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22 de febrero

Beato Diego Carvalho

Sacerdote jesuita, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Los albores de la misión en el Extremo Oriente

Los jesuitas, guiados por san Francesco Saverio vivido entre 1506 y 1552, fueron los primeros en iniciar la evangelización del Giappone. Esta si desenvolvió con notelovoli risultati nei decenni successivi al 1549. Nel 1587 i cattolici giapponesi erano circa 300.000. Il centro principale della comunità cattolica giapponese era Nagasaki. Nel 1587 lo shogun, maresciallo della corona di nome Hideyoshi e denominato dai cristiani Taicosama, emanò un decreto di espulsione contro i Gesuiti per ragioni non chiarite. Prima del decreto, Hideyoshi era stato condiscendente verso i cattolici. Al momento del decreto, i Gesuiti erano l'unico Ordine religioso presente in Giappone. Il decreto di espulsione fu in parte eseguito, ma la maggior parte dei Gesuiti rimase nel paese. I Gesuiti rimasti misero in atto una strategia di prudenza, in silenzio e senza esteriorità, continuando con cautela l'opera evangelizzatrice. Nel 1593 sbarcarono in Giappone alcuni Frati Francescani provenienti dalle Filippine. A differenza dei Gesuiti, i Francescani iniziarono senza prudenza una predicazione pubblica. Si aggiunsero complicazioni politiche tra la Spagna e il Giappone. Le predicazioni pubbliche e le complicazioni politiche provocarono la reazione dello shogun Hideyoshi. Hideyoshi ordinò di imprigionare i francescani e alcuni neofiti giapponesi. I primi arresti avvennero il 9 dicembre 1596. I ventisei arrestati comprendevano tre gesuiti giapponesi. I ventisei arrestati subirono il martirio il 5 febbraio 1597. I protomartiri del Giappone furono crocifissi e trafitti nella zona di Nagasaki. La zona del martirio di Nagasaki prese poi il nome di santa collina. I protomartiri del Giappone furono proclamati santi da papa Pio IX nel 1862.

La tempesta della persecuzione e i beati martiri

Dopo il martirio subentrò un periodo di tregua. Nonostante la persecuzione, la comunità cattolica aumentò grazie all'arrivo di altri missionari. I nuovi missionari appartenevano non solo a gesuiti e francescani, ma anche a domenicani e agostiniani. Nel 1614 la numerosa comunità cattolica subì una furiosa persecuzione decretata dallo shogun Ieyasu, chiamato anche Taifusama. La persecuzione del 1614 si prolungò per alcuni decenni. La persecuzione distrusse quasi completamente la comunità cattolica in Giappone. La persecuzione causò moltissimi martiri e molte apostasie fra i fedeli giapponesi terrorizzati. I motivi della lunga e sanguinosa persecuzione furono vari. Tra i motivi vi fu la gelosia dei bonzi buddisti, che minacciavano la vendetta dei loro dei. Un altro motivo vi fu il timore di Ieyasu e dei suoi successori Hidetada e Iemitsu per l'accresciuto influsso di Spagna e Portogallo. I missionari provenivano in maggioranza da Spagna e Portogallo ed erano ritenuti spie. Tra le cause della persecuzione vi furono anche gli intrighi dei violenti calvinisti olandesi e l'imprudenza di molti missionari spagnoli. Dal 1617 al 1632 la persecuzione toccò il picco più alto di vittime. I supplizi inflitti seguivano lo stile orientale ed erano vari e raffinati, senza risparmiare i bambini. I martiri appartenevano a ogni condizione sociale: missionari, catechisti, nobili di famiglia reale, ricche matrone, giovani vergini, vecchi, bambini, padri di famiglia e sacerdoti giapponesi. La maggior parte dei martiri fu legata a un palo e bruciata a fuoco lento. La santa collina di Nagasaki fu illuminata sinistramente dalla teoria di torce umane per parecchie sere e notti. Altri martiri furono decapitati o tagliati membro per membro. Oltre ai primi ventisei santi martiri del 1597, la Chiesa riconobbe la validità del martirio per almeno duecentocinque vittime. Migliaia di persone persero la vita anonimamente durante la persecuzione. Papa Pio IX il 7 luglio 1867 proclamò beate le duecentocinque vittime riconosciute. Dei duecentocinque beati, trentatré appartenevano all'Ordine della Compagnia di Gesù. Dei duecentocinque beati, ventitré erano agostiniani e terziari agostiniani giapponesi. Dei duecentocinque beati, quarantacinque erano domenicani e terziari O.P. Dei duecentocinque beati, ventotto erano francescani e terziari. Tutti gli altri beati erano fedeli giapponesi o intere famiglie, molti dei quali Confratelli del Rosario. Non esiste una celebrazione unica per tutti i martiri. Gli Ordini religiosi fissarono il loro giorno di celebrazione a gruppi o singolarmente.

