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20 de enero

Sant' Enrique de Uppsala

Obispo y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y misión en el norte

Sant'Enrico era originario dell'Inghilterra e visse nel corso del dodicesimo secolo. Non si sa con precisione quando giunse in Scandinavia, ma verso la metà del secolo compare quale vescovo di Uppsala, avendo ricevuto l'incarico di reggere la Chiesa locale e di adoperarsi attivamente nell'evangelizzazione dei popoli finnici. La tradizione locale riferisce che egli avrebbe inaugurato la nuova cattedrale edificata da Sant'Erick nono, re di Svezia. In seguito accompagnò il sovrano in una crociata volta alla cristianizzazione della Finlandia. Terminata la spedizione, si fermò nella regione per continuare l'opera intrapresa e radicare il messaggio cristiano. Vinti i capi locali, li battezzò forzatamente alla fonte di Kuppis, nei pressi di Abo. Poche notizie sono state tramandate circa la sua attività missionaria quotidiana, tuttavia la tradizione tramanda che sarebbe giunto sino al villaggio di Ylistaro, nella contrada di Kumo. Ancora oggi sopravvivono le rovine della casa in cui il santo vescovo avrebbe predicato durante il suo apostolato a Kumo.

El martirio y los prodigios

Sant'Enrico trovò la morte nel primo inverno dal suo arrivo in Finlandia. Fu crudelmente trucidato per mano di un indigeno di nome Lalli, un omicida che il vescovo aveva cercato di correggere secondo la disciplina ecclesiastica, imponendogli una penitenza per un precedente reato. L'episodio avvenne nella palude di Kjulo. Secondo le leggende, Lalli avrebbe anche staccato il pollice del vescovo, sul quale era infilato l'anello pastorale con inciso il suo sigillo sulla pietra preziosa. La tradizione narra che in primavera il dito con l'anello ancora infilato fu rinvenuto su un pezzo di ghiaccio galleggiante, e che un cieco riacquistò immediatamente la vista strofinandosi gli occhi con quella reliquia. Per tale motivo, il capitolo del duomo di Abo assunse e conserva ancora oggi quale suo sigillo particolare l'immagine del dito con l'anello. Sant'Enrico avrebbe predetto per tempo la sua morte, dando disposizione ai suoi compagni che il cadavere fosse attaccato ad un paio di buoi e sepolto dove gli animali lo avrebbero casualmente trascinato, erigendo in quel luogo una chiesa. Così avvenne presso Nouis. In seguito i suoi resti furono racchiusi in un prezioso reliquiario e traslati nel nuovo duomo di Abo. Durante l'occupazione russa della Finlandia, lo zar Pietro primo nel millesettecentoventi fece spedire in Russia il reliquiario, che da allora scomparve. La sua tomba originaria nella chiesa di Nouis continuò ad essere considerata un luogo sacro, e dopo secoli vi fu eretto un monumento recante l'immagine del santo ed alcune scene della sua vita.

Culto y memoria ecuménica

Ufficialmente pare che Enrico di Uppsala non sia mai stato formalmente canonizzato, ma abitualmente al suo nome da tempo immemorabile venne anteposto l'attributo di santo. Fu invocato quale particolare protettore della Finlandia e nel martirologio è ricordato come vescovo e martire in Finlandia. Gli furono dedicate le feste del venti gennaio e del diciotto giugno, e in molte chiese finlandesi e svedesi fu posta la sua effige. Oggi la cristianità in Finlandia è divisa fra cattolicesimo, luteranesimo ed ortodossia, ma da tempo è iniziata una consuetudine ecumenica in cui ogni anno il venti gennaio una delegazione dalla Finlandia si reca in visita dal Vescovo di Roma. Tale festa cade provvidenzialmente durante la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, unendo le diverse confessioni nel ricordo del santo pastore.

Preguntas frecuentes

¿Cuándo se celebra a Sant'Enrico de Uppsala?

Su memoria liturgica se celebra los días veinte de enero y dieciocho de junio.

¿De qué es patrono Sant'Enrico de Uppsala?

Fue invocado como particular protector de la Finlandia.

En Finlandia, san Enrique, obispo y mártir, que, nacido en Inglaterra, tuvo el encargo de regir la Iglesia de Uppsala, dedicándose con gran celo a la evangelización de los Finos; fue, finalmente, cruelmente asesinado por un homicida, al que él había tratado de corregir según la disciplina eclesiástica. — Martirologio Romano