11 de junio
San Parisio
Sacerdote camaldulense
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
I primi anni e la vocazione monastica
Parisio nacque probabilmente nel 1151 a Bologna. La sua famiglia d'origine, i Parigi, si distinse nel corso del tempo per aver donato diversi illustri cittadini alla comunità bolognese. Cresciuto in questo contesto cittadino, il giovane sentì presto il richiamo della vita consacrata e della perfezione evangelica. Verso i dodici anni, Parisio scelse di vestire l'abito dei camaldolesi nel monastero bolognese dei Santi Cosma e Damiano, chiamato anche di San Michele. All'interno di quelle mura visse per ventiquattro anni, conducendo una vita esemplare e silenziosa, interamente dedita alla preghiera e all'ascolto della parola divina. Tale periodo di formazione e raccoglimento consolidò nel giovane religioso le basi di quella salda disciplina spirituale che avrebbe caratterizzato tutta la sua esistenza successiva. L'Ordine Camaldolese, a cui Parisio apparteneva con totale dedizione, era stato fondato da San Romualdo nel 1012 circa, ponendo al centro della propria Regola la solitudine vissuta nella comunione fraterna, l'austerità della vita e la costante ricerca di Dio attraverso il lavoro e la preghiera silenziosa.
La missione a Treviso e la guida spirituale
Il priore generale dei Camaldolesi destinò Parisio come direttore e confessore al monastero femminile camaldolese di Santa Cristina, situato presso Treviso. Quel luogo religioso versava da diversi anni in una profonda crisi organizzativa e di identità, che ne minacciava la stabilità e la testimonianza evangelica. Nel 1187, all'età di trentasei anni, a Parisio fu affidato il delicato compito di risanare la comunità di Santa Cristina. Da quel momento, il sacerdote rimase lontano da Bologna per ottanta anni, fino alla sua morte. Si dedicò in modo umile e nascosto al suo compito di guida e, nel contempo, alla cura amorevole degli ammalati e dei pellegrini che trovavano accoglienza nell'Ospizio di Ognissanti annesso al monastero. Praticamente distaccato dalle pratiche religiose della sua comunità di origine, restò fedele a tutte le regole, agli adempimenti religiosi e alle penitenze del suo Ordine. Sotto la direzione e la guida spirituale di Parisio, il monastero di Santa Cristina di Treviso acquistò fama di santità diffusa. Per settantasette anni operò come sacerdote dell'ordine curando la direzione spirituale delle monache con salutari consigli, guidandole con fermezza e dolcezza sulla via della perfezione cristiana e formando generazioni di suore camaldolesi.
Il monastero di Bologna e la fedeltà alla regola
Nel 1196 alcune devote persone vollero erigere un altro monastero femminile camaldolese a Bologna, dedicato a Santa Maria di Betlemme. Il nuovo monastero fu posto sotto la guida della badessa di Santa Cristina di Treviso e la direzione spirituale di padre Parisio, che mantenne così un legame fecondo con la sua terra natale pur restando stabile nella sua missione veneta. Diciotto anni dopo, giudicando che il nuovo monastero potesse ormai gestirsi da solo grazie alla maturità raggiunta dalle religiose, Parisio ne favorì il distacco nel 1214. L'attenzione del sacerdote per la disciplina e la fedeltà alla regola non venne mai meno, neppure con l'avanzare dell'età. Parisio mise in pratica la fedeltà alle regole anche durante le lunghe malattie e nella vecchiaia molto avanzata, nonostante il vescovo Alberto Ricco lo avesse formalmente dispensato dagli obblighi più gravosi a causa degli anni. La sua testimonianza di coerenza e di amore per la regola rimase un punto di riferimento insostituibile per tutte le consorelle e per quanti si accostavano a lui per ricevere consiglio e conforto spirituale.
