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6 de noviembre

Beati Mártires Españoles Vicencianos (Vicente Queralt Lloret y 20 compañeros)

Beatificados en 2017

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il contesto della persecuzione e la composizione del gruppo

La persecuzione religiosa scoppiata durante la guerra civile spagnola nel ventesimo secolo ha strappato alla vita terrena quasi seimila martiri, colpendo profondamente il tessuto ecclesiale della nazione. All'interno di questa immane tragedia storica, un posto di primissimo piano appartiene alla Famiglia Vincenziana, che ha visto molti dei suoi membri immolare la propria vita per testimoniare la fedeltà a Cristo. Un gruppo ben definito di ventuno persone, appartenenti a questa grande famiglia spirituale, è stato trucidato nel periodo compreso tra il mese di luglio del mille novecentotrentasei e il mese di maggio del mille novecentotrentasette. A guidare spiritualmente e pastoralmente questo gruppo di coraggiosi testimoni vi era padre Vicente Queralt Lloret, sacerdote appartenente alla Congregazione della Missione, meglio nota come i Padri Vincenziani. Accanto a lui, il gruppo annoverava altri sei sacerdoti vincenziani, i cui nomi rispecchiano la dedizione al carisma di san Vincenzo De' Paoli: Manuel Binimelis Cabré, Luis Berenguer Moratonas, Juan Puig Serra, Agapito Alcalde Garrido, Rafael Vinagre Torres-Muñoz e José Acosta Alemán. La varietà delle vocazioni presenti in questa unione di cuori e di fedi testimonia la ricchezza della vita ecclesiale del tempo, capace di esprimersi attraverso molteplici forme di consacrazione e di servizio al popolo di Dio.

I sacerdoti diocesani e le consacrate

La comunione ecclesiale che legava i martiri vincenziani si manifestava anche nella stretta collaborazione con il clero diocesano e le comunità religiose femminili. Del gruppo facevano infatti parte cinque sacerdoti diocesani, identificati nei nomi di Juan José Martínez Romero, Pedro José Rodríguez Cabrera, Pedro Gambín Pérez, Cayetano García Martínez e José Sánchez Medina. Questi cinque sacerdoti non si limitavano al ministero parrocchiale ordinario, ma ricoprivano il ruolo fondamentale di direttori spirituali dell'associazione dei Figlia di Maria della Medaglia Miracolosa, accompagnando i giovani e le famiglie nella crescita della fede. L'emblema visibile e spirituale di questa fervente associazione era proprio la Medaglia Miracolosa, segno tangibile della devozione mariana che animava i cuori dei fedeli in quegli anni difficili. Accanto ai sacerdoti, la testimonianza della carità evangelica risplendeva luminosa attraverso la presenza di due suore appartenenti alla Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo De' Paoli: Toribia Marticorena Sola e Dorinda Sotelo Rodríguez, le quali hanno vissuto la loro consacrazione fino all'estremo sacrificio della vita terrena.

I laici dell'associazione e la loro testimonianza

Il gruppo dei ventuno martiri vincenziani si completava con la presenza di sette laici appartenenti all'associazione dei Figli di Maria della Medaglia Miracolosa, i quali hanno offerto una straordinaria testimonianza di fede vissuta nel quotidiano delle loro famiglie e delle loro comunità. Tra di essi figuravano Rafael Lluch Garín, Francisco García Balanza, Modesto Allepuz Vera, Enrique-Pedro Gonzálvez Andreu, José Ardil Lázaro, Isidro Juan Martínez e Francisco Roselló Hernández. Molti di questi laici erano padri di famiglia o giovani che spendevano il loro tempo nell'apostolato e nella carità, portando nel mondo i valori cristiani custoditi dalla medaglia della Madonna. La loro adesione all'associazione mariana ha rappresentato il terreno fertile su cui è fiorito il coraggio di affrontare la persecuzione senza rinnegare la propria appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Tutti i nomi propri dei martiri, inclusi coloro che provenivano da terre di cultura catalana, sono stati conservati e tramandati nei documenti ufficiali in forma castigliana, sottolineando l'armonia di un sacrificio offerto sotto un unico cielo di fede.

