28 de septiembre
San Zama
Protobispo de Bolonia
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e il tempo dell'episcopato
Le poche notizie su San Zama derivano unicamente da deduzioni di studiosi, chiamati a ricostruire un profilo storico in assenza di cronache dirette. Il cardinale Cesare Baronio, illustre estensore del Martirologio Romano vissuto tra il 1538 e il 1607, tramandò che San Zama fu ordinato vescovo direttamente da papa Dionigi. Poiché papa Dionigi pontificò tra il 259 e il 268, tale ordinazione viene a collocarsi nella seconda metà del secolo terzo. Un ulteriore elemento per definire il periodo dell'episcopato di San Zama può essere desunto dall'Elenco Renano. Valutando la successione episcopale, si osserva che Sant'Eusebio fu il quinto vescovo di Bologna ed era contemporaneo di Sant'Ambrogio, il quale visse tra il 340 e il 397. Retrocedendo nel computo degli anni basato sulla cronotassi di Sant'Eusebio, si deduce che San Zama fu vescovo tra la fine del secolo terzo e l'inizio del secolo quarto. In questo delicato frangente storico, il presule conobbe la dura persecuzione promossa dall'imperatore Diocleziano, vissuto tra il 243 e il 313, e successivamente la pace religiosa garantita da Costantino I il Grande, vissuto tra il 280 e il 337. A differenza di altri protovescovi, San Zama non subì il martirio.
La memoria storica e il culto
Per lungo tempo il riconoscimento liturgico di San Zama rimase velato da una certa sobrietà documentaria. Antichi testi come l'Elenco Renano e la Vita di San Petronio non riportano San Zama come santo. Una lapide del secolo tredicesimo esistente nell'abbazia bolognese dei Santi Nabore e Felice nomina il protovescovo ma non lo indica ancora con il titolo di santo. Il mutamento nella percezione ecclesiale avvenne per opera di Leandro Alberti, frate domenicano, storico e geografo bolognese vissuto tra il 1479 e il 1552, il quale fu il primo a considerare San Zama come santo nell'anno 1541 all'interno della sua opera Historie di Bologna. Il culto di San Zama ebbe in seguito una larghissima diffusione dopo la solenne traslazione delle sue reliquie. Le spoglie di San Zama e di San Faustiniano furono trasferite dalla chiesa dei Santi Nabore e Felice alla Chiesa Cattedrale e poste sotto l'altare maggiore per espressa volontà del cardinale Gabriele Paleotti. Questa importante traslazione delle reliquie avvenne il 4 maggio 1586, segnando una tappa fondamentale nella devozione cittadina verso il primo pastore della diocesi.
Il ministero episcopale
Secondo la tradizione attestata dall'Elenco Renano, San Zama è riconosciuto unanimemente come il primo vescovo di Bologna. Il suo ministero ebbe inizio nel corso del terzo secolo, quando ricevette l'ordinazione episcopale direttamente da papa Dionigi. La sua missione si svolse in un contesto storico particolarmente complesso, caratterizzato da una transizione spirituale e civile di grande portata. Zama fu infatti testimone diretto delle sofferenze patite dai cristiani durante la persecuzione di Diocleziano, un tempo di prova che richiese una fermezza incrollabile nel custodire il deposito della fede.
Successivamente, egli poté assistere al mutamento radicale della condizione ecclesiale con la pace di Costantino, che segnò la fine delle persecuzioni e l'inizio di una nuova fase di evangelizzazione. La vita di San Zama si colloca dunque a cavallo tra il terzo e il quarto secolo, un periodo di transizione che richiese al pastore bolognese una guida saggia e prudente per la comunità nascente. La sua opera rimane un segno tangibile di come la Chiesa abbia saputo radicarsi nel territorio di Bologna, ponendo le basi per il lungo cammino di santità che ha caratterizzato la storia locale nei secoli successivi.
Il culto e la memoria
La venerazione verso San Zama ha trovato nel tempo manifestazioni solenni che hanno contribuito a mantenere viva la sua memoria nella cattedrale di Bologna. Il riconoscimento ufficiale del suo culto fu promosso da Leandro Alberti nel 1541, atto che diede nuovo impulso alla devozione popolare verso il primo vescovo della città. Un momento di grande significato spirituale avvenne nell'anno 1586, quando si procedette alla traslazione delle sue reliquie all'interno della Cattedrale di Bologna, luogo dove tuttora riposano.
Nel corso del ventesimo secolo, la liturgia ha fissato la data della sua memoria liturgica al 28 settembre, a partire dal 1961, sostituendo la precedente collocazione del 24 gennaio. Questa scelta ha permesso di dedicare un momento specifico dell'anno liturgico alla riflessione sull'opera del primo pastore bolognese, invitando i fedeli a riscoprire le radici della propria appartenenza cristiana. La figura di San Zama rimane dunque un faro di identità e di speranza, un richiamo costante alla fedeltà verso il Vangelo che egli seppe testimoniare con dedizione assoluta fin dai primi secoli dell'era cristiana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Zama?
San Zama viene celebrato il 28 settembre. Fino al 1961 la sua memoria liturgica era fissata al 24 gennaio.
Di cosa è patrono San Zama?
Le fonti storiche e liturgiche non menzionano alcun patronato specifico per San Zama, il quale è ricordato primariamente come primo vescovo della città di Bologna.
En Bolonia, san Zama, considerado primer obispo de la ciudad. — Martirologio Romano