16 de abril
Beato Joaquín de Siena
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e ingresso nell'Ordine
Nacque a Siena nel 1258 e alla nascita gli fu imposto il nome di Chiaramonte. I biografi del secolo sedicesimo lo descrivono come un discendente della famiglia Pelacani, mentre fonti più tarde indicano una discendenza dai Piccolomini. Tuttavia, non vi è alcuna traccia di queste genealogie nella sua prima biografia, redatta qualche anno dopo la morte da un confratello, identificato forse con Lamberto da Prato. Spinto da una fervida devozione verso la Madre di Dio, entrò nell'Ordine dei Servi all'età di quattordici anni come fratello laico. La sua ricezione avvenne in persona da parte di san Filippo Benizi, allora priore generale. Questo incontro personale si rese necessario poiché il giovane non poteva essere ammesso a causa della sua giovane età, secondo quanto stabilito dalle Costituzioni dell'Ordine. Al momento del suo ingresso, il nome di Chiaramonte fu mutato in Gioacchino.
La vita conventuale e il segno della sofferenza
Trascorse quasi tutta la vita nel convento di Santa Maria dei Servi a Siena, eccetto un anno trascorso nel territorio aretino. Il convento senese era particolarmente fiorente in quegli anni per la rigorosa osservanza della regola e l'elevata santità di vita della comunità, nella quale dimoravano dal 1288 il beato Francesco da Siena e, attorno al 1290, san Pellegrino Laziosi. Il suo antico biografo ha tramandato un episodio significativo avvenuto durante il soggiorno nel convento dei Servi di Arezzo. Una notte, Gioacchino si trovò casualmente in un ospizio accanto a un ammalato di epilessia. Nel desiderio profondo di condividere il dolore dell'infermo, fece offerta di se stesso al Signore affinché il paziente potesse guarire e la sua infermità ricadesse sul proprio corpo. Venne esaudito e fu colpito dal male dell'epilessia. Questo avvenimento concretizza pienamente le parole di san Paolo indirizzate ai Galati, riprese con attenzione dal biografo. Richiamato dai confratelli che erano venuti a conoscenza della sua malattia, fece ritorno al convento di Siena.
Virtù, transito e primi riconoscimenti
Si distinse sempre per umiltà servizievole, obbedienza rigorosa e una contemplazione costante rivolta alla volontà del Signore, operando diversi miracoli quando era ancora in vita. Alcuni anni dopo l'insorgere dell'epilessia, si aggiunse un'altra grave malattia che produceva piaghe ulcerose in alcune parti del corpo, infermità che egli scelse di nascondere ai confratelli finché gli fu possibile. Si spense il 16 aprile 1306, nel giorno di venerdì in passione et morte Domini, all'età di quarantasette anni. Cinque anni dopo la morte ebbe inizio la serie dei miracoli compiuti da Dio per sua intercessione. Nei resoconti dei miracoli si fa costante menzione degli ex voto portati al suo sepolcro e di un altare a lui dedicato, accanto al quale erano state trasferite le sue reliquie. Tra il 1320 e il 1335, un non ben identificato artista senese scolpì la predella marmorea per il suo sepolcro, nella quale sono illustrati il suo ingresso nell'Ordine e due miracoli compiuti durante la vita terrena. Nello stesso periodo si avvertì la necessità di redigere la legenda, probabilmente ad uso liturgico locale, per fissare stabilmente i tratti della sua santità.
Il culto e la devozione popolare
Il consiglio generale della Campana del comune di Siena testimoniò ufficialmente la festa del beato e la grandissima partecipazione popolare in data 28 marzo 1320. Successivamente, il 19 aprile 1329, il consiglio generale decretò, su richiesta esplicita dei frati, che alla festa del beato intervenissero i Nove, il Podestà, il Capitano del popolo e gli altri ufficiali del Comune. La festa fu stabilita annualmente nella chiesa dei Servi il lunedì dopo Pasqua. Papa Paolo V approvò formalmente il culto il 14 aprile 1609. Le ossa del beato furono riposte nel 1636 entro un'arca di legno, collocata al sommo del transetto, a sinistra di chi guarda l'altare maggiore, dove si trova tuttora. La festa liturgica all'interno dell'Ordine viene celebrata il 3 febbraio. Ancora oggi, i neonati vengono portati al suo altare per riceverne la benedizione, mentre il beato è particolarmente venerato come protettore contro il mal caduco.
Su vida y vocación
La trayectoria del Beato Joaquín de Siena se inscribe en el contexto del siglo trece y catorce, una época de gran fervor religioso. Desde sus años de juventud en Siena, Joaquín sintió el llamado a una vida de retiro y oración, ingresando en la Orden de los Siervos de María a la temprana edad de catorce años. Al recibir el hábito, abandonó su nombre original para abrazar el de Joaquín, bajo el cual cumpliría su misión terrenal. Su itinerario vital estuvo vinculado estrechamente a la ciudad de Siena y sus alrededores, destacando su presencia en el convento de Santa María de los Servi, donde desarrolló su vida comunitaria y espiritual.
Más allá de los muros del convento, su labor se extendió hacia otras localidades como Arezzo, donde llevó el consuelo de su fe. Sin embargo, es su entrega personal hacia el prójimo lo que define su figura ante la historia. En un acto de caridad extraordinaria, Joaquín ofreció su propia vida y bienestar para interceder por la sanación de una persona que sufría de epilepsia, conocida en aquel tiempo como el mal caduco. Este hecho, narrado con sencillez, refleja la profundidad de su compromiso con el Evangelio y su capacidad para hacer presente la misericordia divina en medio de la fragilidad humana. Su existencia, sencilla y sobria, terminó en el año 1306 en Siena, dejando tras de sí una huella de santidad que fue reconocida oficialmente por la Iglesia cuando el Papa Paulo V procedió a su beatificación en el año 1609.
El culto y la memoria
La devoción al Beato Joaquín de Siena ha perdurado a través del tiempo, honrando su memoria como un modelo de virtud y servicio. Su figura es recordada especialmente por su papel como intercesor ante las enfermedades, particularmente en lo relativo al padecimiento epiléptico. Esta vinculación con el alivio del dolor ha permitido que su nombre sea invocado con esperanza por aquellos que buscan consuelo en momentos de prueba física y espiritual.
El reconocimiento de su culto se manifiesta de manera particular dentro de la Orden de los Siervos de María, donde su memoria se celebra cada 3 de febrero. Asimismo, a nivel local en Siena, existe una tradición específica que celebra su fiesta el lunes posterior a la Pascua, vinculando su recuerdo con el tiempo litúrgico de la Resurrección. Estas celebraciones permiten que su legado permanezca vivo, invitando a los fieles a reflexionar sobre la importancia de la entrega desinteresada y el amor al hermano, valores que el Beato Joaquín encarnó con total fidelidad durante su tránsito por este mundo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Gioacchino di Siena?
La sua festa liturgica all'interno dell'Ordine si celebra il 3 febbraio, mentre storicamente la festività nella chiesa dei Servi fu stabilita il lunedì dopo Pasqua.
Di cosa è patrono il beato Gioacchino di Siena?
Il beato è particolarmente venerato come protettore contro il mal caduco.
En Siena, beato Joaquín, religioso de la Orden de los Siervos de María, que brilló por singular devoción hacia la beata Virgen y cumplió los preceptos de Cristo llevando sobre sí los afanes de los pobres. — Martirologio Romano