6 de noviembre
Beata María de la Asunción (Asunción Pascual Nieto)
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'infanzia e la giovinezza nell'orfana
Asunción nacque il 14 agosto 1887 a Villarobe, un paese nei dintorni di Burgos in seguito scomparso. Sua madre era Regina Pascual Nieto, mentre l'identità del padre rimase sconosciuta. Pochi giorni dopo la nascita, la neonata venne abbandonata nella ruota degli esposti dell'orfanotrofio di Burgos. La bambina fu data in affidamento a Juan Portugal e Francisca Lara, una coppia residente a Torrecilla del Monte. Ricevette il sacramento della Cresima nel 1892, all'età di quattro anni e mezzo. Compiuti i dieci anni, fu ricondotta all'orfanotrofio, dove rimase ininterrottamente fino alla sua richiesta di ingresso in monastero. Una relazione redatta dal cappellano dell'orfanotrofio ne attestava la condotta impeccabile, la spiccata religiosità, la devozione alla Madonna, la docilità verso i superiori, la popolarità tra le compagne e l'affetto da parte del personale, oltre alla buona salute.
La consacrazione claustrale a Escalona
Decise di entrare nel monastero dell'Incarnazione a Escalona, appartenente all'Ordine dell'Immacolata Concezione, le cui monache sono note come Concezioniste Francescane. L'ingresso nel monastero di Escalona avvenne il 6 giugno 1909, probabilmente emulando la scelta di altre orfane. Prese l'abito religioso il 31 ottobre 1909. Ammessa senza ostacoli alla professione temporanea triennale, la pronunciò il 6 maggio 1910. In un documento inviato dalla superiora al vicario episcopale della diocesi di Toledo, la giovane veniva descritta come donna di preghiera, obbediente, matura, di piacevole compagnia e benvoluta dalla comunità. Venne quindi integrata nella comunità con le mansioni di monaca corista e cantora. In vista della professione solenne, un'ulteriore attestazione ne lodava il raccoglimento, la semplicità, la premura verso le consorelle e il profondo rispetto per la superiora. Nel tempo ricoprì i ruoli di infermiera, addetta alla ruota, portinaia e infine vicaria. Nel 1936, quattro secoli dopo la sua fondazione, la comunità di Escalona contava quattordici religiose.
La tempesta della persecuzione e l'abbandono del monastero
A partire dall'instaurazione della Repubblica spagnola, le autorità municipali locali avviarono una campagna di denigrazione contro la comunità monastica. Fu diffusa la falsa accusa che le monache avessero avvelenato l'acqua cittadina attraverso le condutture che attraversavano il loro orto. Pretestando tale accusa, il sindaco violò la clausura per perquisire il monastero e irridere le religiose. Temendo che la struttura potesse essere data alle fiamme, le monache organizzarono turni di guardia notturna a coppie sulla torre campanaria. Il 28 luglio la situazione degenerò con l'ordine perentorio di sgombero del monastero. Il sindaco aveva preavvisato la cittadinanza dell'imminente sgombero già dal giorno precedente. All'uscita dal monastero, le monache trovarono ad attenderle una folla di curiosi e di persone ostili che le insultavano. Prima di uscire, la superiora madre Maria di San Giuseppe ordinò di indossare abiti civili e di consumare le Ostie consacrate in chiesa per sottrarle a possibili profanazioni. Le religiose vissero quei momenti nel turbamento e nel pianto. Il cappellano don Teógenes Díaz Corralejo Fernández le esortò a mostrare coraggio e a testimoniare la propria fede come soldati di Cristo. Dal monastero le monache furono condotte alla prigione cittadina, dove rimasero recluse per ventiquattr'ore insieme a molti altri detenuti. Durante la permanenza in carcere non ricevettero alcun tipo di assistenza, cibo o bevande. Il giorno seguente vennero sottoposte a interrogatori singoli e separati, a distanza di mezz'ora l'uno dall'altro. Tutte le religiose rifiutarono la proposta di liberazione in cambio della rinuncia alla propria vocazione. Dopo due giorni di prigionia vennero inaspettatamente rilasciate.
Il rifugio provvisorio e il trasferimento a Madrid
Oltre dieci famiglie di Escalona scelsero di ospitare le monache nelle proprie abitazioni, pur consapevoli dei gravi rischi che correvano. Le monache vissero in relativa libertà dal 30 luglio al 16 settembre, giorno in cui furono nuovamente convocate davanti a un tribunale improvvisato in un edificio adiacente al carcere. Il 17 settembre vennero trasferite a Madrid presso la Direzione Generale di Sicurezza. Durante il tragitto, all'altezza di Navalcarnero, rischiarono il linciaggio da parte di un gruppo di miliziani. Dopo aver trascorso la prima notte nei sotterranei della Direzione Generale, il 18 settembre furono recluse nel convento delle Cappuccine, adibito a carcere femminile per circa 1800 detenute, tra cui 800 religiose.
