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25 de febrero

Beato Domenico Lentini

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la formazione al sacerdozio

Il Beato Domenico Lentini vide la luce nella città di Lauria il ventidue novembre 1770, inserito in un contesto familiare segnato da povere condizioni economiche ma ricco di fede, essendo figlio di Macario e Rosalia Vitarella. Spinto da una precoce chiamata interiore, a soli quattordici anni intraprese il cammino di preparazione che lo avrebbe condotto all'altare, rispondendo con generosità alla chiamata divina. Il ventuno settembre 1793 compì un passo fondamentale nel suo percorso ecclesiale ricevendo l'ordinazione a diacono, alla quale fece seguito, il giorno otto giugno 1794, l'ordinazione sacerdotale che lo consacrò definitivamente al servizio di Dio e del prossimo nella sua terra d'origine.

Il ministero sacerdotale e l'insegnamento gratuito

Don Domenico si dedicò con totale dedizione alla confessione, all'evangelizzazione, alla predicazione e alla catechesi, operando instancabilmente sia nella sua città natale di Lauria sia nei paesi del circondario. I suoi quaresimali, le missioni popolari e le omelie possedevano una forza tale da toccare il cuore di tutti gli ascoltatori, infondendo saldamente la fede nei cuori. Coloro che ebbero la grazia di vederlo all'altare lo descrivevano concordemente come un angelo, profondamente infiammato dallo Spirito Santo e spesso rapito in frequenti estasi durante la celebrazione dei santi misteri. La sua intensa attività pastorale si fondava anche su una solida e profonda cultura, che egli decise di non tenere per sé ma di mettere generosamente a disposizione di chiunque ne avesse bisogno. Per ben trenta anni, infatti, numerosi ragazzi e giovani frequentarono assiduamente la sua povera casa, trasformandola in una vera e propria scuola cattolica dove il pio sacerdote insegnava gratuitamente lettere e scienze.

La povertà volontaria, la carità e la penitenza

Nel suo stile di vita, il sacerdote di Lauria scelse di osservare una strettissima povertà volontaria, privandosi di ogni comodità terrena per somigliare al suo Maestro. Mosso da una carità operosa, donava quanto possedeva, inclusi i suoi vestiti, il pane e il poco denaro che riusciva a raccogliere, vedendo direttamente il volto di Cristo in ogni persona bisognosa che incontrava lungo la sua strada. Coltivava inoltre una tenerissima e costante devozione verso Gesù Cristo Crocifisso e verso la Beata Vergine Maria addolorata, contemplando i loro dolori come via di salvezza. Per tutta la sua vita visse in continua e aspra penitenza, nutrendosi esclusivamente di cibi frugali e praticando mortificazioni corporali che comprendevano l'uso di vesti logore, cilizi, frequenti flagellazioni, concedendosi pochissimo sonno e utilizzando il duro pavimento come giaciglio per la notte. Tutte queste opere penitenziali venivano offerte con amore a Dio Padre in profonda espiazione dei peccati commessi dall'umanità.

I carismi e la morte in odore di santità

Il Signore volle arricchire il suo fedele servitore di straordinari carismi, tra cui spiccavano il dono della profezia, la capacità di scrutare i cuori e il potere di compiere miracoli a beneficio dei sofferenti. La tradizione riferisce che il Beato Domenico Lentini è persino apparso in incognita a persone che si trovavano in gravi difficoltà di vario genere, elargendo in quelle circostanze preziosi consigli e assicurazioni riguardo al loro stato di bisogno, tanto che le persone assistite lo riconobbero successivamente tramite una fotografia o qualche particolare inconfondibile. Dopo aver consumato le sue energie fisiche e spirituali nell'amore, si spense il venticinque febbraio 1828 dopo un'agonia vissuta nel completo abbandono mistico. I suoi solenni funerali celebrati a Lauria durarono sette giorni consecutivi con una grandissima e commossa partecipazione di popolo proveniente da tutto il circondario. La tradizione riferisce che il suo corpo rimase miracolosamente flessibile e caldo per tutto il tempo dei funerali ed effettuò prodigi, effondendo sangue vivo e un soave odore. La tradizione riferisce inoltre che i suoi occhi si aprirono prodigiosamente davanti all'Ostia Santa, ai parenti, agli amici e persino ai miscredenti convenuti, mentre presso il suo feretro si verificavano immediate e prodigiose guarigioni e numerose conversioni che consolidarono per sempre la sua fama di santità.

