Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

2 de junio

Beati Siete Obispos Greco-Católicos Rumanos

Mártires

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il contesto storico e gli antefatti

Nel ventennio tra le due guerre si verificarono importanti antefatti storici che prepararono il terreno agli eventi successivi. Il primo antefatto fu l'ampliamento territoriale della Romania dopo la prima guerra mondiale. La Romania acquisì la Transilvania, abitata prevalentemente da ungheresi e cattolici di rito orientale. L'acquisizione della Transilvania caricò la Romania, fino ad allora quasi interamente ortodossa, della gestione di due minoranze, etnica e religiosa. Il secondo antefatto fu il concordato con la Santa Sede stipulato nel 1927 e operativo due anni dopo. Il concordato creò una situazione di privilegio anomala per la componente cattolica. Dopo la seconda guerra mondiale la Romania entrò nel blocco sovietico. Dopo il 1945 la Romania fu teatro di una spietata e sanguinosa persecuzione anticattolica ad opera del governo comunista. Molti vescovi e sacerdoti, soprattutto greco-cattolici, subirono la persecuzione senza piegarsi. La violenza delle prigioni comuniste in Romania fu maggiore rispetto agli altri Paesi dell'Est sovietizzato.

Lo scioglimento della Chiesa e la persecuzione

Il ciclone dello stalinismo si abbatté sul fragile tessuto sociale romeno. Lo stalinismo aveva l'ossessione di abbattere i valori spirituali e i poteri esterni all'orbita sovietica. Il cattolicesimo rappresentava entrambi i nemici per via della sua trascendenza incarnata nella storia e dell'obbedienza alla Santa Sede guidata dal Venerabile Pio XII. Il regime comunista romeno, guidato dall'URSS, annientò la componente latina e quella di rito orientale del cattolicesimo locale con il terrore. Nel 1948 la Chiesa greco-cattolica romena contava 6 diocesi e oltre un milione e mezzo di fedeli. La Chiesa greco-cattolica fu sciolta, privata di beni e chiese, e riportata a forza nell'alveo dell'ortodossia nell'ottobre del 1948 con un atto di imperio politico simile a quello ucraino. I vescovi greco-cattolici furono incarcerati per il loro rifiuto di staccarsi da Roma e subirono il martirio. I vescovi greco-catolici hanno dato testimonianza con la loro fedeltà eroica fino alla morte verso la Chiesa e il Papa.

I sette vescovi e il compimento del martirio

Le morti dei vescovi si collocano temporalmente tra il 1950 e il 1970 in Romania. Vasile Aftenie è stato eparca ausiliare di Făgăraș e Alba Iulia, ed è morto a Văcărești, Bucarest, il 10 maggio 1950. Valeriu Traian Frențiu è stato eparca di Oradea, ed è morto a Sighetul Marmației l'11 luglio 1952. Ioan Suciu è stato amministratore apostolico di Făgăraș e Alba Iulia, ed è morto a Sighetul Marmației il 23 giugno 1953. Tit Liviu Chinezu è stato eparca ausiliare di Făgăraș e Alba Iulia, ed è morto a Sighetul Marmației il 15 gennaio 1955. Ioan Bălan è stato eparca di Lugoj, ed è morto a Bucarest il 4 agosto 1959. Alexandru Rusu è stato eparca del Maramureș, ed è morto a Gherla, Cluj, il 9 maggio 1961. Iuliu Hossu è stato eparca di Cluj-Gherla e cardinale in pectore, ed è morto a Bucarest il 28 maggio 1970, dopo aver preferito restare con i suoi fino alla morte rifiutando il trasferimento a Roma.

La memoria ecclesiale e il cammino verso la beatificazione

San Giovanni Paolo II compì una Visita Apostolica in Romania e rammentò la necessità di ricordare i martiri del XX secolo. Sabato 8 maggio 1999 papa Giovanni Paolo II celebrò la Divina Liturgia in rito greco-cattolico presso la cattedrale di San Giuseppe in Bucarest. Il pontefice aveva visitato il cimitero cattolico di Bucarest per pregare sulle tombe dei martiri noti e ignoti. Giovanni Paolo II invocò i vescovi e confessori della fede affinché intercedessero presso il Padre. Il pontefice invocò in particolare i vescovi Vasile Aftenie, Ioan Balan, Valeriu Traian Frentiu, Ioan Suciu, Tit Liviu Chinezu e Alexandru Rusu. Il martirologio romeno si apre con l'ideale concelebrazione di questi vescovi che mescolarono il loro sangue con quello del sacrificio eucaristico. Il papa invocò anche il Cardinale Iuliu Hossu, che preferì restare con i suoi fino alla morte rifiutando il trasferimento a Roma. Il 28 gennaio 1997 fu ottenuto il nulla osta dalla Congregazione per le Cause dei Santi per l'avvio della causa di canonizzazione dei sette vescovi. Il processo eparchiale o diocesano per il riconoscimento del martirio è iniziato il 16 gennaio 1999 a Blaj e si è concluso il 10 marzo 2009. Il 7 novembre 2009 furono aperti i plichi della documentazione, convalidata con decreto il 18 febbraio 2011. La Positio super martyrio fu ultimata dopo sette anni di lavori e consegnata nel 2018. Il 19 marzo 2019 papa Francesco ricevette in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu e autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava ufficialmente martiri i sette vescovi. La beatificazione dei vescovi è stata celebrata domenica 2 giugno 2019. La beatificazione è avvenuta durante il viaggio apostolico dello stesso Pontefice in Romania. Esiste una preghiera in lingua romena dedicata ai beati.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Beati Siete Obispos Greco-Católicos Rumanos — Mártires?

La celebrazione della beatificazione è avvenuta il 2 giugno 2019.

Di cosa è patrono Beati Siete Obispos Greco-Católicos Rumanos — Mártires?

I dati forniti non menzionano specifici patronati per questi beati.