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10 de septiembre

Beato Carlos Spínola

Jesuita, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e vocazione

Carlo Spinola nacque nel 1564 a Genova oppure a Praga, venendo alla luce come figlio di Ottavio dei conti di Tassarolo. Suo padre si trovava al servizio di Rodolfo secondo d'Asburgo a Praga durante quel periodo. Carlo trascorse la propria giovinezza come ospite dello zio Filippo, vescovo di Nola, periodo in cui si impegnò con dedizione negli studi classici e nelle pratiche dell'arte cavalleresca. A vent'anni, venuto a sapere del martirio del gesuita Rodolfo Acquaviva in India, ebbe una forte crisi d'identità che mutò il corso della sua esistenza. Decise così di entrare nella Compagnia di Gesù il 21 dicembre 1584, compiendo il noviziato a Napoli e a Lecce sotto la guida di san Bernardino Realino e avendo san Luigi Gonzaga come compagno di studi. Dopo aver compiuto gli studi filosofici e teologici, fu ordinato sacerdote nel 1594 a Milano.

Il viaggio e la missione in Giappone

Nel 1596 chiese e ottenne di partire per le missioni in Giappone, nonostante la forte contrarietà della famiglia. Partì per il Giappone il 10 aprile, affrontando un viaggio avventuroso a causa di una tempesta che portò la nave sulle coste del Brasile. Durante il tragitto fu imprigionato dagli inglesi e trasferito in Inghilterra, ma una volta ritornato libero a Lisbona ripartì per il Giappone insieme a un compagno di nome Angelo de Angelis. Questo secondo viaggio fu tormentato da una grave malattia e toccò i porti di Goa e Macao, prima di giungere finalmente a Nagasaki in Giappone nel 1602. Impiegò i primi anni ad apprendere la lingua locale e operò un intenso apostolato nelle regioni di Arie e Meaco per undici anni. Istituì un'efficace scuola di catechisti e convertì e battezzò circa cinquemila giapponesi, prima di essere nominato procuratore della provincia gesuitica nel 1611 e vicario del padre Provinciale Valentino Carvalho nello stesso anno.

La clandestinità e l'arresto

Nel 1614 scoppiò la persecuzione contro i cristiani e Carlo Spinola visse in clandestinità sotto falso nome, non ubbidendo all'ordine di espulsione. Cambiava in continuazione domicilio per non essere scoperto e svolgeva la sua missione sacerdotale di notte girando nelle case dei cristiani per confessare, insegnare e celebrare la Messa. La persecuzione era causata dalla gelosia dei bonzi buddisti, dagli intrighi dei calvinisti olandesi e dal timore dell'influenza di Spagna e Portogallo, mentre nel 1614 i cristiani giapponesi erano circa trecentomila. Questa persecuzione durò per molti decenni causando numerosissime vittime tra i missionari e i fedeli, distruggendo quasi totalmente la comunità. Padre Carlo fu sorpreso il 14 dicembre 1618 in seguito a una segnalazione e catturato nella casa di Domenico Jorge insieme al catechista Giovanni Kingocu e al cristiano Ambrogio Fernándes. Domenico Jorge morì martire un anno dopo, mentre la moglie Isabella e il figlio Ignazio furono arrestati e imprigionati insieme a padre Carlo Spinola e agli altri.

La dura prigionia a Suzuta

Carlo Spinola trascorse quattro anni in una prigione in condizioni disumane, condividendo la prigionia con altre vittime della persecuzione scatenata dallo shogun Ieyasu e dai suoi successori. Ai prigionieri del carcere di Suzuta fu concessa solo una coperta e nessun altro comfort. Il carcere di Suzuta si trovava sopra una vetta di montagna ed era esposto a tutti i venti. Il cibo ricevuto consisteva in un po' di riso e due sardine. I prigionieri erano costretti a vivere in un tugurio sporco e maleodorante dove espletavano i bisogni corporali, e non potevano lavarsi i vestiti né farli asciugare al sole. Carlo Spinola fu affetto per molto tempo da varie malattie senza potersi curare, ma fu di conforto continuo ai compagni di prigionia appartenenti ad altri Ordini religiosi e accolse quattro catechisti giapponesi nella Compagnia di Gesù durante la prigionia.

Il martirio e la beatificazione

Agli inizi di settembre 1622 fu preso insieme ad altri ventitré compagni e condotto a Nagasaki per ordine del governatore Gonrocu. A Nagasaki furono uniti ad altri prigionieri locali per essere messi a morte. Il 10 settembre 1622 ventidue persone furono arse vive sulle colline e trenta furono decapitate. Carlo Spinola fu bruciato a fuoco lento ma morì per primo a causa delle sofferenze e della debilitazione. Legato al palo, intonò un canto di lode a Dio. Dichiarò ai magistrati giapponesi che la sua presenza in Giappone era dettata solo dall'amore per l'annuncio del Vangelo e da nessun interesse umano, e salutò la vedova Isabella e il figlio Ignazio da lui battezzato, che subivano il martirio insieme a lui. Le sue ceneri furono disperse in mare per ordine dei persecutori. Papa Pio IX lo beatificò il 7 luglio 1867 insieme ad altri duecentoquattro martiri.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Carlo Spinola?

La sua ricorrenza si celebra il 10 settembre.