20 de enero
San Vulstano de Worcester
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza
San Vulfstano nacque nel 1012 a Long Itchington, nella contea inglese di Warwich. Nacque a Long Itchington in Inghilterra nel 1012 da una famiglia molto religiosa. Ricevette una prima educazione per perfezionarsi nello studio, nella preghiera e nel lavoro. Successivamente Vulfstano fu inviato presso le abbazie di Evesham e di Peterborough. I soggiorni nelle abbazie fecero sorgere in Vulfstano il desiderio di santità. Dopo queste esperienze, Vulfstano ritornò in famiglia. Vulfstano comprese quanto facilmente un giovane potesse perdere l'innocenza battesimale a causa delle seduzioni del mondo. Una giovane e graziosa donna danzò alla presenza di Vulfstano per celebrare un suo successo in un torneo. Vulfstano sentì per un istante la fiamma della passione sconvolgergli l'anima alla vista della danzatrice. Vulfstano decise di nascondersi in uno spinoso cespuglio per martoriare il proprio corpo. Vulfstano versò copiose lacrime nel cespuglio per il timore di aver ceduto alla tentazione. Nel frattempo i genitori di Vulfstano decisero di comune accordo di abbracciare la vita religiosa. In seguito a questa scelta dei genitori, Vulfstano si affidò al vescovo di Worcester.
La vita monastica
Il vescovo di Worcester fornì a Vulfstano la dovuta formazione e lo ordinò sacerdote. Vulfstano non acconsentì ad applicarsi al ministero pastorale. Vulfstano preferì seguire la via della vita monastica indicatagli dalla madre. La madre aveva trasmesso a Vulfstano un particolare amore per la vita monastica. Per questo motivo Vulfstano entrò nel monastero accanto alla cattedrale di Worcester. Vulfstano fu professore, cantore, sacrestano e infine priore nel monastero per più di venticinque anni. Il monaco Vulfstano serviva Dio notte e giorno predicando al popolo e consigliando i sacerdoti. Vulfstano praticava austere penitenze e una filiale sottomissione ai superiori. Egli unì i costumi monastici allo zelo pastorale. Vulfstano curava la salute delle anime affidate e non dimenticava la propria. Vulfstano celebrava sovente la Messa contrariamente all'uso del tempo. Vulfstano pregava con assiduità, elargiva abbondantemente ai poveri e praticava frequenti digiuni. Tra le sue penitenze, Vulfstano arrivò a rinunciare alla carne di oca, che era il suo piatto preferito.
L'elevazione all'episcopato
Verso il 1062 giunsero a Worcester due cardinali per trascorrere la quaresima nell'abbazia. Vulfstano era priore dell'abbazia in cui soggiornarono i cardinali. I due cardinali rimasero ammirati da Vulfstano. I cardinali rientrarono alla corte del re Sant'Edoardo III e segnalarono Vulfstano come migliore candidato per la sede di Worcester. La sede vescovile di Worcester era nel frattempo divenuta vacante. Vulfstano cedette alle pressioni reali. Aldredo, arcivescovo di York ed amministratore ad interim, consacrò Vulfstano vescovo l'otto settembre 1062. Egli fu elevato dal chiostro alla sede episcopale di Worcester. Vulfstano fu l'ultimo vescovo a ricevere il bastone pastorale per mano di un re sassone. Il vescovo Vulfstano assolse scrupolosamente tutti i suoi doveri.
Il ministero pastorale e le opere
L'esposizione della parola di Dio da parte di Vulfstano inteneriva gli uditori sino alle lacrime. Vulfstano ottenne memorabili successi con il suo talento oratorio tra gli abitanti di Bristol. Vulfstano riuscì a distogliere gli abitanti di Bristol dall'abominevole traffico di schiavi indigeni. Vulfstano compì frequenti visite pastorali alla sua diocesi. Si dedicò con impegno a visitare le parrocchie. La borsa di Vulfstano era sempre pronta ad aprirsi per tutti i bisognosi durante le visite pastorali. Vulfstano effettuava numerose stazioni lungo il percorso delle visite pastorali. Le stazioni di Vulfstano servivano a riprendere i peccatori, ordinare sacerdoti, consacrare altari, confessare e amministrare cresime. Il popolo nutriva una grande fiducia nel vescovo paterno e giusto Vulfstano. Vulfstano fece ricostruire l'antica cattedrale di Worcester. L'antica cattedrale di Worcester era stata edificata nel settimo secolo da Sant'Osvaldo, re di Northumbria. Vulfstano dotò di chiese tutti i paesi ancora sprovvisti. Promosse la costruzione di chiese. Favorì le lettere. Condannò la venalità. Vulfstano fu unanimemente amato e ammirato malgrado i suoi numerosi rimproveri e la sua severità.
Le prove politiche e la fedeltà
Alla morte di Sant'Edoardo III, Guglielmo I il Conquistatore, di origini normanne, succedette forzatamente al trono. Vulfstano fu uno dei pochi vescovi a non rinunciare alla propria sede durante le peripezie della Chiesa inglese. Durante un sinodo, Vulfstano ammise di ritenersi indegno del ministero accettato per imposizione di Edoardo III e della Santa Sede. Vulfstano aggiunse che avrebbe restituito il bastone pastorale solo al re Edoardo III. Vulfstano si recò alla tomba di Sant'Edoardo III nell'abbazia di Westminster. Vulfstano conficcò con estrema facilità il bastone pastorale nella pietra sepolcrale del re. Il santo re Edoardo III ricusò la deposizione del vescovo. La tradizione riferisce che Vulfstano riuscì a estrarre nuovamente il suo pastorale dalla pietra con estrema facilità. Vulfstano fu rivalutato dal re Guglielmo e dal primate Lanfranco. Vulfstano sopravvisse a Guglielmo e Lanfranco fino ad assistere alla consacrazione di Sant'Anselmo di Aosta. Sant'Anselmo di Aosta fu eletto nuovo arcivescovo di Canterbury nel 1093. A chi si lamentava dell'oppressione normanna, Vulfstano rispondeva che si trattava di un castigo permesso da Dio per i loro peccati da sopportare con pazienza.
