6 de noviembre
Beata María de la Asunción (Eustaquia Monedero de la Calle)
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e l'ingresso in monastero
Eustaquia Monedero de la Calle nacque ad Anaya, vicino a Segovia, il 20 novembre 1864, sebbene i documenti riportino talvolta anche la data del 20 settembre 1864. Nel 1889 la donna decise di compiere il passo decisivo per la sua vocazione, chiedendo di entrare nel monastero di San Giuseppe a Madrid. Tale monastero apparteneva all'illustre Ordine dell'Immacolata Concezione, le cui religiose sono comunemente denominate Concezioniste Francescane. Al momento di assumere il nome religioso all'interno della comunità, la novizia scelse quello di suor Maria dell'Assunzione, segnando l'inizio di una dedizione totale al chiostro e alla vita di preghiera.
Il servizio in infermeria e la prova della malattia
Prima ancora di emettere i voti solenni, alla giovane religiosa venne assegnata la delicata gestione dell'infermeria conventuale. Svolse questo servizio con straordinaria pazienza, affetto e profonda sollecitudine nei confronti delle consorelle anziane e malate, diventando un punto di riferimento di carità. Intorno ai cinquant'anni di età, tuttavia, la sua vita fu segnata da una svolta dolorosa poiché venne colpita da una patologia invalidante. A causa di questa grave malattia, suor Maria dell'Assunzione divenne completamente dipendente dall'aiuto altrui, trasformando la sua infermità in un costante esercizio di umiltà e di unione alla passione di Cristo.
L'inizio della persecuzione e l'abbandono del convento
L'inizio della guerra civile spagnola comportò un ulteriore e drammatico aggravamento delle sue sofferenze fisiche e morali. Alle nove del mattino del 19 luglio 1936 si concluse la Messa nel convento e dall'esterno giunsero improvvisamente urla minacciose che ordinavano alle monache di uscire immediatamente. La superiora, madre Maria del Monte Carmelo, ordinò con prontezza alla comunità di rientrare in coro per consumare le Ostie consacrate ed evitarne così la profanazione. Durante la distribuzione delle Ostie, il cappellano chiese alle religiose se fossero disposte a sacrificare la vita per rimanere fedeli alla propria consacrazione in caso di necessità. Tutte le religiose risposero positivamente in modo fermo e incondizionato.
Le monache indossarono quindi abiti civili, prepararono un fagotto con gli oggetti essenziali e abbandonarono il monastero divise in due gruppi per cercare un rifugio sicuro. Un primo gruppo di otto religiose cercò riparo presso abitazioni di parenti o amici fidati. Le rimanenti dieci monache, comprese la superiora e suor Maria dell'Assunzione, trovarono invece accoglienza presso la casa generosa di un benefattore.
La clandestinità e l'epilogo tragico
La permanenza nel rifugio fu breve e segnata da crescenti difficoltà materiali e psicologiche. Il portinaio di un edificio adiacente denunciò infatti la presenza delle religiose alle autorità locali. In seguito a tale denuncia, le monache subirono frequenti ispezioni e pesanti insulti da parte dei miliziani, che tentavano in ogni modo di far loro rinnegare la fede cristiana. Tra i mesi di luglio e agosto, le religiose rimasero per diversi giorni completamente prive d'acqua a causa del taglio deliberato delle forniture. Suor Maria dell'Assunzione affrontò quel periodo estremamente provata da sofferenze fisiche e morali dovute alle continue vessazioni subite.
L'8 novembre 1936 le monache furono definitivamente prelevate dai loro nascondigli e costrette a salire su un camioncino. Non sussistono notizie certe sugli ultimi giorni di vita di queste donne e i loro resti mortali non sono mai stati ritrovati dalle famiglie o dall'Ordine. Al momento della scomparsa, suor Maria dell'Assunzione aveva settantadue anni di età, di cui ben quarantanove trascorsi fedelmente nella vita religiosa. Secondo le date riportate in calce ai documenti storici, Eustaquia Monedero de la Calle nacque ad Anaya il 20 settembre 1864 e morì a Madrid l'8 novembre 1936.