Il transito, la canonizzazione e la memoria storica
San Parisio morì all'età di centootto anni l'undici giugno 1267, suggellando una vita interamente spesa nell'amore di Dio e del prossimo. San Parisio è uno dei santi più longevi conosciuti ed è vissuto ben centootto anni, un primato eccezionale se si considera che la media della durata della vita nel quattordicesimo secolo era poco più di quarant'anni. Nel luglio 1267 ebbe inizio il processo diocesano per esaminare la fama di santità del defunto sacerdote. Il processo diocesano si concluse con la canonizzazione vescovile il venticinque novembre 1268 ad opera del vescovo di Treviso monsignor Alberto Ricco. La città di Treviso portò sempre una devozione profonda e costante per San Parisio. Il podestà con gli anziani della città si recavano nel giorno della sua festa ad assistere alla celebrazione della Santa Messa sulla tomba del santo nella chiesa di Santa Cristina. La chiesa di Santa Cristina col tempo prese anche il nome di San Parisio, mentre il nome del santo fu preso anche dal nuovo monastero costruito a seguito della distruzione del vecchio. La distruzione del vecchio monastero avvenne nel 1355 perché Venezia ne decretò la fine per ragioni militari. Dal tempo della soppressione napoleonica, le reliquie del santo camaldolese furono poste nella cattedrale cittadina di Treviso. Treviso venera San Parisio come compatrono, custodendone la memoria con gratitudine. Cesare Baronio, estensore del Martirologio Romano nel Cinquecento, inserì la memoria del santo alla data dell'undici giugno, confermando il suo posto nella preghiera universale della Chiesa.
Il cammino di fede
La vicenda biografica di San Parisio ha inizio a Bologna nel 1151. Animato da un desiderio precoce di consacrazione, fece il suo ingresso nell'ordine camaldolese all'età di dodici anni, accogliendo la chiamata alla vita contemplativa. Questo spirito di dedizione lo accompagnò lungo i decenni, guidando ogni suo passo all'interno della famiglia monastica. Nel 1187, la sua saggezza e la sua profonda preparazione spirituale lo condussero a ricoprire l'incarico di direttore spirituale presso il monastero di Santa Cristina a Treviso, dove ebbe modo di orientare con cura le anime che a lui si affidavano.
Non limitandosi all'accompagnamento delle persone, San Parisio profuse le sue energie anche nella costruzione di nuovi spazi dedicati alla vita religiosa. Nel 1196 fondò il monastero di Santa Maria di Betlemme a Bologna, un'opera che testimonia la sua capacità di edificare luoghi destinati a far fiorire la preghiera e la comunione fraterna. La sua vita fu un lungo e costante atto di servizio che si concluse a Treviso nel 1267, all'età di centootto anni. La sua scomparsa lasciò un vuoto profondo, colmato rapidamente dalla venerazione dei fedeli che riconobbero in lui un uomo di Dio, tanto che appena un anno dopo il vescovo Alberto Ricco di Treviso ne decretò la canonizzazione, confermando la santità del sacerdote che aveva servito il Signore con tanta pazienza e dedizione.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità di San Parisio fu immediato e solenne, sancito dalla canonizzazione avvenuta nel 1268 per mano del vescovo Alberto Ricco di Treviso. Questo atto ufficiale non fece che confermare la stima e l'affetto che il popolo nutriva nei confronti del monaco camaldolese. La memoria liturgica di San Parisio è fissata l'undici giugno nel Martirologio Romano, data in cui la Chiesa ne celebra la testimonianza e ne invoca l'intercessione.
San Parisio è venerato in modo particolare come patrono della città di Treviso, luogo che lo accolse negli anni del suo ministero e che ne custodì il riposo finale. Il legame tra il santo e la città rimane un elemento distintivo della sua eredità spirituale, capace di unire le generazioni attraverso i secoli. La sua figura continua a essere invocata con fiducia, ricordando a tutti i fedeli la potenza di una vita interamente donata al servizio del prossimo e alla ricerca di Dio.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Parisio?
La festa di San Parisio si celebra l'undici giugno, giorno che ricorda il suo transito terreno.
Di cosa è patrono San Parisio?
Treviso venera San Parisio come compatrono.
En Treviso, san Parisio, sacerdote de la Orden Camaldulense, que durante setenta y siete años cuidó la dirección espiritual de las monjas con saludables consejos, muriendo a los ciento ocho años. — Martirologio Romano