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28 de diciembre

Beata Matías Nazareni (Nazzareni)

Abadesa clarisa

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la vocazione

La beata Mattia nacque il primo marzo 1253 nel borgo marchigiano di Matelica. I genitori di Mattia erano i coniugi Sibilla e Gualtiero, appartenenti alla nobile stirpe dei Nazzareni. Il padre Gualtiero nutriva per lei ben altri progetti mondani, aspirando a maritare Mattia con Piero dei Conti Gualtiero. Tuttavia, la giovane sentì una chiamata interiore differente e decise di rinunciare fermamente al matrimonio e al ricco patrimonio familiare, preferendo divenire figlia di Santa Chiara. All'età di diciotto anni, Mattia si presentò alle porte del monastero di Santa Maria Maddalena, chiedendo alla Badessa di essere accettata tra le Clarisse. La Badessa temeva fortemente le ire del padre di Mattia per quella scelta non concordata e la convinse a tornare a casa in attesa di un beneplacito paterno che difficilmente sarebbe arrivato.

Mattia non si persuase delle ragioni della Badessa e, mossa da una fede incrollabile, si ritirò a pregare con fervore nell'oratorio del monastero. Durante questo raccoglimento, trovò per caso una vecchia tonaca in un cantuccio e decise di indossarla come segno di totale distacco dal mondo. Con lo stesso spirito di radicale conversione, Mattia si recise le bionde trecce e si prostrò davanti all'immagine del Crocifisso, implorando aiuto e fortezza dal Signore. Poco dopo, il padre Gualtiero arrivò nel monastero e, di fronte alla ferma determinazione della figlia, rimase profondamente colpito. Comprendendo la sincerità di quella scelta spirituale, Gualtiero desistette dal proposito di riportarla a casa.

La professione e il governo del monastero

Superate le opposizioni familiari, ebbe inizio per Mattia il noviziato, un periodo intenso improntato alla preghiera costante, al digiuno rigoroso e all'esercizio di opere umili. La sua condotta esemplare divenne presto un punto di riferimento e un modello luminoso per le religiose che già osservavano con fedeltà la Santa Regola. Il cammino di totale consacrazione trovò il suo compimento il 10 agosto 1271, giorno in cui Mattia fece la rinuncia formale del suo patrimonio davanti al notaio, destinandone una parte in beneficenza ai poveri e l'altra parte a sostegno del monastero. Nello stesso giorno del 10 agosto 1271, Mattia emise la Professione Solenne, legandosi per sempre al Signore nella vita claustrale. Nel 1279, venuta a mancare la Badessa, la comunità elesse all'unanimità Suor Mattia, tributandole questo riconoscimento per la sua ineccepibile condotta, la profonda pietà e lo zelo dimostrato. Suor Mattia esercitò la carica di badessa per quarant'anni consecutivi, guidando la comunità fino alla fine dei suoi giorni terreni.

Durante il suo lungo governo, Suor Mattia portò a termine la complessa costruzione della nuova chiesa e del monastero. Questa grande opera materiale fu realizzata mentre la comunità viveva in condizioni di estrema povertà, confidando unicamente nella Provvidenza. La necessità di ampliare gli spazi nasceva dal fatto che la chiesa e il monastero precedenti erano troppo piccoli e angusti per accogliere le numerose giovani attratte dall'esempio luminoso e dalla fama di santità di Mattia. La sua guida spirituale non si limitò all'amministrazione e all'edilizia, poiché Suor Mattia era straordinariamente sensibile alle sventure del prossimo. Per questa ragione e per la sua dedizione costante, Suor Mattia fu chiamata madre della carità, distinguendosi per essere sempre pronta a consolare gli afflitti con parole di pace e di serenità. Complessivamente, Mattia visse quarantotto anni di incessante preghiera, penitenze corporali e totale dedizione al prossimo.

Il transito e i prodigi

Giunta al termine della sua esistenza terrena, Suor Mattia presagì con esattezza il giorno e l'ora della sua morte. Mattia morì il 28 dicembre 1320 all'età di sessantasette anni, lasciando la comunità monastica nel compianto ma aperta alla speranza celeste. Appena spirata la Beata, Dio manifestò la sua gloria con nuovi e straordinari prodigi che scossero la cittadinanza. Il corpo della Beata emanò una fragranza di Paradiso che inondò interamente il monastero, mentre la salma fu avvolta da un fascio di luce intensa che richiamò l'attenzione dei concittadini accorsi fuori dalle mura per assistere al fenomeno. I cittadini videro una lucentissima stella il cui raggio puntava direttamente al corpo della Beata, a testimonianza inequivocabile della sua santità. I prodigi operati dalla Beata crearono una fama straordinaria che rapidamente varcò i confini di Matelica, generando un continuo accorrere di fedeli e pellegrini devoti. Il crescente afflusso di persone determinò ben tre traslazioni del venerabile corpo nel corso dei secoli, rese necessarie per destinare la salma in un posto di privilegio all'interno della sua chiesa. La tradizione riferisce che ad ogni traslazione e ricognizione cadaverica, il corpo e le reliquie emanarono un prodigioso umore sanguigno. I panni macchiati da questo umore sanguigno vengono accuratamente divisi in pezzetti e distribuiti ai devoti come reliquie di protezione. Il processo di riconoscimento ecclesiastico culminò quando il papa Clemente XIII approvò il decreto di beatificazione il 27 luglio 1765. Mattia Nazzareni è ricordata come beata e badessa dell'Ordine delle Clarisse a Matelica nelle Marche, quale modello di dedizione e fede profonda.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la beata Mattia Nazzareni?

La memoria liturgica della beata Mattia Nazzareni si celebra il 28 dicembre, giorno in cui concluse la sua vita terrena nel 1320.

Chi era la beata Mattia Nazzareni?

Mattia Nazzareni fu una nobile di Matelica che scelse la vita religiosa tra le Clarisse, servendo per quarant'anni come badessa e distinguendosi come madre della carità.

En Matelica en las Marcas, beata Matías Nazzareni, abadesa de la Orden de las Clarisas. — Martirologio Romano