22 de febrero
Beato Ricardo Henkes
Sacerdote palotino, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Infanzia e primi anni in Germania
Richard Henkes nacque a Ruppach, nei pressi di Limburgo in Germania, nel Land di Renania-Palatinato. Richard Henkes nacque il 26 maggio 1900. Era il nono di tredici figli. Quattro dei suoi fratelli morirono in tenera età. Cominciò prestissimo ad aiutare in casa e nel lavoro dei campi insieme ai fratelli. Suo padre Peter lavorava come scalpellino e si allontanava spesso da casa. L'educazione religiosa dei figli fu curata dalla madre Anna Katharina. La madre li aspergeva con l'acqua benedetta prima che andassero a dormire. Frequentò le scuole elementari nel suo paese per sette anni con ottimo profitto e voti alti. A Ruppach arrivavano spesso sacerdoti della Società dell'Apostolato Cattolico, chiamati Pallottini dal fondatore don Vincenzo Pallotti. Don Vincenzo Pallotti fu canonizzato nel 1963. Ascoltando i sacerdoti parlare delle missioni in Camerun, Richard si appassionó all'ideale missionario. Domandò di diventare un Pallottino e la sua richiesta fu accolta. I genitori s'impegnarono a pagare la retta in natura anziché in denaro.
Formazione nello studentato e il servizio militare
Nel 1912 Richard entrò nello studentato dei Pallottini a Schoenstatt-Vallendar. Nei primi tempi avvertì nostalgia di casa ma sentiva di dover perseverare. Era aiutato dall'appartenenza alla Congregazione Mariana, un gruppo di seminaristi con devozione alla Madonna. I suoi migliori amici nel gruppo erano Josef Engling, per il quale è in corso la causa di beatificazione, e Karl Kubisch. Karl Kubisch era nativo dell'Alta Slesia e Richard lo portava spesso a casa durante le vacanze estive. Nel 1918 prestò servizio militare a Griesheim e Darmstadt durante la prima guerra mondiale. Prima di partire, superò a Montabaur l'esame per diventare ufficiale. Alla fine del 1918 tornò a Vallendar per concludere il liceo. Nel 1919, dopo il diploma, si trasferì a Limburgo per il noviziato e gli studi filosofici e teologici. Visse un periodo di profonda crisi, avvertendo il peso dei propri limiti e la preoccupazione di non corrispondere agli ideali giovanili. Cercò di essere disponibile a mettere la propria vita nelle mani di Dio nonostante le fatiche. Nel 1921 emise la prima professione religiosa. Il 25 settembre 1924 emise la professione dei voti perpetui. Fu ordinato sacerdote il 6 giugno 1925 a Limburgo. Il giorno seguente celebrò la Prima Messa a Ruppach.
Insegnamento e la malattia
Nel 1926 divenne insegnante nello studentato di Schoenstatt-Vallendar. I suoi metodi non convenzionali infervoravano e incoraggiavano i giovani allievi. Meno di un anno dopo l'inizio dell'insegnamento, cominciò ad accusare segni di spossatezza. Fu ricoverato all'ospedale Maria Hilf di Ahrweiler. Non seguì le terapie prescritte e si affaticò ulteriormente. Gli fu diagnosticata una forma avanzata di tubercolosi polmonare. Fu inviato nella Foresta Nera per riprendersi e si sottopose alle prescrizioni mediche. Nelle sue lettere manifestava insofferenza per la permanenza in sanatorio. Il superiore provinciale aveva pensato di mandarlo in Sudafrica per un clima favorevole. Il medico curante gli vietò di partire, facendo cadere l'ipotesi del viaggio in Sudafrica. Nel 1928 poté tornare all'insegnamento. Dopo due anni a Schoenstatt, fu destinato a Katscher, in Alta Slesia. Continuò a insegnare e fu spesso chiamato per tenere ritiri e predicazioni in occasioni speciali.