Il martirio delle consorelle nell'Ordine
Durante la drammatica temperie della guerra civile spagnola, l'Ordine delle Concezioniste Francescane contò molte altre vittime illustri oltre a quelle del monastero di Madrid. Suor Maria Agnese di San Giuseppe e suor Maria del Monte Carmelo della Purissima Concezione, appartenenti al monastero di Nostra Signora delle Misericordie a El Pardo, vennero giustiziate all'alba del 22 agosto 1936. Queste due religiose rappresentano le uniche martiri del gruppo le cui spoglie siano state successivamente identificate e conservate con cura. Dal 2015 le salme delle due monache di El Pardo riposano degnamente a Toledo, dove si trova la storica casa madre dell'Ordine.
La superiora del monastero di Escalona, suor Maria di San Giuseppe, e la vicaria, suor Maria dell'Assunzione, furono invece le uniche appartenenti a quella specifica comunità a non fare ritorno a casa. Dopo essere state recluse in diverse carceri della regione, le due monache di Escalona vennero brutalmente uccise alla fine di ottobre del 1936. Anche le spoglie mortali di queste due religiose di Escalona sono purtroppo andate perdute nel corso degli eventi bellici.
Il cammino verso la beatificazione
La causa di beatificazione delle quattordici martiri Concezioniste, guidate con coraggio dalla superiora madre Maria del Monte Carmelo, ha avviato i suoi primi passi ufficiali nella città di Toledo nel 2002. L'importante inchiesta diocesana si è svolta a Madrid, luogo principale del martirio, tra il 2006 e il 3 febbraio 2010. Il nulla osta ufficiale della Santa Sede per l'avvio formale della causa era stato concesso in precedenza, precisamente il 9 ottobre 2007. Il 15 gennaio 2019 papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione del decreto sul martirio delle monache. La solenne cerimonia di beatificazione si è infine svolta il 22 giugno 2019 nella cattedrale dell'Almudena a Madrid, presieduta dallo stesso cardinale Becciu in qualità di delegato pontificio.
Su camino de entrega
Eustaquia Monedero de la Calle, conocida en la vida religiosa como María de la Asunción, comenzó su recorrido terrenal en la localidad de Anaya, en la provincia de Segovia. Desde su juventud, sintió el llamado a la vida consagrada, un camino que la llevaría a Madrid en el año mil ochocientos ochenta y nueve. Al ingresar en el monasterio de San Giuseppe, la religiosa abrazó la clausura como su hogar definitivo, dedicándose a la vida comunitaria y al cultivo de las virtudes cristianas bajo la regla de su orden. Durante décadas, su existencia transcurrió en el anonimato del servicio cotidiano, lejos de los tumultos del mundo, centrada en la búsqueda constante de la presencia divina.
La llegada del año mil novecientos treinta y seis trajo consigo una violencia inusitada que alcanzó los muros de su convento. Con el estallido de la guerra civil española, la Beata María de la Asunción se vio forzada a abandonar la seguridad de su monasterio. Entre los meses de julio y agosto de aquel año, experimentó el peso del rechazo y las constantes humillaciones impuestas por los milicianos, quienes buscaban doblegar la voluntad de las consagradas. A pesar del miedo y de las graves privaciones físicas, se mantuvo firme en su fe. El ocho de noviembre de mil novecientos treinta y seis, fue finalmente prelevada por los milicianos. En ese momento de prueba suprema, entregó su vida como mártir, sellando con su sangre la fidelidad que había prometido a Cristo desde su juventud. Su beatificación, celebrada el veintidós de junio de dos mil diecinueve por el Papa Francisco, reconoce oficialmente la santidad de su sacrificio y su total entrega al Señor.
El culto y la memoria
La Iglesia honra la memoria de la Beata María de la Asunción como un testimonio elocuente de la gracia que sostiene a los fieles incluso en las circunstancias más desoladoras. Su vida, caracterizada por la sencillez y la oración, se entrelaza con la historia de tantos otros que dieron su vida por amor a Dios durante el siglo veinte. La Iglesia celebra su memoria litúrgica el día seis de noviembre, fecha en la que se conmemora a los mártires de aquel periodo histórico en España.
Los fieles que acuden a su intercesión encuentran en ella un ejemplo de fortaleza serena y de abandono confiado en la providencia. Al recordar su figura, la comunidad cristiana no solo celebra su triunfo sobre la muerte, sino que renueva el compromiso de vivir con coherencia y valentía la propia vocación, confiando en que el sacrificio de los mártires es semilla de esperanza para las generaciones venideras.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María de la Asunción?
La memoria liturgica della Beata María de la Asunción si celebra il 6 novembre, in coincidenza con la ricorrenza dei Martiri del ventesimo secolo nelle diocesi spagnole.