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25 de febrero

San Luis Versiglia

Obispo salesiano, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la formazione salesiana

Luigi Versiglia nacque a Oliva Gessi in provincia di Pavia il 5 giugno 1873. A dodici anni fu mandato a Torino a studiare da don Bosco. Nel 1887 ebbe un fugace incontro con don Bosco, il quale gli disse di andare a trovarli perché aveva qualcosa da dirgli. La successiva malattia e morte di don Bosco impedì il colloquio promesso, ma l'adolescente Luigi ne rimase conquistato. A sedici anni emise i voti religiosi diventando un Salesiano. Dopo aver completato gli studi superiori, frequentò la Facoltà di Filosofia all'Università Gregoriana di Roma. A Roma trascorse le ore libere tra i giovani. Fu ordinato sacerdote nel 1895 ad appena ventidue anni. Nel 1896 fu nominato direttore e maestro dei novizi nella Casa di Genzano di Roma. Mantenne la carica di direttore e maestro dei novizi per dieci anni, dimostrandosi un accorto e adeguato formatore di futuri sacerdoti. La sua aspirazione fin dalla giovinezza erano le Missioni.

L'apostolato e l'episcopato in Cina

A trentatré anni divenne il capogruppo dei primi salesiani partiti per la Cina nel 1906. Esplicò il suo apostolato a Macao stabilendo la Casa madre dei salesiani. Fece diventare la Casa madre di Macao un centro di fede per tutti i cattolici della città. A Macao fu chiamato padre degli orfani. Aprì la missione di Shiu Chow nella regione del Kwangtung nel sud della Cina. Nel 1920 fu nominato e consacrato primo vescovo e Vicario Apostolico di Shiu Chow. Fu un pastore dedito al suo gregge nonostante le difficoltà e le gravi tensioni sociali e politiche. Diede al Vicariato una solida struttura con un seminario, case di formazione, residenze, orfanotrofio, scuole e ricoveri per anziani. Moltiplicò le opere catechistiche nel Vicariato. Si dimostrò più un padre che un uomo di autorità, dando l'esempio del lavoro e della carità.

Il contesto storico e la situazione della missione

La situazione politica in Cina non era tranquilla. La nuova Repubblica Cinese nacque il 10 ottobre 1911 con il generale Chang Kai-shek. Chang Kai-shek riportò all'unità la Cina sconfiggendo nel 1927 i signori della guerra. La pesante infiltrazione comunista nella nazione e nell'esercito fu sostenuta da Stalin. Il generale Chang Kai-shek si appoggiò alla destra e dichiarò fuori legge i comunisti nell'aprile 1927, riavviando la guerra civile. La provincia di Shiu-Chow, posta tra il Nord e il Sud, era luogo di passaggio o di sosta di gruppi combattenti. Nella provincia di Shiu-Chow erano usuali furti, incendi, violenze, delitti e sequestri. Era difficile distinguere tra soldati sbandati, mercenari, killer prezzolati e pirati che approfittavano del caos. Gli stranieri rischiavano la vita e venivano classificati con disprezzo come diavoli bianchi. I missionari erano generalmente amati dalla gente più povera. Le Missioni diventavano rifugio nei momenti di saccheggio. I pirati non avevano riguardo per nessuno e i soldati comunisti avevano come programma la distruzione del Cristianesimo. Nei villaggi sparsi, catechisti, catechiste, maestre e ragazze viaggiavano solo se accompagnati dai missionari a causa del pericolo sulle vie di terra e sui fiumi.

Il viaggio verso la missione di Lin-Chow

Il vescovo Luigi Versiglia non aveva potuto fino ad allora visitare i cristiani della piccola missione di Lin-Chow. La missione di Lin-Chow era composta da due scuolette e duecento fedeli in una città di quarantamila abitanti turbata dalla guerra civile. Verso la fine di gennaio 1930 Versiglia decise di partire senza aspettare la sicurezza delle strade, affidandosi alla volontà di Dio. Ai primi di febbraio 1930 il giovane missionario don Callisto Caravario, ventiseienne e responsabile della missione di Lin-Chow, giunse al centro salesiano di Shiu-Chow per accompagnare il Vicario Versiglia nel viaggio. Furono fatti i rifornimenti per il viaggio previsto di otto giorni e per i bisogni della piccola missione. All'alba del 24 febbraio il gruppo partì in treno. Il gruppo in viaggio comprendeva monsignor Versiglia, padre Caravario e due giovani maestri diplomati all'Istituto Don Bosco, uno cristiano e l'altro pagano. Facevano parte del gruppo anche le due sorelle Maria, di ventuno anni e maestra, e Paola, di sedici anni, che aveva lasciato gli studi per tornare in famiglia. Del gruppo faceva parte anche la catechista Clara, di ventidue anni. Il gruppo effettuò una sosta notturna alla Casa Salesiana di Lin-kong-how. Il 25 febbraio il gruppo s'imbarcò su una barca per risalire il fiume Pak-kong fino a Lin-Chow, proveniente dalla piccola comunità di don Caravario. Al gruppo si aggiunsero un'anziana catechista per affiancare Clara e un ragazzo di dieci anni diretto alla scuola di don Caravario. La grossa barca era condotta da quattro barcaioli.

