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25 de febrero

Beata María Ludovica (Antonina) De Angelis

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza in Abruzzo

Antonina De Angelis nacque il ventiquattro ottobre 1880 a San Gregorio, località che oggi costituisce una frazione della città e della diocesi dell'Aquila. Era la primogenita di Ludovico De Angelis e Santa Colaianni, umili e religiosi contadini che educarono i figli nella fede cristiana. Fu portata al fonte battesimale lo stesso pomeriggio del giorno della sua nascita, ricevendo il sigillo sacramentale che avrebbe orientato la sua intera esistenza. Come figlia maggiore, fin da bambina aiutò la madre nell'allevare gli altri sette figli nati dopo di lei in seno alla famiglia. Per via dei numerosi impegni familiari e domestici, non riuscì a frequentare con assiduità la scuola regolare durante l'infanzia. Tuttavia, con tenacia, imparò a leggere e scrivere recandosi regolarmente a casa di una maestra del luogo. Sia in ambito familiare sia in chiesa, assimilò profondamente i fondamenti del catechismo, una dottrina che non smise mai di insegnare agli altri nel corso della vita. Fin da adolescente coltivò la dedizione ai lavori nei campi, aiutando il padre nei lavori agricoli e nella vendita dei prodotti coltivati con fatica. Crescendo, divenne una giovane robusta e graziosa, attirando l'attenzione e l'interesse di diversi pretendenti al matrimonio nel proprio paese. Ella tuttavia rifiutò sistematicamente i pretendenti al matrimonio perché avvertiva nel profondo del cuore il forte desiderio di farsi religiosa. La madre si opponeva fermamente al suo desiderio di consacrazione, volendo piuttosto vederla sposata e circondata da tanti nipoti. Di fronte a questa situazione complessa, Antonina decise di aprirsi e parlarne con il suo parroco, don Samuele Tarquini. Don Samuele Tarquini l'aveva già notata e indicata come presidente dell'associazione delle Figlie di Maria attiva nella parrocchia. Lo stesso sacerdote la mise in contatto con l'Istituto delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia, fondato nel 1837 a Savona da Suor Maria Giuseppa Rossello. È interessante notare che la fondatrice Suor Maria Giuseppa Rossello era deceduta circa due mesi dopo la nascita di Antonina. Nel 1903 don Samuele aveva accompagnato a Savona una sua sorella e un'altra ragazza di San Gregorio, potendo così conoscere direttamente e approfonditamente quella specifica famiglia religiosa. Poiché i familiari continuavano a opporsi alla partenza e alla scelta di vita, don Samuele fornì ad Antonina la necessaria dote per l'ingresso. Grazie a questo decisivo sostegno, il quattordici novembre 1904 la giovane ragazza poté entrare come postulante nell'Istituto.

La consacrazione e la partenza missionaria

Il cammino di formazione proseguì con il passaggio alla fase successiva della vita religiosa. Il tre maggio 1905 la giovane cominciò il Noviziato, vestendo l'abito religioso e assumendo il nuovo nome di suor Maria Ludovica. Un anno esatto dopo l'inizio del noviziato, emise i voti perpetui con cui si legò per sempre al Signore. I suoi genitori rimasero assenti alla cerimonia della professione perpetua a causa delle distanze e delle incomprensioni, ma alla sacra funzione era presente don Samuele. Poco tempo dopo, nel 1907, suor Maria Ludovica fu designata per una nuova e impegnativa destinazione, ovvero la partenza missionaria in Argentina. L'Istituto delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia era sbarcato in Argentina nel 1875, avviando una presenza provvidenziale. Il quattordici novembre 1907 suor Maria Ludovica s'imbarcò a Genova insieme a quattro consorelle e a un numeroso gruppo di emigranti in cerca di futuro. Raggiunta Buenos Aires, si soffermò con le consorelle già in missione in quella città fin dopo le festività natalizie. Si trasferì successivamente a La Plata, destinata al piccolo Ospedale dei Bambini della città. A quel tempo l'Ospedale dei Bambini consisteva unicamente in due sale edificate in legno, circondate da una semplice recinzione di filo spinato. A causa della sua scarsa istruzione formale, suor Maria Ludovica fu inizialmente assegnata ai servizi della cucina e della dispensa. Non poteva infatti svolgere il ruolo di infermiera o di maestra proprio per via della limitata istruzione scolastica giovanile. Tuttavia, ella s'impegnò a gestire il suo compito in modo così perfetto, puntuale e dedito che il dottor Carlos S. Cometto la propose ben presto come amministratrice. Mantenne la carica di amministratrice con straordinaria competenza fino ai suoi ultimi giorni di vita terrena. L'amministrazione dell'Ospedale divenne il campo concreto della sua santificazione quotidiana. Ogni giorno suor Maria Ludovica era in costante contatto con i fornitori per le necessità della struttura. Si occupava con diligenza del controllo delle merci in arrivo, di disporre il cibo adeguato per i bambini ammalati e di supervisionare con rigore le pulizie. Era costantemente attenta a evitare ogni sorta di spreco, amministrando con giustizia i beni affidati alla sua cura. Era inoltre impegnata senza sosta nell'incoraggiare i componenti del personale dell'Ospedale a svolgere i loro compiti con grande responsabilità e sollecitudine cristiana.

