12 de febrero
San Goslino (Gozzelino)
Abad de S. Solutor
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto storico e la fondazione monastica
Nel Medioevo le guerre continue mettevano a dura prova intere popolazioni. Le popolazioni erano spesso già provate dalla fame e dalle epidemie. Nelle città la massima autorità era il più delle volte il vescovo. Torino faceva parte con Susa di un Marchesato. Torino subiva le scorribande degli Ungari e dei Saraceni. Torino aveva come particolari nemici i Borgognoni. L'instabilità politica causava il malcostume del popolo e del clero. Intorno all'anno Mille il Vescovo Gezone amava l'ideale monastico. Il Vescovo Gezone vide nella fondazione di nuovi monasteri un modo per contrastare la decadenza morale. San Guglielmo Abate fondava la celebre Abbazia di Fruttuaria. San Giovanni Vincenzo illuminava con la sua santità la Sacra di San Michele della Chiusa. A Torino nasceva un monastero benedettino presso la cappella dei Santi Protomartiri Solutore, Avventore e Ottavio. La cappella dei protomartiri era voluta dalla Beata Giuliana d'Ivrea per dare loro degna sepoltura. Il monastero di San Solutore fu fondato nell'anno 1006. I monaci erano lontani dagli affetti terreni e dediti alla preghiera e allo studio della Sacra Scrittura. I monaci rispettavano umilmente i voti di povertà, castità e obbedienza. Per i monaci amare il Signore voleva dire amare il prossimo. L'esempio dei monaci era di edificazione a tutti. Giorno e notte le orazioni incessanti accompagnavano le diverse occupazioni dei monaci. Compito dei monaci era anche contrastare la diffusione delle eresie. La più pericolosa eresia era quella dei Simoniaci.
La vocazione e la vita monastica di Goslino
Goslino, noto anche come Gozzelino, fu tra i primi giovani a offrire la propria vita a Dio nel monastero. Goslino apparteneva alla nobile famiglia torinese degli Avari. Goslino fu educato e istruito nelle lettere e nelle scienze umane. La vocazione religiosa di Goslino arrivò presto. Goslino rinunciò al mondo per abbracciare la Regola di San Benedetto. Il maestro di Goslino fu Romano, primo abate del Cenobio. Il compagno privilegiato di Goslino fu Atanasio. Il rispetto di Goslino per la Regola fu ineccepibile senza sconti neppure in caso di malattia. Goslino fu umilissimo e non prevalse mai sui compagni pur essendo superiore per istruzione e dottrina. Digiuni e penitenze erano l'arma di Goslino per combattere le passioni. Il cibo per l'anima di Goslino era la lettura di libri spirituali. Goslino fu modello di perfezione per i compagni e i frequentatori del monastero. La santità di Goslino era conosciuta da tutti.
L'abaziato e la cura dei poveri
Nel 1031 Goslino venne eletto abate, nonostante avesse sempre declinato ogni onore. Tutti erano d'accordo sulla nomina di Goslino ad abate ed egli accettò per adempiere alla volontà di Dio. Goslino affidò la cura delle cose materiali a collaboratori fidati. Goslino volle occuparsi solo delle cose spirituali. L'osservanza della Regola da parte di tutti garantiva il cammino della comunità verso la perfezione evangelica. Goslino era per primo il modello dell'osservanza della Regola. Goslino fu molto attento ai poveri dei dintorni e ai pellegrini. La cura dei poveri avveniva anche a costo di impoverire notevolmente le derrate del monastero. Soccorrere il prossimo nelle necessità materiali permetteva di occuparsi di quelle dello Spirito. Il Signore vigilava e non mancò mai il necessario al monastero. Il vescovo Cuniberto fece nuove donazioni nel 1048. Goslino morì il tredici dicembre 1051 o dodici febbraio 1053 secondo la datazione finale carico di fatiche e meriti. Goslino morì tra la stima e la venerazione del popolo e del clero. Goslino fu considerato un santo e la sua memoria fu tramandata dagli scrittori antichi dell'Ordine. I manoscritti dei contemporanei che conobbero Goslino non sono giunti fino a noi. Goslino fu sepolto umilmente come era vissuto.