Il martirio e la testimonianza delle consorelle
Al termine del conflitto bellico le monache superstiti poterono rientrare a Escalona. All'appello mancavano suor Maria dell'Assunzione e madre Maria di San Giuseppe. Un testimone che conosceva le due monache per aver frequentato Madrid durante le vacanze dichiarò di averle incontrate e riconosciute, pur in abiti civili, all'interno di una checa. Lo stesso testimone, tornato in visita dopo pochi giorni, rinvenne i corpi privi di vita delle due religiose. L'uccisione avvenne negli ultimi giorni di ottobre del 1936. Al momento della morte, suor Maria dell'Assunzione aveva quarantanove anni e ventisette anni di professione religiosa. Durante la guerra civile spagnola anche altre appartenenti all'Ordine delle Concezioniste Francescane subirono il martirio. Suor Maria Agnese di San Giuseppe apparteneva al monastero di Nostra Signora delle Misericordie a El Pardo, vicino a Madrid. Suor Maria del Monte Carmelo della Purissima Concezione apparteneva al monastero di Nostra Signora delle Misericordie a El Pardo, vicino a Madrid. All'alba del 22 agosto 1936, suor Maria Agnese e suor Maria del Monte Carmelo della Purissima Concezione sono state giustiziate tramite fucilazione. I resti di queste due monache sono gli unici ad essere stati identificati e conservati. A partire dal 2015, le reliquie delle due monache sono custodite a Toledo, nella Casa madre dell'Ordine.
La figura di Madre Maria del Monte Carmelo
Madre Maria del Monte Carmelo era registrata all'anagrafe come Isabel Lacaba Andía. Madre Maria del Monte Carmelo è nata a Villarobe, in Spagna, il 14 agosto 1887. Madre Maria del Monte Carmelo e altre nove religiose risiedevano nel monastero di San Giuseppe a Madrid. Con l'inizio del conflitto bellico, Madre Maria del Monte Carmelo e le nove consorelle sono state allontanate dal loro monastero. Le dieci monache cacciate dal monastero avevano trovato riparo in un'abitazione privata. L'8 novembre 1936, Madre Maria del Monte Carmelo e le nove consorelle sono state prelevate dal luogo in cui erano ospitate. Dopo il prelievo dell'8 novembre 1936, non si sono avute più notizie delle dieci monache e i loro corpi non sono mai stati rinvenuti. Madre Maria del Monte Carmelo è deceduta a Madrid alla fine di ottobre o nel mese di novembre del 1936. Madre Maria del Monte Carmelo è posta a capo del gruppo delle quattordici monache Concezioniste.
Il cammino verso la beatificazione
I primi passi della causa di beatificazione per le quattordici Concezioniste si sono svolti a Toledo nel 2002. Il processo diocesano si è celebrato a Madrid, sede del martirio, tra il 2006 e il 3 febbraio 2010. Il 9 ottobre 2007 la Santa Sede ha concesso il nulla osta per la causa. Papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il 15 gennaio 2019. Il 15 gennaio 2019 il Papa ha dato il consenso per pubblicare il decreto che riconosceva il martirio delle monache. Il rito di beatificazione si è tenuto il 22 giugno 2019 nella cattedrale dell'Almudena a Madrid. La cerimonia di beatificazione è stata guidata dal cardinale Becciu in qualità di rappresentante del Papa. La ricorrenza liturgica di suor Maria dell'Assunzione e delle sue consorelle è fissata per il 6 novembre. Il 6 novembre le diocesi della Spagna commemorano i propri martiri del Novecento.
La vida
La trayectoria de la Beata María de la Asunción comenzó con desafíos que forjaron su carácter. Tras su nacimiento en Villarobe, fue acogida en el orfanato de Burgos, un entorno que no impidió que su corazón se abriera al llamado del Espíritu. En el año mil novecientos nueve, realizó su entrada en el monasterio de las Concezionistas Franciscanas de Escalona, donde vivió su vocación religiosa con sencillez y devoción. Allí, entre los muros del claustro, dedicó su tiempo al silencio, a la contemplación y al cumplimiento de sus deberes como religiosa, encontrando en la comunidad su verdadera familia.
El transcurso de su vida sufrió un cambio radical en el año mil novecientos treinta y seis, durante el estallido de la guerra civil española. En aquel periodo convulso, fue expulsada de su monasterio, viéndose obligada a abandonar la paz de su vida conventual. Posteriormente, fue trasladada a la Dirección General de Seguridad de Madrid. A pesar de la incertidumbre y el peligro, mantuvo su dignidad y su fe intactas. Su camino terrenal concluyó trágicamente en una prisión improvisada en Madrid, donde fue asesinada. Su vida, aunque marcada por el sufrimiento final, permanece como un faro de fidelidad a la vocación elegida, demostrando que incluso en las situaciones más extremas, el espíritu humano puede sostenerse en la esperanza y en la confianza plena en Dios.
El culto
El culto a la Beata María de la Asunción se inscribe dentro de la memoria de los mártires del siglo veinte en las diócesis españolas. Su reconocimiento oficial por parte de la Iglesia llegó con su canonización, presidida por el Papa Francisco en el año dos mil diecinueve, lo cual permitió que su historia de entrega fuera honrada y recordada por los fieles de todo el mundo.
Su festividad se celebra el día seis de noviembre. Esta fecha es una oportunidad para que la comunidad cristiana eleve una oración por todos aquellos que, como ella, dieron testimonio de su fe con sus vidas. La figura de la Beata María de la Asunción nos recuerda que la santidad no siempre se manifiesta en grandes obras públicas, sino a menudo en la perseverancia silenciosa y en la aceptación serena de la voluntad divina, incluso frente a la prueba del martirio. Su memoria continúa inspirando a los creyentes a buscar la fidelidad en lo cotidiano y a mantenerse firmes en los momentos de mayor dificultad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María de la Asunción?
La sua memoria liturgica si celebra il 6 novembre, insieme ai Martiri del ventesimo secolo nelle diocesi della Spagna.
Di quale ordine faceva parte?
Apparteneva all'Ordine dell'Immacolata Concezione, le cui monache sono note come Concezioniste Francescane.