Il cammino cronologico del martirio

La furia della persecuzione si è abbattuta sui singoli membri del gruppo in differenti luoghi e date, tracciando una mappa di sangue e di fedeltà lungo la geografia spagnola dell'anno mille novecentotrentasei e dell'anno mille novecentotrentasette. Agapito Alcalde Garrido, sacerdote vincenziano, è stato ucciso a Valencia il trentuno luglio del mille novecentotrentasei. Poche settimane dopo, il quindici agosto dello stesso anno, subivano il martirio Pedro Gambín Pérez a Cartagena e Cayetano García Martínez a Jumilla, entrambi sacerdoti diocesani. Il venticinque agosto del mille novecentotrentasei veniva ucciso a Cartagena il laico Francisco García Balanza, membro dei Figli di Maria. Il mese di settembre segnava il sacrificio di Rafael Vinagre Torres Muñoz a Valencia l'undici settembre, seguito da Manuel Binimelis Cabré a Barcellona il dodici settembre. Sempre nel mese di settembre, precisamente il ventidue, la città di Cartagena vedeva l'uccisione del giovane laico José Ardil Lázaro. Il dodici ottobre del mille novecentotrentasei cadeva a Silla il giovane laico Rafael Lluch Garín, mentre il giorno successivo, tredici ottobre, veniva ucciso a Figuera il sacerdote vincenziano Juan Puig Serra. La sequenza dei sacrifici proseguiva con José Sánchez Medina ad Archena il diciassette ottobre, e con il padre di famiglia Isidro Juan Martínez, ucciso a Cartagena il diciotto ottobre. La religiosa Dorinda Sotelo Rodríguez suggellava la sua vita delle Figlie della Carità con il martirio a Barcellona il ventitré ottobre del mille novecentotrentasei. Infine, il trenta novembre dello stesso anno, lo stesso padre Vicente Queralt Lloret veniva ucciso a Barcellona, seguito da Pedro José Rodríguez Cabrera a Totana il trentacinque gennaio dell'anno successivo e, l'ultimo del gruppo, da Luis Berenguer Moratona a Barcellona il ventotto maggio del mille novecentotrentasette.

Il processo di beatificazione e il riconoscimento ecclesiale

Il lungo cammino ecclesiastico che ha condotto al riconoscimento ufficiale del martirio di padre Vicente Queralt Lloret e dei suoi venti compagni ha avuto inizio formale il ventisette novembre del duemilatre con il rilascio del nulla osta per l'avvio della causa unitaria. Pochi giorni dopo, il tre dicembre del duemilatre, la competenza del tribunale ecclesiastico è stata trasferita dalle diocesi di Barcellona e Cartagena a quella di Valencia, per accogliere i candidati deceduti nei rispettivi territori di origine. L'intensa inchiesta diocesana si è svolta presso la diocesi di Valencia dal quattro marzo del duemilattra fino al sei giugno del duemilaotto, raccogliendo testimonianze e documentazioni storiche fondamentali. Un momento decisivo si è verificato il primo dicembre del duemilasecodo, quando papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosceva ufficialmente il martirio di questo nobile gruppo. Insieme a padre Vicente Queralt Lloret e ai suoi compagni sono stati beatificati altri trentanove vincenziani, tra sacerdoti, fratelli coadiutori e laici, guidati da padre José María Fernández Sánchez. La solenne cerimonia di beatificazione si è tenuta l'undici novembre del duemiladiciassette ed è stata presieduta dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in qualità di inviato speciale del Santo Padre. Con questa celebrazione, i sessanta nuovi beati si sono aggiunti agli altri quarantadue martiri vincenziani spagnoli, comprendenti quattordici Preti della Missione e ventotto Figlie della Carità, che erano già stati beatificati a Tarragona nel duemilatredici.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la memoria dei Beati Mártires Españoles Vicencianos?

La memoria liturgica dei Beati Mártires Españoles Vicencianos, guidati da Vicente Queralt Lloret, si celebra annualmente il sesto giorno di novembre.

Chi ha presieduto il rito di beatificazione dei martiri vincenziani?

Il rito di beatificazione, tenutosi l'undici novembre del duemiladiciassette, è stato presieduto dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in qualità di inviato speciale del Papa.