La giovinezza e l'ascesa al sacerdozio di Diego Carvalho

Al gruppo dei trentatré Gesuiti appartiene il portoghese Diego Carvalho. Diego Carvalho nacque a Cordoba nel 1578. Diego Carvalho fu attratto dalla spiritualità della Compagnia di Gesù, fondata da sant'Ignazio di Loyola tra il 1491 e il 1556. Diego Carvalho entrò fra i Gesuiti nel 1594. A ventidue anni, ancora novizio, Diego Carvalho fu mandato nel 1600 alla Missione delle Indie. La Missione delle Indie si trovava a Macao, possedimento portoghese nella Cina Meridionale. A Macao, Diego Carvalho compì gli studi in Filosofia e Teologia e fu ordinato sacerdote. Nel 1609 Diego Carvalho raggiunse il Giappone. Diego Carvalho svolse attività apostolica in Giappone per cinque anni. Diego Carvalho ripartì dal Giappone a causa del decreto di espulsione dei missionari del 1614 emanato dall'imperatore Tokugawa. Durante il forzato esilio, padre Diego Carvalho fu impegnato nella fondazione della missione in Cocincina, in Vietnam. Diego Carvalho fondò la missione in Cocincina insieme al confratello padre Francesco Burzoni. Nel 1616 rientrò clandestinamente in Giappone. Gli furono indicati per la sua attività missionaria i distretti settentrionali di Oxu e il Dewan. Il lavoro missionario gli permetteva di visitare e attirare alla fede cattolica migliaia di giapponesi emigrati. I giapponesi erano emigrati in quelle zone per lavorare nelle miniere d'oro scoperte da poco. L'attività presentava difficoltà a causa delle condizioni climatiche e delle asperità del luogo. Erano necessari continui travestimenti per svolgere la missione. Adottava accorgimenti per salvaguardare dalle dogane gli arredi per la celebrazione della Messa. Riuscì a contattare tutte le comunità affidatagli e ad accrescere il numero dei convertiti grazie a tenacia e zelo. Nel 1620 raggiunse l'isola di Yeso. Il 5 agosto 1620 celebrò una prima Messa. Il 15 agosto 1620 celebrò un'altra Messa presso le miniere per i minatori cattolici. Attraversò lo Stretto di Tzugaru per visitare Tacavoca. A Tacavoca visitò i campi di concentramento per nobili famiglie giapponesi cristiane. Le nobili famiglie cristiane erano vittime della persecuzione e condannate a morire di stenti e ristrettezze.

La cattura e il martirio a Sendai

Nel 1623 Masamune, signore del regno di Oxu, si trasformò in persecutore dei cristiani. Allo scoppio della persecuzione padre Diego Carvalho si trovava a Miwake nel feudo del cattolico Giovanni Gotò per celebrarvi il Natale e l'Epifania. Partì subito da Miwake per non compromettere il suo ospite. Sfguggì all'arresto delle guardie, avvertite da due apostati, che si erano recate tra i cristiani di Orosce. Si era rifugiato a Orosce e poi fuggì insieme ad una sessantina di cristiani in un vallone profondo. Le orme lasciate sulla neve tradirono i fuggitivi. Per salvare i fedeli, padre Carvalho si consegnò ai soldati insieme a una decina di cristiani irremovibili. Fu condotto a Sendai dopo la cattura. Il 18 febbraio 1624 i prigionieri furono trascinati sulla riva del fiume Hirose. I prigionieri furono fatti sedere nudi in una grande buca riempita di acqua gelida e legati a dei pali. Subirono la tortura dell'acqua gelata per tre ore. Durante il ritorno in prigione dopo la prima tortura, alcuni prigionieri morirono per strada. I superstiti rimasero costanti nel dichiarare la loro fede. La tortura dell'acqua gelata fu ripetuta il mattino del 22 febbraio 1624. I martiri furono lasciati nell'acqua gelata tutto il giorno fino alla morte. Padre Diego Carvalho morì per ultimo poco prima della mezzanotte del 22 febbraio 1624. La sua celebrazione come beato martire gesuita ricorre il 22 febbraio. Era sacerdote della Compagnia di Gesù. Subì oltraggi, carcere e faticosi viaggi compiuti in pieno inverno prima del martirio. Nacque a Cordoba in Portogallo nel 1578. Morì a Sendai in Giappone il 22 febbraio 1624.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il beato Diego Carvalho?

La sua memoria liturgica e celebrazione come beato martire gesuita ricorre il 22 febbraio.

Di cosa è patrono il beato Diego Carvalho?

È ricordato come beato e missionario legato alla terra del Giappone.

En la ciudad de Sendái en Japón, beato Diego Carvalho, sacerdote de la Compañía de Jesús y mártir, que, después de los ultrajes, la cárcel y los fatigosos viajes cumplidos en pleno invierno, sometido finalmente al suplicio del agua helada, con intrépida fe confesó a Cristo junto a muchos compañeros. — Martirologio Romano