Il transito e il culto
Nella festa di Pentecoste del 1094 Vulfstano fu assalito da una febbre continua che lo indebolì progressivamente. Vulfstano capì che la morte si avvicinava e si preparò moltiplicando preghiere ed austerità. Nel capodanno successivo Vulfstano si mise definitivamente a letto. Vulfstano seguiva mentalmente la recita dei salmi con gli occhi rivolti all'altare della sua stanza. Vulfstano univa talvolta la sua voce a quella dei salmodianti. Vulfstano morì il venti gennaio 1095. Morì a Worcester in Inghilterra il venti gennaio 1095. L'episcopato di Vulfstano durò ben trentatré anni. Vulfstano fu sepolto nella cattedrale. La tradizione riferisce che, come Vulfstano aveva predetto, nessuno riuscì a sfilargli l'anello episcopale durante la sepoltura. La tomba del vescovo divenne presto sorgente di numerosi miracoli. Nel centesimo anniversario della morte avvenne un'esumazione del corpo del vescovo. La tradizione riferisce che il corpo del vescovo fu trovato incorrotto durante l'esumazione. La canonizzazione ufficiale avvenne nel 1203. La canonizzazione fu proclamata dal pontefice Innocenzo III. Il Martyrologium Romanum commemora San Vulfstano al venti gennaio. L'iconografia cristiana raffigura San Vulfstano nell'atto di rendere la vista ad una religiosa cieca con un segno di croce. L'iconografia lo raffigura principalmente nell'episodio in cui conficca il bastone pastorale nella tomba del santo re Edoardo III il Confessore. San Vulfstano visse e operò a Worcester in Inghilterra.
La vida y el ministerio
Nacido en el corazón de Inglaterra, San Vulstano emprendió su camino de fe con humildad y esmero. Su formación espiritual se consolidó bajo el cuidado del obispo de Worcester, donde cultivó las virtudes necesarias para su futura entrega sacerdotal. Con el paso de los años, su entrega fue reconocida por la comunidad, lo que condujo a su consagración episcopal en el año mil sesenta y dos. Este cargo le otorgó la responsabilidad de pastorear a los fieles en un periodo caracterizado por profundos cambios sociales y políticos en la región, incluyendo las dinámicas de Evesham, Peterborough, Bristol y Westminster.
A pesar de las turbulencias provocadas por la conquista normanda, el obispo Vulstano logró mantener la estabilidad de su sede, actuando siempre como un guía firme y prudente para su clero y sus fieles. Su gestión no se limitó únicamente a la administración eclesiástica, sino que se proyectó en acciones concretas en favor de los más vulnerables. Su firme oposición al tráfico de esclavos en Bristol es uno de los hitos más nobles de su trayectoria, reflejando su profunda convicción sobre el valor sagrado de toda vida humana. Asimismo, su dedicación a la arquitectura sacra se manifestó en la reconstrucción de la catedral de Worcester, una obra que buscaba elevar el espíritu de quienes acudían a ella para buscar el consuelo de Dios. Tras más de tres décadas de un episcopado ejemplar, marcado por el discernimiento y la rectitud, San Vulstano falleció en el año mil noventa y cinco, dejando un legado de santidad que fue ratificado por la Iglesia universal en el siglo trece.
El culto y la memoria
La veneración a San Vulstano de Worcester ha perdurado a través de los siglos como un signo de la presencia de Dios en la historia. Su reconocimiento oficial por parte de la Iglesia llegó en el año mil doscientos tres, cuando el Papa Inocencio Tercero procedió a su canonización, elevándolo a los altares como modelo de virtud cristiana. Este acto formalizó el aprecio que los fieles ya sentían por su vida de rectitud y su valiente defensa de la justicia.
En la actualidad, su figura es conmemorada con sobriedad en el Martirologio Romano, donde se marca el veinte de enero como el día de su memoria litúrgica. Esta fecha nos invita a recordar su entrega incondicional, su amor por la Iglesia y su incansable labor al servicio de la dignidad de los hombres. Los fieles que hoy contemplan su vida encuentran en él un intercesor que, desde la paz del cielo, continúa inspirando a quienes buscan vivir con coherencia y amor a su prójimo en medio de las pruebas del mundo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Vulstano de Worcester?
La memoria liturgica di San Vulfstano si celebra il venti gennaio.
Quali furono i ruoli principali di San Vulstano de Worcester?
San Vulfstano fu monaco, priore e infine vescovo di Worcester per trentatré anni.
En Worcester, en Inglaterra, san Wulfstano, obispo, que elevado del claustro a esta sede episcopal, unió las costumbres monásticas al celo pastoral, dedicándose con empeño a visitar las parroquias, promover la construcción de iglesias, favorecer las letras y condenar la venalidad. — Martirologio Romano