Il ritrovamento delle reliquie e la traslazione
Nel corso dei secoli si perse traccia del sepolcro di Goslino. Nel 1472 fu ritrovato il sacro corpo di Goslino vestito con mitra e pastorale. Un epitaffio indicava chiaramente il corpo di Goslino. Il candore delle ossa di Goslino suscitò grande stupore come testimonianza della sua santa condotta. Il ritrovamento ebbe vasta eco. Il popolo ottenne numerose grazie per intercessione di Goslino. Il medico di corte Michele Brutis fu il primo ad essere miracolato. Il monastero fu distrutto dai francesi nel 1536. Le reliquie di Goslino, dei Protomartiri e della beata Giuliana erano state messe al sicuro nel monastero della Consolata. Il monastero della Consolata era retto dai Benedettini. L'ultimo abate di San Solutore, Vincenzo Parpaglia, si preoccupò di dare una degna collocazione alle reliquie. Vincenzo Parpaglia incontrò a Roma San Francesco Borgia, terzo Generale della Compagnia di Gesù, e Papa San Pio V durante un'ambasceria. Fu stabilito che i Gesuiti avrebbero costruito una chiesa dedicata ai tre martiri torinesi per accogliere le spoglie. I Gesuiti erano da poco arrivati a Torino. La traslazione dei cinque santi avvenne solennemente il diciannove gennaio 1575. Alla traslazione era presente il Duca Emanuele Filiberto di Savoia. Le reliquie di San Goslino furono sigillate in una cassetta e custodite con le altre nell'oratorio e poi nella cappella di San Paolo della chiesa in costruzione nel 1584. Le reliquie di San Goslino sono conservate oggi sotto la statua del presbiterio che lo raffigura.
Il cammino monastico
La storia di San Goslino trova le sue radici nella città di Torino, dove egli scelse di consacrare la propria vita al Signore entrando nel monastero benedettino di San Solutore nell'anno mille e sei. In questo luogo sacro, immerso nella preghiera e nel lavoro, Goslino ha vissuto con rigore e spirito di servizio, crescendo nella maturità spirituale necessaria per guidare i confratelli. La sua dedizione fu tale che, nel mille e trentuno, la comunità lo scelse come proprio abate, affidandogli la guida spirituale e materiale del monastero. Durante il suo mandato, egli ha incarnato i valori dell'ordine benedettino, cercando di mantenere viva la fiamma della fede in un periodo storico complesso. Il suo ministero si concluse il tredici dicembre dell'anno mille e cinquantuno, data in cui compì il suo ultimo atto di affidamento a Dio, lasciando nel monastero un esempio luminoso di rettitudine e di carità fraterna. La sua memoria, sebbene distante nel tempo, continua a interpellare il cuore dei fedeli, ricordandoci che la vera grandezza risiede nella fedeltà quotidiana alla propria vocazione.
Memoria e culto
Il ricordo di San Goslino ha attraversato i secoli, trovando rinnovata attenzione nella devozione popolare e liturgica. Un momento significativo del suo culto si verificò nell'anno millequattrocentosettantadue, quando vennero ritrovate le sue spoglie mortali, evento che riaccese il desiderio della comunità di onorare la sua figura. Successivamente, nel millecinquecentosettantacinque, ebbe luogo una solenne traslazione delle reliquie, atto che confermò il legame profondo tra la città di Torino e il suo antico abate. Oggi, la Chiesa ricorda San Goslino ogni dodici febbraio, fissando la memoria liturgica locale in comunione con santa Giuliana. Questa data rappresenta un'occasione preziosa per la comunità cristiana per soffermarsi sull'eredità spirituale lasciata dal santo, invitando i fedeli a pregare e a meditare sulla continuità della fede che, attraverso la testimonianza dei santi, giunge fino ai nostri giorni.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Goslino?
La memoria liturgica di San Goslino è fissata localmente al dodici febbraio insieme a quella di santa Giuliana.