10 de septiembre
San Sostene de Calcedonia
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e l'incontro con la fede
La vita cristiana è segnata dal dono dello Spirito Santo, il quale fa riconoscere Dio come Padre parlando interiormente in noi. Lo Spirito di Gesù rappresenta un dono prezioso che ci lega indissolubilmente a Cristo e al suo destino di santità, purché venga accolto dalla nostra libertà. Il Padre santo costituisce la fonte di ogni santità e ci santifica in Cristo proprio per opera dello Spirito accolto dalla nostra libertà personale. Ognuno di noi può ripetere le parole dell'apostolo Paolo sulla grandezza della grazia di Dio. Lo Spirito Santo e la grazia divina sono concessi a tutti come dono gratuito e rigorosamente uguale per ciascuno. La diversità riscontrabile tra gli uomini è causata unicamente dalla risposta della libertà individuale. La differenza profonda tra noi e i santi risiede unicamente in questa risposta alla grazia. San Sostene si erge a esempio fulgido di vita cristiana proprio per aver risposto liberamente e prontamente alla grazia di Dio.
Sostene nacque nel quarto secolo in una famiglia pagana a Calcedonia, in Bitinia, nella regione dell'odierna Turchia. Nulla purtroppo si sa della fanciullezza di questo giovane. Crescendo, Sostene si arruolò nell'esercito romano sotto il comando di Massimiano Erculeo, distinguendosi e riportando numerose vittorie militari. Egli visse in un periodo storico caratterizzato da aspre persecuzioni contro i cristiani, attuate prima sotto il regno di Decio e in seguito sotto Diocleziano. Durante la sua vita, Sostene aveva certamente sentito parlare dei cristiani. L'occasione decisiva per la sua conversione avvenne quando conobbe la fede e la fermezza dei credenti accostando la giovane Eufemia, che egli aveva ricevuto il comando di martirizzare. Sostene rimase profondamente colpito dalla fede e dalla forza interiore sprigionate da una giovane così fragile. Il soldato si interrogò a lungo sulla provenienza di quella forza straordinaria e sulla natura del dio per il quale si potevano sopportare simili tormenti.
Questo incontro generò nel giovane soldato un intenso travaglio interiore e una sincera ricerca di risposte alle domande profonde della sua coscienza. Eufemia rappresentò per Sostene una vera via di Damasco, analoga a quella vissuta dal novello Paolo, facendogli finalmente ascoltare la voce di Dio. Il soggetto credeva fermamente in un Dio Padre amorevole che ha dato il suo Figlio morto e risorto anche per lui. La giovane vergine di Calcedonia era mirabilmente animata da forza e speranza. Attraverso di lei, Sostene scoprì il vero Dio, Creatore e Signore dell'Universo. La vita santa di Sostene di Calcedonia fu pertanto il frutto diretto della grazia divina trasmessa attraverso la luminosa testimonianza di santa Eufemia.
Il martirio e la testimonianza suprema
La Chiesa venera i santi, onora le loro reliquie e le loro immagini secondo la sua veneranda Tradizione. Nelle feste dei santi, la Chiesa proclama le meraviglie compiute da Cristo nei suoi servi e propone esempi luminosi da imitare. San Sostene martire costituisce un eccellente esempio da imitare per tutti i credenti. I primi santi venerati nella Chiesa sono i martiri, ovvero testimoni che sparsero il proprio sangue per fedeltà a Cristo. Gesù aveva sacrificato la sua vita sulla croce per tutti gli uomini, ricordando che nessuno possiede un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici. Lo stesso Gesù aveva preannunciato le persecuzioni per i suoi discepoli, mandandoli nel mondo come agnelli in mezzo ai lupi. I discepoli sapevano che sarebbero stati condotti davanti a governatori e re per dare pubblica testimonianza. Tuttavia, lo Spirito del Padre parla direttamente per i discepoli quando questi vengono consegnati nelle mani dei persecutori. La storia della Chiesa è segnata da innumerevoli cristiani arrestati, torturati e uccisi in odio a Cristo dall'età apostolica fino a oggi.
Il martirio è considerato dai cristiani un dono prezioso, una grazia immensa, un privilegio e la pienezza stessa del Battesimo. Esso consiste nell'essere battezzati direttamente nella morte di Cristo. Alcuni cristiani, fin dai primissimi tempi, sono stati chiamati a dare la suprema testimonianza d'amore davanti ai persecutori. Il martirio rende il discepolo pienamente simile al Maestro, il quale accettò liberamente la morte per la salvezza dell'umanità. Il martirio conferma il discepolo nell'effusione del proprio sangue ed è stimato dalla Chiesa come la prova suprema della carità. I primi quattro secoli della storia cristiana furono caratterizzati da feroci persecuzioni che generarono moltissimi testimoni della fede. Tali persecuzioni rivelarono in modo inequivocabile la forza straordinaria dello Spirito del Padre. Come affermava Tertulliano rivolgendosi ai pagani, il sangue dei martiri è autentico seme di nuovi cristiani.
