Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

25 de febrero

San Callisto Caravario

Sacerdote salesiano, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le radici e la chiamata

Nel corso del ventesimo secolo la storia della Chiesa si è arricchita della testimonianza di figure luminose nate nel contesto della spiritualità salesiana. Nel 1873 nacque colui che sarebbe diventato il pastore di una terra lontana e difficile. Tra i sostenitori dell'impresa missionaria in Cina vi era il giovane don Callisto Caravario, nato a Cuorgnè, in provincia di Torino, l'8 giugno 1903. La famiglia di Callisto Caravario si trasferì a Torino, permettendogli di frequentare l'oratorio e la scuola dei Salesiani fino al liceo classico. Nel 1885 san Giovanni Bosco rivelò ai Salesiani a San Benigno Canavese di aver sognato una turba di ragazzi che gli dicevano di averlo aspettato tanto. In un altro sogno san Giovanni Bosco vide alzarsi verso il cielo due grandi calici pieni rispettivamente di sudore e di sangue. Nel 1918 un gruppo di missionari salesiani partì da Valdocco, a Torino, diretto a Schiu-Chow nel Kwang-tung, in Cina. Il Rettor Maggiore dell'ordine, don Paolo Albera, donò ai missionari in partenza il calice usato per celebrare le sue nozze d'oro di consacrazione e il cinquantenario del Santuario di Maria Ausiliatrice. Il calice fu consegnato da don Sante Garelli a monsignor Versiglia. Monsignor Versiglia dichiarò che don Bosco aveva previsto che la diffusione dell'Opera Salesiana in Cina sarebbe avvenuta quando un calice si sarebbe riempito di sangue, e affermò la sua intenzione di riempire quel calice di sangue per compiere la visione. Nei dodici anni di missione trascorsi dal 1918 al 1930, il Vescovo Versiglia operò in una terra ostile ai cattolici. Il Vescovo Versiglia aumentò le stazioni missionarie primarie e secondarie portandole a cinquantacinque rispetto alle diciotto trovate all'arrivo. Monsignor Versiglia ordinò ventuno sacerdoti, due religiosi laici, quindici suore locali e dieci straniere. Il Vescovo lasciò trentuno catechisti, di cui diciotto donne. Monsignor Versiglia lasciò trentanove insegnanti, di cui otto maestre, e venticinque seminaristi. Il Vescovo portò al battesimo tremila cristiani convertiti, rispetto ai millequattrocentosettantaquattro trovati al suo arrivo. Monsignor Versiglia eresse un orfanotrofio, una casa di formazione per catechiste e una scuola per catechisti sia maschi che femmine. Il Vescovo fondò l'istituto Don Bosco con scuole professionali, complementari e magistrali per ragazzi. Monsignor Versiglia fondò l'Istituto Maria Ausiliatrice per le ragazze. Il Vescovo istituì un ricovero per anziani, un brefotrofio, due dispensari per medicinali e la Casa del missionario, nome voluto per il proprio episcopio. Il Vescovo martire affrontò carestie, epidemie e difficoltà come apostasie, calunnie, abbandoni, incomprensioni e viltà. Tutte le difficoltà venivano superate da monsignor Versiglia e dai suoi collaboratori grazie a una preghiera intensa, costante e significante. Negli anni in Cina, monsignor Versiglia esortò costantemente i suoi sacerdoti al dialogo con il Signore e con la Vergine Maria. Monsignor Versiglia mantenne una corrispondenza con le monache Carmelitane di Firenze per chiedere sostegno spirituale. Poche settimane prima della morte, monsignor Versiglia inviò l'ultima lettera alla superiora delle Carmelitane. Nella lettera alle Carmelitane, il Vescovo esortava a sollevare i cuori, dimenticare se stessi, parlare di Dio, servirlo, consolarlo e guadagnargli anime. Nel 1919, all'età di sedici anni, Callisto conobbe monsignor Versiglia di passaggio a Torino e gli disse che lo avrebbe seguito in Cina. Callisto Caravario si imbarcò a Genova per l'Estremo Oriente all'età di ventuno anni. Callisto lavorò inizialmente nell'isola di Timor, poi a Shanghai e infine a Schiu Chow. A Schiu Chow, Callisto Caravario fu ordinato sacerdote da monsignor Versiglia nel 1929. Don Callisto lasciò lettere alla madre che testimoniano il suo amore per Dio e la disponibilità al sacrificio supremo della vita. Don Callisto Caravario morì da sacerdote dopo soli otto mesi dall'ordinazione.

