10 de marzo
Beato Elías del Socorro (Mateo Elías Nieves del Castillo)
Sacerdote agustino, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
Mateo Elías Nieves del Castillo nacque nell'Isola di San Pedro a Yuriria, in Messico, il ventuno settembre 1882. I suoi genitori si chiamavano Ramón e Rita ed erano modesti agricoltori di profonda religiosità. A causa di motivi di salute e della sua condizione di povertà, il giovane dovette ritardare il suo ingresso tra gli Agostiniani. Con tenacia e fede, proseguì il cammino di formazione fino a diventare sacerdote nel 1916 all'età di trentaquattro anni, consacrandosi interamente al servizio della Chiesa e del prossimo.
Il contesto storico e sociale
Il Messico stava vivendo uno dei momenti più tragici della sua storia. Il paese aveva ottenuto l'indipendenza dalla dominazione spagnola nel 1822, ma non era mai riuscito a incamminarsi verso una vera unità nazionale. Le nazioni ricche fomentavano divisioni interne per interessi legati al petrolio e ad altre risorse del sottosuolo, mentre i latifondisti e alcuni ecclesiastici di alto rango facevano da cassa di risonanza alle divisioni per difendere i loro antichi privilegi. Il clima contro i privilegiati era fortemente acceso e sfociava in forme di duro anticlericalismo, di cui facevano spesso le spese i sacerdoti che vivevano in mezzo alla gente povera. Mancavano un vero potere centrale, la sicurezza del diritto e la giustizia, e chiunque potesse arruolare gente e ammassare armi faceva la legge, tra odi, rivalità e lotte incrociate che esplodevano continuamente.
Il ministero a La Cañada de Caracheo
Dopo le prime esperienze pastorali, al sacerdote fu affidato il vicariato alla Cañada de Caracheo, che era una borgata molto povera. Qui svolse la sua breve ma intensa vita di sacerdote, impegnandosi senza riserve per i suoi parrocchiani. Infuse nel popolo il conforto e la speranza cristiana, condividendone disagi e sofferenze. Cresceva la paura che gruppi armati potessero arrivare nei centri sperduti delle campagne, timore che si concretizzò quando un gruppo armato arrivò a Cañada de Caracheo il sette marzo 1928.
La persecuzione e la prudenza pastorale
Il governo aveva emanato da un paio d'anni disposizioni drastiche per impedire attività religiose non controllate dall'autorità civile. Sebbene tali disposizioni governative in genere non venissero osservate, esse permettevano eccessi contro la religione, mentre la vita religiosa continuava normalmente sebbene in un clima di grossi rischi. Per prudenza, padre Elia si nascose in una grotta tra i monti, vivendo come un eremita. Ciononostante, usciva regolarmente dalla grotta per dare cure religiose ai parrocchiani come se nulla fosse cambiato, agendo con prudenza ma senza paura. I parrocchiani amavano sempre di più il sacerdote, pur non comprendendo le misure governative.
L'arresto
Un distaccamento di soldati arrivò in paese il sette marzo alla ricerca di ladri di bestiame e, a causa dell'ora tarda, decise di pernottare nella chiesa parrocchiale. La gente si ribellò al tentativo di forzare le porte della chiesa e ci fu una sparatoria. I soldati chiesero rinforzi e un secondo distaccamento raggiunse il paese. Il nove marzo i soldati stanarono padre Nieves, che era travestito da contadino. Quando gli furono chieste le generalità, padre Nieves dichiarò spontaneamente di essere sacerdote. Fu fatto prigioniero insieme a due giovani contadini, i fratelli Sierra, che cercavano di nasconderlo.