Il servizio alla guida dell'ospedale e le opere

Nel 1909 il dottor Cometto, insieme ad altri medici della struttura, domandò alla Madre Provinciale che suor Maria Ludovica assumesse l'incarico di Superiora della comunità dell'ospedale. La richiesta fu avanzata grazie alle sue doti non comuni di prudenza, equilibrio e capacità di direzione. La Madre Provinciale si mostrò subito d'accordo con la proposta, mentre la diretta interessata accettò tale responsabilità solo dopo molte insistenze. Subito dopo aver assunto l'incarico direttivo, suor Ludovica lottò con coraggio per ampliare l'Ospedale e migliorarne i servizi. Dotò l'ospedale di attrezzature moderne per l'epoca e di personale qualificato nell'assistenza sanitaria. Stimolò attivamente il contributo generoso di tanti benefattori per sostenere la crescita dell'opera. Fondò inoltre il sanatorio Solarium di Punta Magotes a Mar del Plata per assistere i bambini affetti da tubercolosi e da altre gravi malattie respiratorie. Con l'aiuto costante della Provvidenza, acquistò alcuni ettari di terreno a City Bell, distante circa otto chilometri da La Plata. A City Bell fece costruire una fattoria e istituì un centro di produzione di prodotti freschi per i bambini ricoverati, tra cui frutta, verdure, latte e farinacei. Nel centro di City Bell comprese anche un centro di spiritualità dotato di una chiesa propria. La chiesa di City Bell fu poi elevata a parrocchia, diventando un importante punto di riferimento per la catechesi e le missioni popolari. Si occupò con amore materno dei bambini orfani e abbandonati, accogliendoli, allevandoli ed educandoli alla vita. Trasformò progressivamente l'ospedale in un vero e proprio focolare domestico e in una scuola di vita. In tutte le occasioni in cui riuscì a tornare in Italia, approfittò dei viaggi per raccogliere materiale sanitario e documentarsi sulle conoscenze più aggiornate in campo medico. Tornò in Italia anche in occasione della canonizzazione della sua amata fondatrice avvenuta nel 1949. Non mancarono tuttavia le croci: suor Maria Ludovica fu profondamente angosciata da incomprensioni e calunnie da parte di persone ostili. Ella affrontò ogni incomprensione e calunnia con il silenzio, il perdono generoso e la preghiera incessante.