L'opposizione al nazionalsocialismo
Il partito nazionalsocialista stava prendendo sempre più piede in Germania. La visione del nazionalsocialismo era in aperto contrasto con gli insegnamenti delle Chiese cristiane. Erano iniziate le soppressioni di disabili e le persecuzioni contro gli ebrei. Nelle omelie, don Richard iniziò a contestare apertamente il regime nazista presentando i valori cristiani. Nel santuario di Annaberg affermò decisamente che l'ideologia razzista era dannosa. Era consapevole della presenza di agenti della Gestapo tra i banchi che trascrivevano le sue omelie. Nel 1937 divenne insegnante nella cittadina di Frankenstein. Durante una predica a Frankenstein si accorse di un agente della Gestapo. Interruppe l'omelia, si accostò a un presente e disse di dare il testo dell'omelia a quel signore affinché non dovesse prendere più appunti. Era in perfetta consonanza con l'enciclica 'Mit brennender Sorge' proclamata da papa Pio XI il 14 marzo 1937. Il 21 marzo 1937 lesse pubblicamente l'enciclica dal pulpito per tre volte: due a Hindenburg e una a Ratibor. Il Pontefice aveva voluto che il testo fosse scritto direttamente in tedesco per facilitarne la diffusione e la lettura. Don Richard seguiva con attenzione gli appelli pubblici del vescovo di Berlino, monsignor Konrad von Preysing. Seguiva le omelie di monsignor Clemens August von Galen, vescovo di Münster. Monsignor Clemens August von Galen fu beatificato nel 2005. Monsignor Clemens August von Galen condannava l'uccisione dei disabili psichici e fisici. Ancora prima dell'enciclica Mit brennender Sorge, don Richard aveva tenuto un'omelia pesantemente critica nel suo paese natale di Ruppach. Il fatto dell'omelia a Ruppach fu riferito alla Gestapo. Don Richard ricevette solo un avvertimento a non predicare più in quel tono dopo l'omelia di Ruppach. Nel 1937 don Richard fu citato in tribunale per oltraggio ad Adolf Hitler, capo del governo tedesco e dittatore. La citazione in tribunale avvenne a seguito di un'omelia nella cittadina di Katscher. Don Richard rischiò di essere condannato da un tribunale speciale. L'annessione dell'Austria al Reich tedesco e la conseguente amnistia generale fecero annullare la sentenza del tribunale speciale. Il superiore provinciale tolse a don Richard l'incarico d'insegnante nella scuola di Frankenstein per non mettere in pericolo gli studenti. Don Richard continuava a far parte della comunità pallottina di Frankenstein. La permanenza nella comunità pallottina permise a don Richard di essere più libero di visitare altre parrocchie e località in Slesia per continuare la sua opera.
Ministero a Strandorf e l'arresto
Nel 1941 don Richard avrebbe dovuto prestare servizio militare. Don Richard fu esentato dal servizio militare perché nominato parroco a Strandorf, nel territorio dell'odierna Repubblica Ceca. Il ministero di don Richard a Strandorf fu improntato a far superare le differenze tra gli abitanti tedeschi e i cecoslovacchi. Don Richard svolgeva attività ordinarie come la visita alle famiglie e l'amministrazione dei Sacramenti. Si prendeva cura dei chierichetti, delle donne costrette a emigrare e delle famiglie che avevano avuto caduti in guerra. Continuava a predicare nel territorio della Slesia. Nonostante gli avvertimenti di amici e confratelli, non pose alcuna cautela nelle sue omelie. Nell'aprile 1943 definì omicidio la deportazione dei malati della clinica neurologica di Branitz. I nazisti decisero di sospendere le operazioni di deportazione finché non avrebbero tolto di mezzo quel sacerdote. L'8 aprile 1943 don Richard fu arrestato dalla Gestapo di Ratibor con l'accusa di abuso del pulpito. Fu incarcerato a Ratibor. Scrisse in segreto una lettera a una collaboratrice della parrocchia di Strandorf mentre era in isolamento. Nella lettera dal carcere affermava di essere mentalmente e fisicamente sano nonostante l'isolamento. Poteva ricevere la Santissima Comunione due volte a settimana. Inizialmente pregò per la propria libertà, poi lottò con se stesso accettando anche un eventuale campo di concentramento con un Deo gratias. Considerava l'arresto il momento di mettere in pratica ciò che aveva predicato agli altri nei ritiri. Non aveva paura del futuro ritenendosi protetto dal Signore. Riteneva che i sacerdoti nel tempo presente dovessero seguire il Salvatore nel Getsemani e forse sul Golgota. Il 1° luglio 1943 scrisse un'altra missiva a sua madre. Paragonò la sua precedente attività sacerdotale al Rosario Gaudioso. Invitava la madre a pregare il Rosario Doloroso davanti al crocifisso pensando che lui compiva quel cammino insieme al Redentore. Lasciava al buon Dio la decisione se vivere il Rosario Glorioso in terra o in cielo. Ringraziava la madre per il suo amore e assicurava ricordo nella preghiera.
