10 de septiembre
Beati Paolo y María Tanaca
Esposos y mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
El contexto de la Iglesia en Japón
Fin del siglo XVI a Nagasaki vio nacer la primera consistente comunidad católica del Japón, marcando el inicio de una historia profundamente arraigada en el Evangelio pero marcada por el sufrimiento. A Nagasaki el día 5 de febrero de 1597, treinta y seis martiri dan la vida para Cristo, sellando con su sangre el inicio de una larga prueba para los fieles locales. Los trentasei martiri del 1597 comprenden sei missionari francescani, tre gesuiti giapponesi e ventisette laici, demostrando que la llamada a la santidad abarcaba a toda la Iglesia. Los trentasei martiri di Nagasaki del 1597 sono stati canonizzati da Pio IX nel 1862, elevando a los altares a los pioneros de aquella fe.
El Japón ha pagado un altissimo tributo di sangue per la fede a causa delle ripetute persecuzioni scatenate dalle autorità statali. Nel 1637 riprende la persecuzione in Giappone e vengono uccisi trentacinquemila cristiani, in un tentativo sistematico di sradicare la presenza della Chiesa. Dopo la persecuzione del 1637, la giovane comunità vive nelle catacombe, separata dal resto della cattolicità e senza sacerdoti, ma non si estingue. Esta supervivencia silenciosa y tenaz preparó el terreno para el redescubrimiento providencial de aquellos creyentes ocultos.
Nel 1865 il padre Petitjean scopre la Chiesa clandestina in Giappone, ponendo fine a secoli di isolamento forzato. La Chiesa clandestina si fa riconoscere da padre Petitjean dopo essersi accertata che egli è celibe, devoto di Maria e obbedisce al Papa di Roma, mostrando una fedeltà intatta alla tradizione romana. Dopo la scoperta di padre Petitjean, la vita sacramentale in Giappone può riprendere regolarmente, ridonando ai fedeli il conforto dell'Eucaristia e della riconciliazione. Nel 1889 è proclamata in Giappone la piena libertà religiosa, aprendo una nuova stagione per la vita ecclesiale. Il 15 giugno 1891 viene eretta canonicamente la diocesi di Nagasaki, consolidando la struttura istituzionale della Chiesa locale. Nel 1927 la diocesi di Nagasaki accoglie come pastore monsignor Hayasaka, segnando una tappa fondamentale per l'autonomia del clero locale. Monsignor Hayasaka è il primo vescovo giapponese ed è consacrato personalmente da Pio XI, suggellando il legame profondo con il successore di Pietro.
L'ultima ecatombe di cattolici giapponesi avviene il 6 agosto 1945 a causa della bomba atomica su Nagasaki, che colpisce duramente la popolazione. Tra le vittime della bomba atomica su Nagasaki scompaiono in un sol giorno i due terzi della vivace comunità cattolica giapponese, decimando una parrocchia già provata dalla storia. La comunità cattolica giapponese sopravvive nonostante sia stata quasi azzerata con la violenza per due volte in tre secoli, fondandosi anche sull'esempio dei suoi martiri. Fin dai tempi antichi l'effusione del sangue in odio alla fede cristiana è stata considerata l'espressione massima della santità di una persona, e il cristianesimo è probabilmente sopravvissuto in Giappone grazie al tributo di sangue dei martiri.
El testimonio conyugal y el martirio de Paolo y María Tanaca
La Iglesia propone alla venerazione e all'imitazione una folta schiera di coppie di sposi che hanno fatto propri gli ideali evangelici, dimostrando che la via della santità è accessibile nel matrimonio. Tra le coppie di sposi proposte dalla Chiesa vi sono sedici coppie di nazionalità giapponese, emblemi di una fedeltà coniugata con il supremo sacrificio. Non sono state tramandate dettagliate informazioni sul conto di Paolo e Maria Tanaca, ma la tradizione e gli atti ufficiali conservano la sostanza eroica della loro testimonianza. Paolo era nativo di Tosa nei pressi di Shikoku, terra che ha dato i natali a molti cristiani coraggiosi.
