammino monastico
La vocazione di Eufemia Giustiniani si manifestò pienamente nel 1425, quando scelse di varcare la soglia del monastero benedettino di Santa Croce alla Giudecca, a Venezia. In quel luogo di preghiera e silenzio, la giovane religiosa iniziò un percorso di ascesi che la portò, nel 1444, a essere eletta badessa della comunità. Il suo governo fu segnato da una visione rigorosa e profonda della vita consacrata; Eufemia comprese che la santità richiedeva una dedizione totale e decise di imporre una severa austerità alla comunità monastica che le era stata affidata. Sotto la sua guida, il monastero divenne un centro di vita spirituale intensa, dove la disciplina non era intesa come privazione fine a se stessa, ma come strumento necessario per liberare il cuore da ogni distrazione mondana e orientarlo esclusivamente verso la lode del Creatore. La sua autorità si esercitava con la dolcezza della carità e la fermezza della regola, rendendola una madre spirituale autorevole e rispettata. Eufemia Giustiniani visse gran parte della sua esistenza tra le mura veneziane, concludendo il suo pellegrinaggio terreno nel 1487, dopo aver seminato frutti di preghiera e di disciplina che avrebbero nutrito le generazioni successive di consacrate.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità di Eufemia Giustiniani avvenne in modo solenne nel 1620, quando il patriarca Giovanni Tiepolo confermò ufficialmente il culto che il popolo e la comunità monastica le tributavano da tempo. La devozione verso di lei si manifestò anche attraverso le cure dedicate alle sue spoglie mortali, segno tangibile del legame tra la santa e la città di Venezia. Nel 1646, i suoi resti furono oggetto di una traslazione all'interno della chiesa del monastero di Santa Croce, dove i fedeli potevano sostare in preghiera. Successivamente, nel 1915, le sue reliquie furono trasferite nella concattedrale di San Pietro di Castello, luogo in cui ancora oggi la memoria della Beata viene custodita. La sua figura è celebrata con una memoria liturgica specifica, che mantiene vivo il ricordo di una donna che ha saputo incarnare, con dedizione assoluta, l'ideale di vita benedettina nel contesto del Rinascimento veneziano.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la beata Eufemia Giustiniani?
La memoria della beata si celebra il due giugno nella chiesa veneziana e il sedici giugno nel calendario benedettino.