6 de noviembre
Sant' Emiliano
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e pellegrinaggio
Emiliano era un santo vescovo di origine irlandese, vissuto nel corso dell'ottavo secolo. Secondo le indicazioni biografiche generali, il santo nacque in Irlanda in data ignota e morì a Faenza verso l'anno 780. Lo storico Lucchesi ha accertato la presenza nell'area ravennate di monaci irlandesi giunti come pellegrini, per fare vita eremitica o per evangelizzare le popolazioni germaniche. In questo contesto di profonda fede, Emiliano compì un pellegrinaggio a Roma per venerare le tombe degli Apostoli. Durante il viaggio di ritorno da Roma si ammalò e morì nella città di Faenza. L'unico dato cronologico della biografia individua la sua morte prima della conquista di Faenza da parte dei Longobardi guidati da Liutprando nel 740. Le distruzioni causate dalle guerre longobarde portarono alla perdita della memoria del luogo di sepoltura del santo.
Le reliquie e i miracoli
Le fonti disponibili si concentrano principalmente sul ritrovamento prodigioso della tomba di sant'Emiliano e sui vari miracoli avvenuti nel tempo. Diversi studiosi concordano sul fatto che i racconti dei miracoli attribuiti al santo contengano numerosi topoi agiografici. Tra i pochi dati certi figura una prima traslazione delle sue reliquie dall'esterno della città verso la chiesa di San Clemente. Si verificò successivamente una seconda traslazione delle reliquie presso la chiesa di Santa Maria del Conte. A seguito della seconda traslazione, la chiesa di Santa Maria del Conte prese anche il nome di San Emiliano. La seconda traslazione delle reliquie si svolse anteriormente all'anno 1139. In seguito alle soppressioni napoleoniche la chiesa del santo fu chiusa al culto. Le reliquie di sant'Emiliano furono trasferite nella Cattedrale di Faenza dopo la chiusura della sua chiesa.
Lo sviluppo del culto
I dettagli biografici sulla vita di sant'Emiliano sono molto scarsi. Per sant'Emiliano le attestazioni del culto sono precedenti rispetto alle fonti relative alla sua biografia. Nel corso del dodicesimo secolo a Faenza si trovava già una chiesa intitolata a sant'Emiliano. Un sinodo diocesano stabilì nell'anno 1321 che la festività del santo venisse celebrata nell'intera città di Faenza e nei suoi borghi. Un calendario faentino della prima metà del quindicesimo secolo attesta la celebrazione della festa il sei novembre. A partire dall'anno 1512 la festività del sei novembre fu resa di precetto per tutta la città di Faenza. La memoria liturgica si festeggia il sei novembre ed è obbligatoria per la città di Faenza.
La vita
Nato in Irlanda, Sant'Emiliano ha incarnato lo spirito di quei pellegrini che, nell'ottavo secolo, sentivano il forte richiamo verso il centro della cristianità. Spinto da un ardente desiderio di preghiera e comunione, intraprese un lungo e faticoso viaggio verso Roma, intenzionato a venerare le tombe degli Apostoli e a rinvigorire la propria missione episcopale nel contatto con le radici della Chiesa. Questo cammino di fede rappresentò l'atto conclusivo di un'esistenza spesa al servizio del Vangelo.
Durante il viaggio di ritorno, le sue forze vennero meno e il suo pellegrinaggio terreno si concluse a Faenza nell'anno 740. La città, che lo accolse come ospite nel suo ultimo respiro, divenne custode dei suoi resti mortali. Nel corso dei secoli, la presenza di Sant'Emiliano è stata onorata attraverso la solenne traslazione delle sue reliquie, avvenuta inizialmente nella chiesa di Santa Maria del Conte, in un tempo precedente all'anno 1139. Successivamente, a seguito delle vicende storiche legate alla soppressione napoleonica, le sue spoglie trovarono una collocazione definitiva nella Cattedrale di Faenza, dove ancora oggi riposano, offrendo ai fedeli un segno tangibile di continuità storica e spirituale.
Il culto
Il culto di Sant'Emiliano è profondamente radicato nella tradizione religiosa della città di Faenza, che lo considera un protettore solenne e un intercessore presso il Signore. La sua memoria, fissata nel calendario liturgico il giorno 6 novembre, non è soltanto un richiamo al passato, ma un momento di comunione viva che coinvolge l'intera cittadinanza.
Un segno tangibile della rilevanza di questo santo per la comunità faentina si manifestò nell'anno 1512, quando la sua memoria fu elevata al grado di festa di precetto. Tale riconoscimento ufficiale sottolinea quanto la figura del vescovo irlandese sia stata accolta nel cuore della Chiesa locale, divenendo un pilastro della devozione popolare. La cura costante nel preservare le reliquie, nonostante i mutamenti storici e le vicissitudini delle sedi di culto, conferma il desiderio dei fedeli di mantenere vivo l'esempio di un uomo che, giungendo da terre lontane, ha scelto di donare il proprio riposo eterno alla città di Faenza.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Emiliano?
La memoria liturgica si festeggia il sei novembre ed è una celebrazione obbligatoria per la città di Faenza.