La deportazione nel campo di Dachau
Don Richard era in viaggio verso il campo di concentramento di Dachau. Arrivò a Dachau il 10 luglio 1943. Fu registrato nel campo di Dachau con il numero 49642. A Dachau erano stati raggruppati a partire dal 1941 tutti i sacerdoti europei arrestati dalla Gestapo e provenienti dagli altri campi. I sacerdoti a Dachau erano destinati alle baracche numero 26, 28 e 30. Fu obbligato ai lavori forzati come gli altri detenuti. Inizialmente lavorò nella piantagione delle SS a Dachau. Successivamente lavorò nell'ufficio postale del campo. Lavorò al comando disinfezione. Dalla seconda metà del 1944 lavorò come custode della mensa all'ingresso nel blocco 17. I parrocchiani di Strandorf, probabilmente coordinati dalla domestica Paula Miketta, poterono mandargli pacchi di viveri per qualche tempo. Don Richard condivideva i pacchi di viveri ricevuti. Nel campo di Dachau erano prigionieri altri sacerdoti e un seminarista che vivevano la spiritualità del Movimento di Schoenstatt. Il Movimento di Schoenstatt era stato fondato da don Josef Kentenich. Don Josef Kentenich era stato il padre spirituale di don Richard allo studentato. È in corso la causa di beatificazione di don Josef Kentenich. Don Alois Andritzki è stato beatificato il 13 giugno 2001. Don Gerhard Hirschfelder è stato beatificato il 19 settembre 2010. Il diacono Karl Leisner è stato beatificato il 23 giugno 1996. Karl Leisner fu ordinato sacerdote clandestinamente all'interno del campo. Don Richard conobbe un sacerdote cecoslovacco di nome Josef Beran. Josef Beran divenne successivamente arcivescovo di Praga e cardinale. La causa di beatificazione di Josef Beran è in corso. Don Richard riprese a studiare la lingua ceca con Josef Beran nella speranza di tornare in Slesia. Don Richard aveva già cominciato ad apprendere la lingua ceca in precedenza. I sacerdoti non dovevano esercitare il ministero apertamente nel campo. Don Richard e molti altri sacerdoti continuavano a portare i Sacramenti a chi ne avesse bisogno.
Il martirio della carità e la morte
Nel novembre 1944 don Richard si offrì volontario per andare alla baracca 17 per non lasciare sprovvisti di assistenza spirituale i prigionieri malati di tifo petecchiale. Alla baracca 17 erano rinchiusi alcuni cecoslovacchi. Don Richard si dedicò a curare i malati anche dal punto di vista infermieristico. Dopo circa dieci settimane, don Richard contrasse la malattia. Don Richard morì il 22 febbraio 1945. Il soggetto è morto a Dachau, in Germania, il 22 febbraio 1945. Uno dei sacerdoti prigionieri riuscì a ottenere che il corpo di don Richard venisse bruciato nel forno crematorio separatamente dagli altri cadaveri. Lo stesso sacerdote fece in modo che le ceneri di don Richard venissero conservate. Il 7 giugno 1945, a guerra finita, l'urna contenente le ceneri fu tumulata nel cimitero pallottino di Limburgo. Nel 1990 le ceneri sono state traslate in un'altra tomba nel medesimo cimitero.
