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2 de junio

San Niceforo

Patriarca de Constantinopla

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione nel nono secolo

San Niceforo nacque a Costantinopoli intorno al setticentocinquantotto da una famiglia agiata. Visse nell'epoca del rigurgito di iconoclastia del nono secolo, un periodo particolarmente difficile per la cristianità orientale. La questione della liceità delle immagini era già stata affrontata e dogmaticamente risolta nel secondo Concilio Ecumenico di Nicea del settecentottantasette. A quell'importante assise ecclesiale il futuro patriarca prese parte attiva partecipando come segretario, maturando così una profonda consapevolezza teologica e un forte legame con la tradizione dei padri.

Il ministero patriarcale e la capitale

Dopo la caduta dell'imperatrice Irene avvenuta nell'ottocentoque, Niceforo ritornò nella capitale imperiale. Nella città di Costantinopoli egli profuse il proprio impegno gestendo con dedizione una casa per i poveri, testimoniando la carità cristiana verso i più bisognosi. Alla morte del patriarca Tarasio nell'ottocentosei, l'imperatore Niceforo I decise di nominarlo patriarca della città. Al momento della nomina patriarcale, Niceforo era un semplice laico, ma la sua saggezza e la sua dirittura morale convinsero le autorità aelevarlo a questa altissima responsabilità ecclesiale. Le notizie sui primi anni del suo ministero episcopale sono scarse e aumentano progressivamente con il sorgere dei problemi dottrinali.

Il conflitto con l'impero e l'esilio

Il patriarca si oppose apertamente alla politica religiosa imperiale che cercava di imporre nuove direttive alla Chiesa. Sotto l'impero di Leone V l'Armeno, regnante dall'ottocentotredici all'ottocentoventi, e precisamente nel dicembre dell'ottocentoquattordici, ci fu uno scontro diretto tra l'imperatore e il patriarca. Lo scontro fu dovuto alla ripresa della tendenza iconoclasta da parte dell'imperatore Leone. San Niceforo era sostenuto da un'ampia schiera di vescovi e teologi iconòduli, tra cui san Teodoro Studita, e si poneva fermamente sulla linea della tradizione che promuoveva la venerazione delle immagini sacre. Per il suo coraggio nel non sottomettersi ai compromessi imperiali, san Niceforo fu deposto dalla sua carica e costretto all'esilio. Fu così relegato per lungo tempo nel monastero di San Teodoro, situato a nord di Crisopoli, località poi distrutta e corrispondente all'attuale quartiere Üsküdar di Istanbul. Il martirologio colloca il suo transito presso il Bosforo nella Propontide, oggi in territorio turco.

Opere e il rifiuto dei compromessi

Durante il periodo trascorso nel monastero, precisamente tra l'ottocentoquattordici e l'ottocentoventi, il santo compose importanti opere religiose e storiche riguardanti proprio la controversia iconoclastica, difendendo con la scrittura la fede cattolica. In seguito, sotto il regno di Michele II, ricevette la proposta di ritornare alla sede patriarcale di Costantinopoli, ma a una condizione ben precisa: non immischiarsi nella controversia iconoclastica. Il santo vescovo rifiutò con decisione la proposta di ritorno, preferendo la fedeltà alla verità evangelica rispetto agli onori terreni, e rimase nel monastero fino alla sua morte, avvenuta nell'ottocentoventotto in esilio.

Il ritorno delle spoglie a Costantinopoli

Dopo la sua pia dipartita, il corpo di Niceforo fu solennemente riportato a Costantinopoli dall'imperatrice Teodora il tredici marzo dell'ottocentoquarantasei, ricevendo la venerazione che meritava da parte del clero e dei fedeli. Questo evento segnò il trionfo definitivo della memoria del santo pastore nella capitale imperiale, coronando il suo lungo cammino di testimonianza cristiana.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Niceforo?

San Niceforo si festeggia il due giugno per la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse. Gli ortodossi celebrano inoltre il tredici marzo la memoria della traslazione del suo corpo.

Junto al Bósforo en la Propóntide, hoy en Turquía, tránsito de san Nicéforo, obispo de Constantinopla, que, tenaz defensor de las tradiciones ancestrales, se opuso con firmeza al emperador iconoclasta León el Armenio sosteniendo el culto de las sagradas imágenes; expulsado de su sede, fue relegado por largo tiempo en un monasterio, donde emigró serenamente al Señor. — Martirologio Romano