Il martirio
La mattina del dieci marzo soldati e prigionieri partirono verso Cortazar. Lungo il cammino, dopo che fu permesso al padre di confessarli, i fratelli Sierra furono fucilati, gridando prima di morire la loro fede. Il comandante fermò il drappello vicino a Cortazar e si rivolse a padre Elia con sarcasmo, sfidandolo a dimostrare di saper morire come sapeva dir Messa. Il padre rispose che morire per la religione è un sacrificio gradito a Dio e chiese e ottenne mezz'ora per prepararsi al sacrificio, paragonandolo all'offertorio di una Messa. Padre Elia incoraggiò tutti dicendo di essere pronto. Quando furono spianati i fucili, il padre ordinò di inginocchiarsi per benedirli in segno di perdono. Tutti si inginocchiarono tranne il comandante, che rifiutò la benedizione dicendo di volere solo la carabina e sparò al cuore del padre mentre questi aveva ancora la mano alzata per benedire. Padre Elia fece in tempo a gridare chiaramente che Cristo viveva nel suo cuore e spirò dopo aver gridato 'Viva Cristo Re!'. Il beato Elia del Soccorso, al secolo Matteo Elia Nieves del Castillo, morì così fucilato in odio al sacerdozio a Cortázar il dieci marzo 1928.
Il culto e la beatificazione
La gente iniziò subito a venerarlo come un santo martire e il suo corpo fu tumulato in un'apoteosi di folla. La terra imbevuta del suo sangue fu conservata come reliquia e il luogo della fucilazione divenne immediatamente un santuario, poiché il suo sacrificio fu considerato un'offerta per la pacificazione del popolo. A coronamento della sua testimonianza di fede e di dedizione pastorale, fu solennemente beatificato il dodici ottobre 1997.
La vida
Mateo Elías Nieves del Castillo vino al mundo en el año mil ochocientos ochenta y dos, en la isla de San Pedro, situada en Yuriria, México. Su camino hacia el altar no estuvo exento de obstáculos; las circunstancias de pobreza y los padecimientos de salud retardaron sus estudios y su formación religiosa. Sin embargo, su perseverancia y su deseo de servir al Señor le permitieron ser ordenado sacerdote en el año mil novecientos dieciséis, iniciando así una etapa de entrega generosa en la vida de la Iglesia.
Su labor pastoral se centró en la humilde borgata de Cañada de Caracheo. Allí, el padre Elías del Socorro vivió cerca de la gente, compartiendo las carencias y las esperanzas de sus feligreses. Cuando la persecución religiosa se desató en el país, el sacerdote no abandonó su misión. Con el fin de seguir atendiendo a los fieles y administrando los sacramentos, se refugió en una grotta, desde donde continuaba brindando consuelo y asistencia espiritual a quienes lo buscaban.
La persecución alcanzó su punto álgido cuando fue descubierto y arrestado por los soldados mientras se encontraba disfrazado de campesino. A pesar de la hostilidad, el sacerdote mantuvo una actitud de paz interior. Antes de ser fusilado en Cortázar, en el año mil novecientos veintiocho, el beato Elías del Socorro tuvo el gesto final de bendecir a sus propios verdugos, cumpliendo hasta el último aliento con el mandato de amar a los enemigos.
El culto
La figura del beato Elías del Socorro es venerada como un signo de fidelidad al sacerdocio frente a la adversidad. Su martirio, ocurrido en odio a la fe católica durante un tiempo de gran agitación religiosa en México, ha sido reconocido oficialmente por la Iglesia. El proceso de beatificación culminó el doce de octubre del año mil novecientos noventa y siete, fecha en la que fue elevado a los altares.
Su memoria es celebrada cada diez de marzo, día en el que los fieles recuerdan su sacrificio y su entrega. Su ejemplo continúa inspirando a los cristianos a mantener la esperanza y la caridad, incluso cuando las circunstancias externas parecen ser las más difíciles. El recuerdo del beato Elías permanece vivo en los lugares donde ejerció su ministerio, como Yuriria, Cañada de Caracheo y Cortázar, recordándonos que el amor de Dios es más fuerte que cualquier forma de violencia.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Elías del Soccorso?
La sua memoria liturgica si celebra il dieci marzo.
Cerca de la ciudad de Cortázar en México, beato Elías del Socorro (Mateo Elías) Nieves del Castillo, sacerdote de la Orden de los Frailes de San Agustín y mártir, que, mientras enfurecía la persecución, fue arrestado porque ejercía a escondidas su ministerio y murió fusilado en odio al sacerdocio. — Martirologio Romano