La malattia, la morte e la memoria

La vita di suor Maria Ludovica fu segnata anche dalla prova della sofferenza fisica. Soffrì per molti anni dei dolorosi postumi di una malattia renale acuta che ne debilitò il fisico. Nel 1935 suor Maria Ludovica subì l'asportazione chirurgica di un rene. Successivamente soffrì di ipertensione alta e di ricorrenti edemi polmonari che misero a dura prova la sua resistenza. Fu inoltre accompagnata dall'insonnia per buona parte della sua vita terrena. Ella occupava le lunghe ore notturne con la preghiera silenziosa, cucendo arredi liturgici con dedizione o controllando personalmente i piccoli pazienti nelle sale di degenza. All'inizio del 1962 a suor Maria Ludovica si manifestò un tumore all'addome che preluse al termine della sua esistenza. Suor Maria Ludovica accettò con profonda pace e serenità la volontà di Dio su di lei. Ripeteva spesso frasi di totale accettazione della volontà divina di fronte alle consorelle. Suor Maria Ludovica morì il venticinque febbraio 1962. Suor Maria Ludovica morì a La Plata, proprio all'interno di quell'Ospedale dei Bambini che aveva servito per decenni. Aveva guidato l'Ospedale dei Bambini con energia e amore incondizionato per cinquantaquattro anni. La morte di suor Maria Ludovica avvenne circondata dall'affetto profondo e dalla riconoscenza unanime della popolazione. Il motto più incisivo di suor Maria Ludovica era stato quello di fare del bene a tutti senza fare alcuna distinzione. Dopo la morte di suor Maria Ludovica, su disposizione del Ministero della Sanità argentino, l'Ospedale venne ufficialmente intitolato alla Superiora suor Maria Ludovica. L'intitolazione dell'ospedale a suor Maria Ludovica avrebbe dovuto avvenire già nel 1951. Nel 1951 suor Maria Ludovica si era però opposta all'intitolazione dell'ospedale affermando fermamente che altrimenti sarebbe tornata in Italia. La fama di santità di suor Maria Ludovica non venne meno nel tempo, ma crebbe costantemente tra i fedeli. Nel 1985 si mossero i primi passi concreti per l'avvio della causa di beatificazione e canonizzazione di suor Maria Ludovica. L'avvio della causa nel 1985 avvenne in seguito a numerose notizie di grazie attribuite all'intercessione di suor Maria Ludovica. Le notizie di grazie furono riferite da molti fedeli a suor Emilia Paternosto, allora superiora dell'Ospedale dei Bambini. La Santa Sede concesse il nulla osta per l'inchiesta diocesana il diciassette dicembre 1987. L'inchiesta diocesana si svolse nella diocesi di La Plata a partire dal ventotto ottobre 1987. Il ventisei giugno 1992 gli atti dell'inchiesta ottennero il decreto ufficiale di convalida. La Positio super virtutibus fu consegnata nel 1993 per l'esame della Congregazione. I Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi esaminarono la Positio il due ottobre 2001. Il sei novembre 2001 cardinali e vescovi della Congregazione dettero parere positivo sull'esercizio delle virtù eroiche. Il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile suor Maria Ludovica il venti dicembre 2001.

Il miracolo e la beatificazione

Come presunto miracolo per la beatificazione fu preso in esame il caso clinico di Antonella Cristelli. Antonella Cristelli nacque nel maggio 1988 nella città di La Plata. La bambina presentava paresi agli arti e gravi malformazioni vescico-uretali inferiori fin dalla nascita. A nove mesi Antonella Cristelli fu portata dai familiari sulla tomba di suor Maria Ludovica. Sulla tomba di suor Maria Ludovica Antonella Cristelli riuscì per la prima volta a mettersi in piedi da sola. Dopo la visita alla tomba Antonella Cristelli migliorò rapidamente e inspiegabilmente. A venti mesi dalla nascita Antonella Cristelli cominciò a camminare autonomamente. Successivamente si riscontrò attraverso visite mediche che la vescica di Antonella Cristelli si era completamente ricostituita senza alcun intervento chirurgico. Il decreto di convalida dell'inchiesta diocesana sul miracolo fu emesso il ventitré novembre 2001. La Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi si pronunciò sull'inspiegabilità scientifica del fatto il tredici febbraio 2003. I Consultori Teologi confermarono il nesso scientifico e spirituale tra la guarigione e l'intercessione della serva di Dio il trenta maggio 2003. Cardinali e vescovi della Congregazione ratificarono questo nesso il diciotto novembre 2003. San Giovanni Paolo II autorizzò il decreto relativo al miracolo il venti dicembre 2003. L'autorizzazione del miracolo aprì la via alla beatificazione di suor Maria Ludovica esattamente due anni dopo il decreto sulle virtù eroiche. San Giovanni Paolo II presiedette l'Eucaristia con il solenne rito della beatificazione il tre ottobre 2004. La beatificazione avvenne nella cornice di piazza San Pietro a Roma. Insieme a suor Maria Ludovica vennero elevate agli altari altre quattro beate o beati. Il Martirologio Romano commemora la Beata Maria Ludovica De Angelis il venticinque febbraio. Le Figlie di Nostra Signora della Misericordia ricordano la beata anche nella data del tre ottobre. I resti mortali di suor Maria Ludovica sono attualmente venerati in una cappella della cattedrale di Nostra Signora dei Dolori a La Plata. Una reliquia insigne di suor Maria Ludovica è stata collocata a Savona nella cappella della Casa generalizia delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia. A La Plata nel 2011 è stata intitolata a suor Maria Ludovica una nuova parrocchia. La nascita di suor Maria Ludovica avvenne a San Gregorio, nell'Aquilano, il ventiquattro ottobre 1880, coronando una storia di fede che continua a illuminare la Chiesa.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata María Ludovica De Angelis?

Il Martirologio Romano la commemora il 25 febbraio, mentre le Figlie di Nostra Signora della Misericordia la ricordano anche il 3 ottobre.