L'aggressione dei pirati e la difesa delle ragazze

Risalendo il fiume verso mezzogiorno, i viaggiatori avvistarono sulla riva dei fuochi ravvicinati da una decina di uomini. Gli uomini sulla riva intimarono alla barca di accostare e fermarsi puntando fucili e pistole. I banditi chiesero ai barcaioli chi trasportassero e, saputo che si trattava del vescovo e di un missionario, pretesero cinquecento dollari di protezione minacciando la fucilazione. Pagare un pedaggio lungo i fiumi era una triste abitudine, ma cinquecento dollari era una cifra che nessuno portava in viaggio. I missionari spiegarono di non possedere tale somma, ma i pirati salirono sulla barca per esplorarla. Vedendo le ragazze rifugiate nella baracca a poppa, i pirati esclamarono di voler portare via le loro mogli. I missionari ribatterono che non erano mogli ma alunne accompagnate a casa, bloccando l'entrata della baracca con i loro corpi. I pirati minacciarono di dare fuoco alla barca prendendo fascine di legna fresca da un'altra imbarcazione. La legna fresca non si accendeva subito e i missionari riuscirono a soffocare le prime fiamme. Infuriati, i pirati presero rami più grossi dalle fascine e bastonarono i due missionari. Dopo molti minuti il vescovo cinquantasettenne cadde a terra, seguito dopo qualche minuto da don Caravario. I malviventi si avventarono sulle donne trascinandole sulla riva tra i loro pianti disperati. Anche i due missionari furono portati a terra. I barcaioli, l'anziana catechista, il ragazzo e i due fratelli delle donne furono lasciati liberi di proseguire. Giunti alla tappa precedente, furono avvisati i missionari del luogo e le autorità, che inviarono drappelli di soldati.

Il martirio lungo le rive del fiume

Sulla riva del fiume i due salesiani legati si confessarono a vicenda e sollecitarono le tre ragazze a essere forti nella fede. I pirati fecero incamminare i due missionari per una stradetta lungo il corso del Shiu-pin, affluente del Pak-kong, nella zona di Li Thau Tseui. Il vescovo Versiglia implorò i carnefici di risparmiare don Caravario in quanto giovane, offrendosi al suo posto in quanto vecchio. Mentre venivano spinte verso una pagoda, le donne udirono cinque colpi di fucile. Dieci minuti dopo gli esecutori tornarono dicendo che tutti temono la morte mentre questi due sono morti contenti e le ragazze desiderano solo morire. Il fatto avvenne il 25 febbraio 1930. Le ragazze furono trascinate sulla montagna e rimasero in balia dei banditi per cinque giorni. Il 2 marzo i soldati raggiunsero il covo dei banditi che, dopo un breve scontro a fuoco, fuggirono lasciando libere le ragazze. Le ragazze divennero preziose e veritiere testimoni del martirio dei missionari salesiani morti per difenderle. Il martirologio colloca il fatto sulle rive del fiume Beijang, vicino alla città di Shaoguan nella provincia del Guandong in Cina. I santi martiri sono Luigi Versiglia, vescovo, e Callisto Caravario, sacerdote della Società Salesiana. Luigi Versiglia era nato a Oliva Gessi, Pavia, il 5 giugno 1873.

La glorificazione e il culto dei martiri

Papa Paolo VI dichiarò i due missionari martiri nel 1976. Papa Giovanni Paolo II li beatificò il 15 maggio 1983. Papa Giovanni Paolo II ha solennemente canonizzato centoventi martiri in Cina il 1 ottobre 2000. Tra i centoventi martiri canonizzati vi sono sei vescovi, sacerdoti missionari di vari Ordini religiosi, suore e fedeli cinesi. I martiri hanno testimoniato la fedeltà a Cristo e alla sua religione in varie epoche e luoghi dell'Impero asiatico a partire dal 1648 fino al ventesimo secolo. La loro straordinaria testimonianza rimane un faro di luce per la Chiesa universale e per tutti i credenti chiamati a vivere la fede con coerenza e coraggio.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Luis Versiglia?

La sua memoria liturgica si celebra il 25 febbraio, giorno del suo martirio.

Chi erano i compagni di martirio di San Luis Versiglia?

San Luis Versiglia subì il martirio insieme a padre Callisto Caravario, difendendo le giovani catechiste lungo le rive del fiume Pak-kong in Cina.

En las orillas del río Beijang cerca de la ciudad de Shaoguan en la provincia de Guandong en China, santos mártires Luigi Versiglia, obispo, y Callisto Caravario, sacerdote de la Sociedad Salesiana, que sufrieron el martirio por haber dado asistencia cristiana a las almas a ellos confiadas. — Martirologio Romano