In questo contesto di persecuzione, il soggetto fu scoperto cristiano. Sostene fu chiamato a testimoniare pubblicamente la propria fede proprio come aveva fatto santa Eufemia. Prisco governava la Bitinia in quel tempo in qualità di console. Il console Prisco fece arrestare il soggetto in quanto cristiano, ordinando che fosse immediatamente rinchiuso in carcere. Il prigioniero fu sottoposto a ripetuti interrogatori da parte del console, il quale tentava con ogni mezzo di persuaderlo ad abbandonare la fede in Gesù. Sostene rimase irremovibile durante tutti gli interrogatori. Alle parole persuasive e alle promesse di ricchezza e onore seguirono ben presto le torture materiali. Il soggetto fu fustigato con crudeltà e successivamente dilaniato da uncini appuntiti. Nonostante le sevizie subite, la sua fede non fu minimamente vinta. Al contrario, il soggetto lodava incessantemente Dio per averlo reso degno di soffrire per il suo Santo Nome.
Visto l'insuccesso dei tormenti, il soggetto fu gettato alle belve feroci nell'arena. Egli superò brillantemente anche la prova delle belve feroci per pura grazia divina. Poiché ogni tentativo di piegarlo era fallito, fu preparata una grande catasta di legna e fu acceso un immenso fuoco per decretare la sua fine. Sostene fu quindi condotto nel luogo designato per essere arso vivo. In quel momento supremo, Sostene testimoniò la fede in Gesù così fermamente da ottenere un compagno nell'ultima prova, un uomo di nome Vittore. Sostene e Vittore si scambiarono il caloroso bacio di pace prima di affrontare il supplizio. Entrambi furono infine gettati nel rogo ardente, testimoniando così fino al sangue la loro indissolubile fedeltà a Cristo.
Su vida y testimonio
La historia de San Sostene de Calcedonia, en la región de Bitinia, es un relato de conversión y valentía que trasciende el cuarto siglo. Originalmente, su camino estaba ligado a la disciplina militar, alistado en el ejército romano bajo el emperador Maximiano Hercúleo. Sin embargo, su destino cambió radicalmente cuando conoció a Santa Eufemia. Aquel encuentro personal no solo le permitió descubrir la verdad del cristianismo, sino que lo impulsó a una decisión radical que cambiaría el curso de su existencia.
Su fidelidad a la nueva fe lo puso pronto bajo el escrutinio de las autoridades imperiales. Ante el cónsul Prisco, San Sostene compareció con firmeza, negándose a renunciar a sus convicciones a pesar de las amenazas. Fue sometido a un interrogatorio riguroso y a una serie de tormentos físicos, incluyendo la fustigación y la tortura mediante el uso de ganchos. A pesar de la brutalidad de los castigos, su espíritu permaneció firme. Incluso cuando fue expuesto a las fieras salvajes, el santo logró sobrevivir, demostrando una fortaleza que desconcertó a sus verdugos.
Finalmente, su camino terrenal concluyó en el martirio. Junto a San Víctor, fue condenado a morir en el fuego, sellando con su sacrificio final una vida dedicada a la defensa de la luz frente a la oscuridad. Su memoria, conservada por la Iglesia, nos invita a reflexionar sobre la capacidad del ser humano para mantenerse firme en sus principios, incluso cuando el precio a pagar es la entrega total de la propia vida. Su figura permanece como un pilar de fe, recordándonos que la paz interior que nace de la verdad es un bien que ninguna persecución puede destruir.
Su memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria de San Sostene de Calcedonia cada diez de septiembre, invitando a los fieles a recordar el ejemplo de este mártir que supo transformar su vida militar en un servicio superior al Reino de Dios. La conmemoración de su martirio, compartido con San Víctor, es una oportunidad para elevar una oración por aquellos que, en el mundo actual, sufren a causa de sus convicciones y buscan mantenerse fieles al mensaje de caridad y justicia.
La devoción a San Sostene nos conecta con la historia de los primeros siglos del cristianismo en la región de Bitinia. Al honrar su nombre, renovamos el compromiso de vivir con integridad y valentía, reconociendo en su testimonio una fuente de inspiración para superar nuestras propias pruebas cotidianas. Su vida, breve pero intensa en su entrega, sigue resonando en la liturgia como un testimonio de que la fe es, ante todo, un acto de amor incondicional.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Sostene de Calcedonia?
San Sostene de Calcedonia si festeggia il 10 settembre.