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25 de agosto

Santa Patricia de Constantinopla

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e fuga da Costantinopoli

La tradizione popolare vuole che santa Patrizia discendesse dal grande imperatore Costantino e nacque nella città di Costantinopoli. Fu educata a corte sotto la guida della nutrice Aglaia e decise di emettere i voti di verginità in giovanissima età. L'imperatore Costante secondo, che era suo congiunto, le impose tuttavia un matrimonio che ella non desiderava affatto. Per rimanere fedele al santo proposito di verginità assunto davanti al Signore, Patrizia prese la coraggiosa decisione di fuggire dalla sua patria. Intraprese così un viaggio verso Roma insieme alla nutrice Aglaia e ad alcune fedeli ancelle. Arrivata nell'Urbe, si recò personalmente da papa Liberio per ricevere dalle sue mani il sacro velo verginale. Alla morte del padre, Patrizia fece ritorno a Costantinopoli, dove rinunciò a ogni pretesa sulla corona imperiale che le spettava per lignaggio. Dimostrò grande distacco dai beni terreni distribuendo tutte le sue ricchezze ai poveri della città. Si mise quindi in cammino per un lungo pellegrinaggio diretto verso la Terra Santa, desiderosa di visitare i luoghi della Passione di Cristo.

Il naufragio a Napoli e il transito

Durante il viaggio per mare verso la Terra Santa, una terribile tempesta si abbatté sulla loro imbarcazione, costringendola al naufragio sulle coste italiane. La nave approdò precisamente sull'isoletta di Megaride, il luogo dove oggi sorge il celebre Castel dell'Ovo a Napoli. Su quell'isolotto vi era un piccolo eremo, e fu proprio in quel luogo solitario che Patrizia fu colpita da una brevissima malattia che in breve tempo la condusse alla morte. La notizia del suo trapasso segnò profondamente quanti l'avevano seguita in quel pellegrinaggio. I solenni funerali della vergine si tennero in seguito a una celeste rivelazione concessa alla nutrice Aglaia. A quella sacra cerimonia parteciparono il vescovo della diocesi, il duca della città e una grande moltitudine di persone commosse. Il carro che trasportava il corpo di santa Patrizia fu miracolosamente tirato da due torelli privi di guida umana. Il carro proseguì il suo cammino fino ad arrestarsi davanti al monastero di Caponapoli dei padri Basiliani, che era dedicato ai santi Nicandro e Marciano. La sosta non fu casuale, poiché la santa aveva profetizzato in precedenza che sarebbe stata sepolta proprio in quel luogo sacro.

La custodia delle spoglie e i monasteri

I resti mortali di santa Patrizia rimasero custoditi a Caponapoli insieme alle compagne che l'avevano seguita fedelmente nel suo itinerario spirituale. Per questa ragione le sue compagne assunsero nel tempo il nome di Patriziane oppure di Suore di Santa Patrizia. I monaci Basiliani che originariamente abitavano il complesso furono successivamente trasferiti nel monastero di San Sebastiano. Il monastero di Caponapoli fu quindi affidato interamente alle suore, che vi vissero secoli di grande gloria spirituale seguendo la regola benedettina. Nel corso del diciannovesimo secolo, precisamente nel milleottocentosessantaquattro, le venerate spoglie dovettero essere traslate nel monastero di San Gregorio Armeno a causa dei complessi eventi storici e politici dell'epoca. Le sacre spoglie furono rivestite di cera e racchiuse con cura in un'urna pregiata realizzata in oro e argento, riccamente ornata di gemme preziose. Attualmente questa splendida urna è posta alla pubblica venerazione dei fedeli all'interno di una cappella situata nella navata destra della monumentale chiesa del monastero. Il culto di santa Patrizia è oggi portato avanti con dedizione dalle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia. Questa congregazione religiosa venne a risiedere nel monastero dopo la definitiva estinzione della comunità delle suore Patriziane.

I prodigi della manna e del sangue

La popolazione napoletana è sempre accorsa numerosa nel corso dei secoli a venerare la santa, assistendo con fede ai prodigi della liquefazione del sangue e della manna. La tradizione narra che la manna fu vista trasudare direttamente dal sepolcro della vergine, un fenomeno straordinario che accade anche per la memoria di altri santi della cristianità. Una particolarmente grande effusione di questa sostanza miracolosa si verificò il tredici settembre di un anno compreso tra il mille centonovantotto e il milleduecentoquattordici. A questo prodigio si affianca quello del sangue, che secondo la tradizione sarebbe uscito miracolosamente da un alveolo di un dente strappato al corpo della santa, morta già da qualche secolo, da un cavaliere romano spinto da una devozione esagerata. Questo dente e il sangue prezioso sono conservati con cura all'interno di un reliquiario di notevole pregio artistico e spirituale. Nel corso dei vari secoli lo scioglimento del sangue è avvenuto con modalità e tempi differenti. Attualmente i fedeli assistono al prodigio in cui il sangue si scioglie lungo le pareti dell'ampolla dopo la recita delle preghiere comunitarie. Sebbene questo miracolo sia meno conosciuto rispetto a quello di san Gennaro, che resta il patrono principale di Napoli, esso gode di una profonda e radicata devozione popolare. La Chiesa riconosce ufficialmente il suo patrocinio dal sedici venticinque, anno in cui santa Patrizia fu proclamata una dei cinquantuno compatroni della città partenopea.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Patricia de Constantinopla?

La festa liturgica di santa Patrizia si celebra il venticinque agosto. Inoltre, il martedì è tradizionalmente considerato il giorno della settimana devozionalmente collegato alla santa.

Di cosa è patrono Santa Patricia de Constantinopla?

Santa Patrizia è dal sedici venticinque una dei cinquantuno compatroni della città di Napoli.