Il viaggio e il martirio

Il Vescovo Luigi Versiglia e don Callisto Caravario partirono il 24 febbraio insieme a due allievi del Collegio Don Bosco, due sorelle di questi ultimi e una catechista insegnante. La situazione politico-sociale era turbolenta a causa di continue guerriglie nei territori del sud della Cina. Il Vescovo attendeva da tempo tempi migliori per la sua visita pastorale ai cristiani di Lin Chow. Alla fine del 1930 il Vescovo partì comunque per la visita pastorale. Il Vescovo motivò la partenza dicendo che se si fosse aspettato la sicurezza delle strade non si sarebbe più partiti e che non bisognava farsi prendere dalla paura. Il giorno 25 il gruppo proseguì il viaggio in barca sul fiume Pak-kong. Il gruppo fece una breve sosta a Ling Kong How. A mezzogiorno traghettarono nuovamente il fiume diretti a Li Thau Tzeui. Mentre recitavano l'Angelus, un urlo selvaggio esplose improvvisamente dalla riva. Una decina di uomini con i fucili puntati intimarono all'imbarcazione di approdare. Il barcaiolo fu costretto a ubbidire all'ordine. Gli aggressori chiesero sotto quale protezione viaggiassero. Il barcaiolo rispose che non vi era alcuna protezione e che nessuno l'aveva mai imposta ai missionari. Due uomini si avventarono sull'imbarcazione e scoprirono tre donne sotto il tettuccio di riparo. I criminali volevano portare via le tre donne. Monsignor Luigi e don Callisto difesero le donne facendo da barriera. I criminali urlarono e percossero con violenza i corpi dei religiosi con il calcio dei fucili. Monsignor Luigi e don Callisto caddero a terra. Il Vescovo esortò Maria Thong dicendole di aumentare la propria fede. Don Callisto mormorò le parole Gesù e Maria. I missionari furono legati e trascinati in un bosco. Un bandito affermò che bisogna distruggere la Chiesa Cattolica. Monsignor Luigi e don Callisto compresero che era giunto il momento di testimoniare con la vita la fede in Cristo. I missionari affrontarono la situazione con serenità. I missionari si misero a pregare ad alta voce, in ginocchio e guardando in alto. Cinque colpi di fucile interruppero la loro lode estatica. Due allievi e tre giovani donne udirono e videro tutto e avrebbero testimoniato gli eventi. Le donne piangenti dovettero seguire gli aggressori. I ragazzi furono costretti ad andarsene senza voltarsi indietro. Le spoglie dei martiri furono raccolte e sepolte a Schiu Chow. Le spoglie furono successivamente dissepolte e disperse. Papa Paolo VI dichiarò i religiosi martiri nel 1976. Papa Giovanni Paolo II li ha beatificati il 15 maggio 1983. Papa Giovanni Paolo II li ha proclamati santi il 1 ottobre 2000 insieme ad altri 118 martiri cattolici. Il martirologio colloca il fatto sulle rive del fiume Beijang vicino alla città di Shaoguan nella provincia del Guandong in Cina. I santi martiri sono Luigi Versiglia, vescovo, e Callisto Caravario, sacerdote della Società Salesiana. Subirono il martirio per aver dato assistenza cristiana alle anime loro affidate. Callisto Caravario è nato a Cuorgnè, Torino, il 18 giugno 1903. Callisto Caravario è morto sul fiume Beijang in Cina il 25 febbraio 1930.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Callisto Caravario?

La ricorrenza liturgica di San Callisto Caravario si celebra il 25 febbraio.

Chi erano i santi martiri Luigi Versiglia e Callisto Caravario?

Sono due religiosi della Società Salesiana che subirono il martirio sulle rive del fiume Beijang, in Cina, per aver dato assistenza cristiana alle anime loro affidate.

Sobre las orillas del río Beijang cerca de la ciudad de Shaoguan en la provincia del Guandong en China, santos mártires Luigi Versiglia, obispo, y Callisto Caravario, sacerdote de la Sociedad Salesiana, que sufrieron el martirio por haber dado asistencia cristiana a las almas a ellos confiadas. — Martirologio Romano