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2 de febrero

Beato Simone Fidati de Cascia

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la formazione spirituale

Nato a Cascia, in provincia di Perugia, tra il 1280 e il 1290, apparteneva alla famiglia Fidati. Inizialmente mostrò un breve interesse per la letteratura profana, ma in seguito la sua attenzione fu attratta in modo decisivo dalla figura e dalla dottrina del francescano spirituale frate Angelo Clareno. Accolse la vocazione religiosa vestendo l'abito agostiniano. Il suo pensiero subì l'influenza di Angelo Clareno, ma seppe sempre evitare gli estremismi che caratterizzavano quest'ultimo, mantenendo un equilibrio rigoroso ma fedele alla Chiesa. Visse in modo molto schivo, preferendo una vita di solitudine, di preghiera e di studio, e rifiutò nettamente qualsiasi incarico di comando sia all'interno sia all'esterno dell'Ordine agostiniano.

La predicazione e il rigore pastorale

Si dedicò alla predicazione per tutta la vita, specialmente in Toscana, servendosi di parole e di scritti per condurre molti a una migliore vita cristiana. Il suo dire, sempre pieno di ardore e di passione, affascinava immancabilmente l'uditorio. Biasimava senza paura i peccatori e la sua severità si estendeva persino a coloro che cercavano la sua amicizia, arrivando a trattare a volte con autentica ruvidezza le persone che si accostavano a lui in cerca di confidenza. La sua attività di guida spirituale fu vicina a persone di ogni tipo e ceto sociale, come documenta il suo prezioso Epistolario. Influenzò fortemente la vita pubblica del suo tempo sia come predicatore popolare sia come scrittore.

Le opere letterarie e la visione mistica

Fu molto apprezzato come scrittore e dedicava all'attività di scrittura gran parte della notte. Le informazioni dettagliate sulle sue abitudini notturne di scrittura provengono direttamente da frate Giovanni da Salerno, il quale visse con lui per circa diciassette anni. È l'autore dell'opera più popolare intitolata L'Ordine della vita cristiana, un testo che si colloca alle origini del volgare italiano e nel quale si richiama con forza la sequela e l'imitazione di Cristo. Questo ideale spirituale fu ulteriormente sviluppato nel suo capolavoro intitolato De gestis Domini Salvatoris. Si racconta che una volta gli sarebbe apparso il Signore sotto le sembianze di un fanciullo, il quale lo invitava a bere dal calice che gli porgeva. Simone bevve dal calice offertogli dalla visione e la dolcezza di quella bevanda gli rimase impressa per tutto il tempo in cui sopravvisse, facendogli parere insipido ogni altro cibo. Fu proprio dopo questo straordinario episodio della visione che egli cominciò a scrivere la vita del Salvatore. Riguardo ai suoi scritti, è possibile che Lutero conoscesse l'opera del Fidati, ma riflessioni o brani staccati dal contesto non autorizzano in alcun modo a ritenere Simone un precursore del Riformatore.

Il transito e il culto

La sua esistenza terrena si concluse il 2 febbraio 1348 a Firenze, dove morì vittima della grande peste. I suoi resti mortali riposano attualmente nel Santuario di Santa Rita a Cascia. Il culto a lui tributato ottenne l'approvazione formale da parte di Papa Gregorio XVI nell'anno 1833. Il Martirologio Romano lo definisce beato Simone Fidati da Cascia, sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Simone Fidati de Cascia?

La sua memoria liturgica ricorre il 16 febbraio nel calendario agostiniano, mentre il Martyrologium Romanum colloca la data di culto al 2 febbraio.

Di cosa è patrono il Beato Simone Fidati de Cascia?

Le fonti storiche e biografiche non menzionano alcun patronato specifico per il Beato Simone Fidati.

En Florencia, beato Simone Fidati de Cascia, sacerdote de la Orden de los Ermitaños de San Agustín, que con las palabras y con los escritos condujo a muchos a una mejor vida cristiana. — Martirologio Romano