Il cammino verso la beatificazione
Due anni dopo la morte di don Richard, il Capitolo Generale dei Pallottini decise di appoggiare l'avvio delle cause di beatificazione dei confratelli polacchi e tedeschi morti sotto il nazismo, incluso don Richard. La beatificazione del fondatore avvenuta il 22 gennaio 1950 fece accantonare il progetto della causa di don Richard. La canonizzazione del fondatore avvenuta il 20 gennaio 1963 contribuì ad accantonare ulteriormente il progetto. Nel 1980 alcuni sacerdoti sopravvissuti al campo di Dachau incontrarono a Fulda il Papa san Giovanni Paolo II e gli parlarono di don Richard. Cinque anni dopo, lo stesso gruppo di sacerdoti avanzò una richiesta più formale al vescovo di Limburgo. Monsignor František Radkovský, vescovo di Plzen, diede il forte impulso per l'avvio della causa. Il 17 gennaio 2001 monsignor František Radkovský scrisse al superiore provinciale dei Pallottini di Limburgo a nome della Conferenza Episcopale Ceca. La lettera ribadiva quanto il vescovo aveva affermato nella commemorazione del cinquantesimo anniversario della morte di don Richard nel 1995. L'Assemblea della Provincia votò a favore dell'avvio della causa a larga maggioranza. La Santa Sede concesse il nulla osta il 4 settembre 2002. Il processo diocesano per l'accertamento del martirio in odio alla fede di don Richard si è svolto nella diocesi di Limburgo dal 22 maggio 2003 al 23 gennaio 2007. I lavori effettivi del Tribunale ecclesiastico sono cominciati il 25 maggio 2003. Gli atti dell'inchiesta diocesana sono stati convalidati il 13 marzo 2009. La "Positio super martyrio" fu presentata nel 2013. Il 3 dicembre 2013 i Consultori storici della Congregazione delle Cause dei Santi hanno esaminato la Positio ed espresso parere favorevole al riconoscimento del martirio. Nonostante fosse morto di malattia, il Servo di Dio si trovava prigioniero per amore verso il prossimo e per la verità, per aver annunciato la fede cristiana in contrapposizione al neopaganesimo nazista e per aver vissuto il sacerdozio pienamente. Il 18 maggio 2017 i Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi hanno emesso parere positivo. L'11 dicembre 2018 i cardinali e i vescovi della Congregazione si sono pronunciati a favore della dichiarazione di martirio. Il 22 dicembre 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosceva l'uccisione di don Richard Henkes come martirio in odio alla fede, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu. La beatificazione di don Richard si è svolta il 15 settembre 2019 nella cattedrale di San Giorgio a Limburgo. Il cardinal Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha presieduto il rito come inviato del Santo Padre. La memoria liturgica nel calendario liturgico proprio della Società dell'Apostolato Cattolico è stata fissata al 21 febbraio. Il 30 aprile 2019 ha avuto luogo la ricognizione canonica delle reliquie. Le reliquie sono passate alla custodia del vescovo di Limburgo, monsignor Georg Bätzing. Il soggetto è nato a Ruppach, in Germania, il 26 maggio 1900.
Una vida de fidelidad
La vocación de Ricardo Henkes se manifestó en un camino de servicio constante dentro de la Sociedad del Apostolado Católico. Tras recibir la ordenación sacerdotal en la ciudad de Limburgo en mil novecientos veinticinco, el padre Henkes desempeñó su labor pastoral con un celo que buscaba siempre la verdad y la justicia. Su ministerio se desarrolló en comunidades como Schoenstatt, Vallendar, Katscher, Frankenstein y Strandorf, donde su palabra y su ejemplo fueron luz para los fieles.
Al llegar los tiempos oscuros del régimen nazista, el sacerdote no permaneció indiferente ante la injusticia. Con una claridad meridiana, utilizó sus homilías para denunciar los errores ideológicos y el racismo que amenazaban la dignidad humana. Esta firmeza, entendida por el poder político como un abuso del púlpito, provocó su detención por parte de la Gestapo en mil novecientos cuarenta y tres. Tras su arresto, fue trasladado al campo de concentración de Dachau, donde su fe fue sometida a la prueba definitiva. En medio del horror y la deshumanización, el padre Henkes mantuvo su identidad sacerdotal, culminando su camino con un acto de caridad suprema al cuidar de quienes padecían tifus, contagiándose él mismo y falleciendo en aquel lugar en mil novecientos cuarenta y cinco.
Su memoria en la Iglesia
La Iglesia reconoce en el beato Ricardo Henkes a un mártir de la caridad y un testigo valiente de la verdad. Su proceso de beatificación, concluido el quince de septiembre de dos mil diecinueve bajo el pontificado del Papa Francisco, ha elevado su figura a los altares como modelo de entrega total. Su ejemplo nos invita a recordar que el compromiso con el Evangelio exige a menudo una valentía que trasciende la propia seguridad personal.
La memoria litúrgica del beato Ricardo Henkes se celebra con devoción, especialmente dentro de la familia palotina. Su vida, que comenzó en la pequeña localidad de Ruppach y terminó en el sufrimiento de Dachau, es hoy un faro que ilumina la importancia de la coherencia cristiana en tiempos de prueba. Al venerar su memoria, los fieles encuentran en él un intercesor que comprendió, hasta el último aliento, que no hay amor más grande que dar la vida por los amigos.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Ricardo Henkes?
La memoria liturgica nel calendario proprio della Società dell'Apostolato Cattolico si celebra il 21 febbraio, mentre la ricorrenza generale è il 22 febbraio.