6 de noviembre
Beati Mártires Españoles Vicencianos (José María Fernández Sánchez y 38 compañeros)
Beatificados en 2017
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La Congregación de la Misión y las comunidades en Madrid
La Congregación de la Missione es comunmente conocida como padri e fratelli Vincenziani, una familia religiosa fundada por san Vincenzo De' Paoli con una clara vocación eclesial. El fundador volle los Vincenziani dedicati alle missioni al popolo, al culto pubblico e alla celebrazione dei Sacramenti, radicando la loro opera nel servizio spirituale dei fedeli. All'interno della Chiesa, i Vincenziani si occupavano dell'organizzazione degli aiuti caritativi, anche tramite associazioni laiche, e svolgevano la cura pastorale per le Figlie della Carità, il ramo femminile della Famiglia Vincenziana. Durante il periodo della guerra civile spagnola, i Vincenziani contavano cinque comunità nella diocesi di Madrid, ciascuna impegnata nella propria missione quotidiana di carità e preghiera.
La Casa provincializia si trovava in calle Garcia de Paredes e contava quarantacinque membri, dei quali trentasette sacerdoti e diciannove fratelli coadiutori. Una seconda comunità, situata in calle Lope de Vega trentotto, era detta Casa dei Cappellani poiché annessa al Noviziato delle Figlie della Carità, e subì una gravissima perdita, salvandosi unicamente quattro sacerdoti che si trovavano fuori Madrid. Una terza comunità si trovava a Hortaleza ed era composta da sei sacerdoti, diciassette fratelli coadiutori e trentasei novizi, i cui membri e formatori erano stati trasferiti per ragioni di sicurezza a Tardajos, vicino a Burgos, sebbene sedici membri fossero rimasti sul posto. La quarta comunità si trovava a Valdemoro ed era formata da cinque sacerdoti e quattro fratelli coadiutori, mentre la quinta comunità era una piccola sede in calle Fernández de la Hoz ventuno, composta da cinque Padri della Provincia di Aquitania.
La persecución y los primeros martirios del año 1936
Nella notte del ventiquattro luglio 1936, un gruppo di miliziani assalì improvvisamente la Casa provincializia, bloccandone contemporaneamente i tre ingressi, sebbene i miliziani rinunciarono all'idea iniziale di massacrare subito tutti i confratelli a causa del loro numero elevato. Il venticinque luglio 1936 alcuni membri della Casa provincializia fuggirono trovando riparo da amici e parenti, mentre altri vennero catturati. I sedici membri della comunità di Hortaleza rimasti sul posto furono catturati il ventuno luglio, e i membri della comunità di Valdemoro furono arrestati insieme il venticinque luglio e reclusi dapprima a Getafe e poi a Ventas. I martiri del gruppo provengono da tutte e cinque le comunità di Madrid, con tredici appartenenti alla Casa provincializia, dieci alla casa di calle Lope de Vega, sei alla comunità di Hortaleza, tre alla casa di Valdemoro e uno alla comunità di calle Fernández de la Hoz.
A questi si aggiunsero sei laici appartenenti all'Associazione della Medaglia Miracolosa di Madrid, aggregati ai sacerdoti e ai fratelli Vincenziani, portando il gruppo completo della causa a trentanove potenziali martiri. Un documento redatto nel 1939 conferma con certezza che i sei laici, membri del Direttivo dell'Associazione della Medaglia Miracolosa, furono arrestati e uccisi, e i sei laici non furono le uniche vittime laiche della persecuzione. La cronologia delle esecuzioni segna profondamente la comunità fin dall'inizio, con Vicente Cecilia Gallardo, novizio della Congregazione della Missione, deceduto a Hortaleza il diciannove luglio 1936. Seguirono Manuel Trachiner Montaña, fratello coadiutore deceduto a Hortaleza il venti luglio, e Roque Catalán Domingo, fratello coadiutore deceduto a Hortaleza il ventidue luglio.
El testimonio supremo de los sacerdotes, hermanos y laicos
Il cammino della testimonianza di fede continuò nei giorni successivi con la perdita di altri confratelli e laici legati alla medaglia miracolosa. José Ibañez Mayandia era un sacerdote della Congregazione della Missione ed è deceduto a Madrid il ventisette luglio 1936, seguito da Estanislao Páramo Marcos, fratello coadiutore deceduto a Madrid il ventotto luglio. Il dodici agosto 1936 morì Perfecto Del Río Páramo, fratello coadiutore, mentre Agustín Fernández Vázquez, laico coniugato della diocesi di Madrid e membro dell'Associazione dei Cavalieri della Medaglia Miracolosa, fu ucciso a Paracuellos de Jarama il diciassette agosto. Pochi giorni dopo, Hilario Barriocanal Quintana, sacerdote della Congregazione della Missione, decedette a Boadilla del Monte il venti agosto, e José Garvi Calvente, padre di famiglia e membro della stessa associazione laicale, morì ad Aravaca il ventuno agosto. La violenza continuò con la morte di Justo Ramón Piedrafita il ventitré agosto, di Manuel Requejo Pérez il trenta agosto, di José Santos Ortega il ventitré settembre e di Saturnino Tobar González il ventotto settembre.