Le leggi dello stato giapponese punivano severamente chi ospitava missionari cristiani o non ne denunciava la presenza, al fine di impedirne la permanenza sul territorio. I coniugi Tanaca non ottemperarono alle ordinanze statali contro i cristiani, scegliendo di obbedire alla legge di Dio piuttosto che agli editti umani. Paolo e María Tanaca sono imprigionati a Nagasaki perché colpevoli di non aver denunciato la presenza in casa loro di alcuni missionari. La legge imponeva di denunciare la presenza di missionari in casa, ma Paolo e Maria hanno aperto le porte di casa ai missionari nel tentativo di salvarli dalla persecuzione. I coniugi Tanaca furono imprigionati a Nagasaki per aver ospitato in casa loro alcuni missionari, condividendo la sorte dei loro ospiti.
Le autorità tentano in tutte le maniere di far abiurare Paolo e Maria Tanaca, sottoponendoli a pressioni psicologiche e fisiche. Il governatore Gonrocu tentò invano di far abiurare i coniugi Tanaca, scontrandosi con la loro ferma determinazione spirituale. Di fronte alla loro perseveranza incrollabile, il governatore ordinò la decapitazione di Paolo e Maria Tanaca. L'esecuzione della sentenza di decapitazione avvenne il 10 settembre 1622 sulla collina di Nagasaki, luogo sacro bagnato dal sangue di tanti testimoni della fede. Paolo Tanaca fu giustiziato unitamente ad una cinquantina di altri condannati, compagni di fede e di martirio. La decapitazione di Paolo e Maria Tanaca viene eseguita il 10 settembre 1622 sulla collina di Nagasaki insieme ad altri cinquanta loro fratelli di fede.
La coppia di Paolo e Maria Tanaca è stata beatificata da Pio IX il 7 maggio 1867, riconoscendo ufficialmente la loro eroica testimonianza. Paolo e María Tanaca sono stati beatificati insieme ad altri 203 martiri della medesima persecuzione. La beatificazione del 7 maggio 1867 incluse un gruppo complessivo di 205 martiri in terra giapponese, celebrando il trionfo della grazia sulla violenza terrena.
Otras familias y testigos del diez de septiembre de 1622
Settembre è considerato il mese degli sposi santi, e la maggior parte degli sposi santi è concentrata al giorno 10 di settembre, ricordando una straordinaria fioritura di santità coniugale. Si tratta esclusivamente di sposi martiri, e gli sposi martiri sono per lo più giapponesi, accomunati dal medesimo destino di fedeltà a Cristo. Il 10 settembre 1622 subiscono il martirio anche Paolo Nangaichi, la moglie Tecla e il loro figlio Paolo, formando una piccola Chiesa domestica immolata per amore. Paolo Nangaichi, Tecla e il figlio Paolo sono accusati di aver ospitato i missionari e di aver collaborato alla diffusione del Vangelo. Paolo Nangaichi è condannato ad essere arso vivo, mentre la moglie Tecla e il figlio Paolo sono decapitati.
Antonio e Maddalena Sanga sono martirizzati il 10 settembre 1622, lasciando una traccia indelebile nella memoria della comunità cristiana. Antonio Sanga è cresciuto in seminario, ne è uscito per problemi di salute, si è dedicato all'attività catechistica, si è sposato ed è diventato padre. Antonio Sanga professa con coraggio la sua fede al punto di autodenunciarsi come cristiano alle autorità, accettando le conseguenze del suo gesto. Antonio e Maddalena Sanga vengono imprigionati insieme, condividendo la cella e la prova della fede. Antonio Sanga, pur in catene, riesce a battezzare trentadue cristiani, a far pregare e ad incoraggiare quanti passano nella sua cella. Antonio Sanga viene arso vivo, testimoniando con il fuoco il suo amore per il Signore, mentre Maddalena Sanga viene decapitata. Antonio e Maddalena Sanga subiscono il martirio perché non rinunciano a credere in Cristo, coronando la loro unione con il sigillo del sangue.
