10 de septiembre
Beato Ricardo de Santa Ana
Franciscano, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la vocazione
Nato nel diciassettesimo secolo, precisamente nel 1585 a Ham sur Heure in Belgio, il futuro martire visse un'infanzia segnata da eventi straordinari. Da bambino scampò a una morte violenta e la tradizione riferisce che sopravvisse a gravi ferite causate da un lupo grazie all'intercessione della madre della Vergine Maria. In segno di ringraziamento per la sopravvivenza, aggiunse al suo nome quello della santa. Da giovanissimo si trasferì a Bruxelles per apprendere la professione di sarto. A diciannov'anni ebbe una grave crisi religiosa dovuta alla tragica morte di un coetaneo, a seguito della quale decise di entrare tra i Minori francescani di Nivelles, pronunciando la professione religiosa il 22 aprile 1605.
Il viaggio verso l'Oriente e la missione
Ritenuto abile negli affari grazie alla precedente esperienza professionale, il giovane frate fu mandato dai superiori a Roma per il disbrigo di alcune pratiche. Nella città eterna incontrò un gruppo di religiosi che si apprestavano a partire per evangelizzare il Giappone e aderì al progetto pieno di entusiasmo. Il viaggio verso l'estremo oriente fu lungo e faticoso, con una prima meta in Messico e una seconda nelle Filippine nel 1611. Nelle Filippine il frate si fermò due anni per perfezionare gli studi di filosofia e teologia e poter essere ordinato sacerdote. Riuscì finalmente a giungere in Giappone, ma il clima verso i missionari era molto ostile e fu costretto a tornare a Manila.
Il ministero clandestino e il martirio
Due anni dopo il ritorno a Manila, Riccardo si recò nuovamente in Giappone spacciandosi per mercante. Esercitò il suo ministero tra molti pericoli, prodigandosi per i cristiani costretti a vivere la fede nella clandestinità. Un frate domenicano lo avvertì che la sua attività era nota alle autorità e che correva un serio pericolo di vita, ma Riccardo non volle fuggire e rimase tra i suoi fedeli. Fu arrestato mentre stava confessando e rinchiuso nelle carceri di Nagasaki e poi in quelle di Omura, condividendo la prigionia e alcuni momenti di preghiera con altri cristiani. Nel settembre 1622 fu trasferito nuovamente a Nagasaki con alcuni compagni. Il frate fu incatenato come una bestia e passò la notte precedente al martirio in una gabbia, sotto una pioggia torrenziale. Il mattino seguente Riccardo fu legato a un palo e arso a fuoco lento insieme ad altri ventuno compagni, mentre altri trenta compagni vennero invece decapitati. La sua morte avvenne il 10 settembre 1622.
La vida de entrega
Ricardo de Santa Ana nació en Ham sur Heure, en Bélgica, y desde su juventud sintió la llamada a seguir las huellas de San Francisco de Asís. En el año mil seiscientos cinco, ingresó en la comunidad de los Frailes Menores de Nivelles, donde se formó con rigor y espíritu de oración. Tras un periodo de preparación en Bruselas y Roma, su corazón misionero lo impulsó a emprender un largo recorrido transoceánico que lo llevaría primero al México virreinal y posteriormente a las islas Filipinas, con la mirada siempre puesta en la misión del Japón.
Al llegar al suelo japonés, Ricardo de Santa Ana se encontró con un escenario de abierta hostilidad hacia la fe cristiana. Con una prudencia nacida de su celo apostólico, decidió realizar su ministerio de manera clandestina. Para eludir la vigilancia de las autoridades, adoptó la vestimenta y las costumbres de un mercante, lo que le permitió continuar visitando a los cristianos y sosteniendo su fe en tiempos de gran oscuridad. Su labor principal se centraba en la administración de los sacramentos, especialmente la reconciliación, que era un alivio vital para los fieles perseguidos. Fue precisamente en el desempeño de este sagrado ministerio en Nagasaki donde fue descubierto y arrestado por las autoridades locales. El diez de septiembre del año mil seiscientos veintidós, Ricardo de Santa Ana fue condenado a morir quemado vivo a fuego lento, manteniendo hasta el último aliento su fidelidad al Señor y a la Iglesia. Su muerte fue un testimonio elocuente de la fuerza del Espíritu Santo en aquellos que se confían plenamente a la voluntad de Dios.
El culto al mártir
La memoria del beato Ricardo de Santa Ana ha perdurado a través de los siglos como un faro de esperanza para todos aquellos que enfrentan dificultades por su fe. La Iglesia reconoció oficialmente su sacrificio y su virtud cuando el Papa Pío Noveno procedió a su beatificación en el año mil ochocientos sesenta y siete. Desde entonces, su figura es venerada especialmente por la Orden Franciscana y por las comunidades cristianas que honran a los mártires de Nagasaki.
La conmemoración de su fiesta se celebra cada diez de septiembre, coincidiendo con la fecha en la que completó su camino terrenal. Este día no solo sirve para recordar su vida, sino para renovar el compromiso con la fe que él defendió con su propia sangre. A través de los siglos, su ejemplo sigue inspirando a los creyentes a buscar la presencia de Dios en medio de la adversidad y a valorar la importancia de los sacramentos como fuente de gracia y fortaleza en la vida cotidiana de todo cristiano.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Riccardo di Santa Ana?
La sua ricorrenza si celebra il 10 settembre, giorno della sua morte avvenuta nel 1622.