Nel mese di ottobre e nei mesi successivi caddero altri testimoni della fede cristiana, tra cui Eleuterio Castillo Gómez il tre ottobre, Benjamin Ortega Aranguren il diciannove ottobre e Teodoro Gómez Cervero il ventidue ottobre. Padre José María Fernández Sánchez è stato scelto come capogruppo, affiancato da confratelli come Roque Guillén Garcés, Juan Nuñez Orcajo, Agustín Nogal Tobar, César Elexgaray Otazua e Cristóbal González Carcedo, quest'ultimo deceduto a Vallecas il ventitré ottobre. Lo stesso giorno, Felipe Basauri Altube, laico coniugato e membro dell'Associazione dei Cavalieri della Medaglia Miracolosa, subì il martirio a Madrid. Tra la fine di ottobre e dicembre si registrarono le morti di Benito Paradela Novoa, Gil Belascoain Ilagorri, Laureano Pérez Carrascal, Bartolomé Gelabert Pericás, Pedro Armendáriz Zabaleta, Miguel Aguado Camarillo, José García Pérez, Francisco Morquillas Fernández, Pedro Pascual García Martín, Joaquín Zubillaga Echarri, Benito Quintano Díaz e Isidro Alonso Peña, completando il novero di coloro che hanno offerto la vita per Cristo.
El camino hacia la beatificación y el reconocimiento eclesial
Il venticinque giugno duemilaquattro è stato rilasciato il nulla osta per l'avvio della causa di beatificazione per accertare il martirio in odio alla fede. L'inchiesta diocesana è stata aperta nella diocesi di Madrid il trenta giugno duemilaquattro e si è conclusa nel duemilacinque, ponendo le basi documentali per il riconoscimento canonico. Il decreto di approvazione degli atti dell'inchiesta diocesana è stato emesso il sei giugno duemilotto. Successivamente la Positio super martyrio è stata consegnata e vagliata dai Consultori teologi e dai Cardinali e Vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, confermando la solidità del cammino ecclesiale intrapreso.
Il ventitré marzo duemiladiciassette papa Francesco ha autorizzato il decreto che ha riconosciuto ufficialmente il martirio di padre José María Fernández Sánchez e dei suoi trentotto compagni. La cerimonia di beatificazione si è tenuta a Madrid l'undici novembre duemiladiciassette, presieduta dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in qualità di legato pontificio. Insieme al gruppo di padre Fernández Sánchez sono stati beatificati altri ventuno martiri, tra sacerdoti, fratelli coadiutori, laici vincenziani e Figlie della Carità, guidati da padre Vicente Queralt Lloret. Nel duemilatredici a Tarragona erano già stati beatificati altri quarantadue martiri vincenziani spagnoli, di cui quattordici Preti della Missione e ventotto Figlie della Carità. I sessanta nuovi beati si uniscono ai quarantadue beatificati in precedenza, e la memoria liturgica di tutti i centodue martiri vincenziani viene celebrata il sei novembre.
La vida y el sacrificio
La historia de los Beatos Mártires Vicencianos se inscribe en la dolorosa realidad vivida en Madrid y sus alrededores durante el año mil novecientos treinta y seis. En medio de un clima de hostilidad exacerbada por la persecución religiosa, estos religiosos fueron arrestados por causa de su fe católica. Su camino hacia el martirio estuvo marcado por el confinamiento en diversas localidades de la diócesis de Madrid, entre las que se encuentran Hortaleza, Valdemoro y Paracuellos de Jarama. A pesar del encierro y la incertidumbre, mantuvieron su fidelidad intacta, prefiriendo el sufrimiento antes que renegar de su fe y de su compromiso con la Iglesia.
El desenlace de sus vidas ocurrió en un periodo comprendido entre los meses de julio y diciembre de aquel año. Fueron ejecutados en odio a la fe católica, convirtiéndose en testigos silenciosos y valientes de la verdad del Evangelio. La persecución, que buscaba erradicar la presencia de la Iglesia en la sociedad, no logró vencer la paz interior de estos hombres, quienes aceptaron su destino con la dignidad propia de quienes han puesto su esperanza en la vida eterna. Su sacrificio no fue un acto de desesperación, sino un acto de entrega consciente, un paso definitivo hacia la plenitud que solo Dios puede otorgar a quienes le permanecen fieles hasta el último aliento.
El culto y la beatificación
La Iglesia celebra la memoria de los Beatos Mártires Españoles Vicencianos con gratitud y solemnidad. El proceso de reconocimiento de su santidad culminó el día once de noviembre de dos mil diecisiete, cuando fueron beatificados en Madrid por mandato del Papa Francisco. Este acontecimiento permitió que la figura de José María Fernández Sánchez y sus treinta y ocho compañeros fuera inscrita formalmente en el calendario de los beatos, ofreciendo a los fieles un ejemplo de constancia en la tribulación.
La memoria litúrgica de este grupo de mártires se celebra cada año el día seis de noviembre. En esta fecha, los fieles se reúnen para elevar sus oraciones y recordar que la sangre de los mártires es semilla de nuevos cristianos. La conmemoración conjunta subraya la unidad de estos religiosos en el momento de su muerte, compartiendo un mismo destino y una misma corona. Su culto no solo honra el pasado, sino que fortalece a la Iglesia actual, invitando a los creyentes a renovar su compromiso bautismal ante los desafíos del mundo contemporáneo, siempre bajo el amparo y la intercesión de estos valientes testigos de la fe.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la memoria dei Beati Mártires Españoles Vicencianos?
La memoria liturgica si celebra il 6 novembre, data che unisce tutti i martiri vincenziani spagnoli.
Di cosa è patrono il gruppo dei martiri?
I dati forniti non menzionano specifici patronati per questi beati.