Maria Xoum viene decapitata il 10 settembre 1622, offrendo la sua vita con la stessa serenità dei suoi fratelli di fede. Il marito di Maria Xoum, Giovanni, era già stato ucciso tre anni prima, il 18 novembre 1619, per aver dato ospitalità ai missionari. Maria Xoum e il marito Giovanni sono stati beatificati insieme da Pio IX, ricongiungendosi spiritualmente nella gloria del cielo.
Giovanni e Tecla Hasimoto formano un'altra famiglia martirizzata nel corso del medesimo secolo. Giovanni Hasimoto viene ucciso il 6 ottobre 1619, testimoniando la fede fino all'estremo. Tecla Hasimoto viene crocifissa e arsa viva alcune ore dopo il marito, seguendolo sulla via del sacrificio. Insieme a Tecla Hasimoto vengono legati i loro figli Caterina di tredici anni, Tommaso di dodici, Francesco di otto, Pietro di sei e Ludovica di tre anni. La famiglia Hasimoto è stata beatificata da Benedetto XVI nel 2008, ricordando al mondo la santità vissuta tra le mura domestiche.
Giovanni Paolo II ha scritto che il cammino di santità compiuto insieme come coppia è possibile, bello, straordinariamente fecondo e fondamentale per la famiglia, la Chiesa e la società. Questo insegnamento trova nei martiri giapponesi e nei Beati Paolo e María Tanaca una conferma concreta e commovente, illustrata con cura anche dall'autore dell'articolo Gianpiero Pettiti.
Una vida de fidelidad
Paolo y María Tanaca vivieron en Japón durante el siglo diecisiete, un periodo de grandes desafíos para la comunidad cristiana. Desde su hogar en Tosa, en la isla de Shikoku, este matrimonio laico decidió vivir su fe con sencillez y determinación. Su casa se convirtió en un refugio de esperanza, donde ofrecieron hospitalidad a los misioneros cristianos que recorrían aquellas tierras. Este acto de caridad no fue solo una obra de acogida, sino una manifestación pública de su adhesión a la doctrina de Cristo, en un contexto donde el testimonio de la fe comenzaba a enfrentar serias resistencias.
La coherencia de los esposos Tanaca los condujo inevitablemente al conflicto con las autoridades de la época. Tras ser descubiertos por haber albergado a los misioneros, fueron encarcelados. Durante su cautiverio, fueron presionados repetidamente para que denunciaran su fe y renunciaran a sus creencias. Sin embargo, su respuesta fue firme y constante: rechazaron cualquier forma de apostasía, manteniendo una lealtad inquebrantable a sus convicciones cristianas. El diez de septiembre del año mil seiscientos veintidós, ambos fueron llevados a la colina de Nagasaki. Allí, en un acto final de entrega, recibieron la corona del martirio al ser decapitados por amor a su Señor.
El reconocimiento del culto
La Iglesia ha venerado la memoria de estos esposos mártires como un ejemplo de perseverancia y amor conyugal. La santidad de Paolo y María Tanaca fue reconocida formalmente por el Papa Pío Noveno el siete de mayo del año mil ochocientos sesenta y siete, cuando fueron elevados al honor de los altares como beatos. Este reconocimiento oficial subraya la importancia de su sacrificio y el valor de su testimonio, que trasciende los siglos para interpelar a las familias cristianas actuales.
La memoria litúrgica de los beatos Paolo y María Tanaca se celebra cada diez de septiembre. En esta fecha, los fieles conmemoran su tránsito a la vida eterna en la colina de Nagasaki, renovando el compromiso de vivir con la misma rectitud y valentía. Su historia nos invita a reflexionar sobre la importancia de la hospitalidad y la firmeza en la fe, recordándonos que, incluso en los momentos de mayor adversidad, el testimonio de los esposos puede convertirse en un camino de santidad compartido que conduce directamente al encuentro con Dios.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Beati Paolo y María Tanaca?
La memoria litúrgica de los Beatos Paolo y María Tanaca se celebra el 10 de septiembre.
¿De qué son patronos los Beatos Paolo y María Tanaca?
Los textos históricos y los datos biográficos disponibles no mencionan patronatos específicos atribuidos a estos santos.