I prodigi presso la tomba e le guarigioni storiche

Le grazie e i miracoli ottenuti per intercessione del Beato si manifestarono copiosamente sia durante la sua esistenza terrena sia presso la sua tomba situata nella Chiesa parrocchiale San Nicola di Lauria o in altri luoghi. I miracoli documentati includono prodigiose guarigioni di paralitici, ciechi, tisici, deformi, muti, dementi, malati colpiti da tumori e fistole, donne sterili e partorienti che si trovavano in gravi difficoltà. Tra i primi eventi prodigiosi, la tradizione riferisce che il quattordici luglio 1828 la giovane Angiola Rosaria Maiolino, paralizzata da due anni a Papasidero, fu condotta alla sua tomba; la guarigione avvenne alla presenza del vescovo Nicola Maria Laudisio, del clero e del popolo, dopo che la fanciulla ebbe toccato il cilizio del Beato offertose dal vescovo. Lo stesso vescovo Nicola Maria Laudisio era stato mirabilmente guarito da un tumore alla mano proprio dal Beato Lentini nel medesimo anno. Nel 1830, sempre a Lauria, si registrò la guarigione istantanea del figlio sordomuto di Angelo Maria Scaldaferri e Maria D'Andrea, anch'egli portato alla tomba del santo sacerdote. La tradizione riferisce ancora che nel 1834 a Viggiano il Beato risuscitò il figlioletto di tre anni di Vito Reale, il quale era morto annegato in una vasca d'acqua e calce viva, dopo la fervente preghiera del padre innalzata davanti a una sua immagine. Nel 1905 a Lagonegro Agnese Mango, che era rimasta paralizzata per dieci anni, guarì istantaneamente per sua intercessione, mentre nel 1918 a San Paolo del Brasile Domenico Pucci ottenne la guarigione da un tumore maligno, e nel 1930 a Laino Borgo Giuseppina Maiolino guarì miracolosamente da un sarcoma alla gamba.

Il cammino verso la beatificazione

A seguito della fama di santità e dei numerosi segni celesti, fu avviato il regolare processo diocesano a Lauria e successivamente quello apostolico a Roma per esaminare la vita e le virtù del servo di Dio. Nel 1935 papa Pio XI riconobbe ufficialmente che il sacerdote Domenico Lentini era stato eroe delle virtù teologali e cardinali, dichiarandolo Venerabile. Successivamente, un altro straordinario evento fu sottoposto al vaglio della Chiesa: il ventuno settembre 1988 a Secondigliano, nell'Arcidiocesi di Napoli, Anna Maria Voria guarì rapidamente e totalmente da una metastasi diffusa derivata da un carcinoma uterino, grazie all'invocata intercessione del Beato. Questo evento prodigioso fu attentamente sottoposto a regolare processo diocesano e a ricognizione apostolica presso la Congregazione dei Santi. Il percorso processionale giunse alla sua conclusione quando, il diciassette dicembre 1996, venne solennemente letto il Decreto di approvazione del miracolo alla presenza di papa Giovanni Paolo II. Infine, il dodici ottobre 1997, lo stesso pontefice Giovanni Paolo II dichiarò solennemente Beato Domenico Lentini in Piazza San Pietro a Roma, consegnandolo alla venerazione universale della Chiesa cattolica e confermando il valore di una vita spesa interamente per Dio e per i fratelli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Domenico Lentini?

La memoria liturgica del Beato Domenico Lentini si celebra il venticinque febbraio, giorno della sua nascita al cielo.

Dove è nato e vissuto il Beato Domenico Lentini?

Il Beato Domenico Lentini è nato a Lauria, in provincia di Potenza, il ventidue novembre 1770, e in questa stessa terra della Basilicata ha vissuto e svolto tutto il suo fruttuoso ministero sacerdotale fino alla morte.

En Lauria, en Basilicata, beato Domenico Lentini, sacerdote, que en su tierra desarrolló hasta la muerte un fructífero y múltiple ministerio, hecho fecundo por una vida de humildad, oración y penitencia. — Martirologio Romano