20 de septiembre
Santi Hipacio, Asiano y Andrés
Mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini ed educazione
I santi martiri Ipazio e Andrea erano originari della Lidia, regione nella quale trascorsero i loro primi anni prima di essere mandati in Tracia per studiare e ricevere la loro educazione. Successivamente al completamento degli studi, Ipazio ritornò nel suo paese d'origine per abbracciare la vita monastica, mentre Andrea fece ritorno nella terra natia per entrare fra il clero in qualità di lettore. La fama della loro virtù giunse all'orecchio del metropolita d'Efeso, il quale fece venire Ipazio e Andrea al proprio cospetto allo scopo di ordinare Ipazio vescovo e Andrea prete. Il testo storico rileva tuttavia una anomalia riguardo a tale ordinazione, poiché essa fu conferita dal metropolita di Efeso anziché da quello di Sardi, sede da cui la Lidia dipendeva giurisdizionalmente. La notizia dei sinassari bizantini colloca la loro memoria al venti o al ventuno settembre, inserendoli in un contesto di profonda dedizione spirituale e di vita ecclesiale vissuta nella regione anatolica prima che gli eventi storici li chiamassero alla prova suprema del martirio nella capitale dell'impero.
Il martirio a Costantinopoli
Durante il regno dell'imperatore Leone Terzo l'Isaurico e nel pieno della persecuzione iconoclasta, l'imperatore stesso fece venire Ipazio e Andrea dalla Lidia fino alla capitale imperiale. Nel Martirologio si narra che i santi martiri Ipazio, Asiano in qualità di vescovi e Andrea come sacerdote difesero con coraggio il culto delle sacre immagini di fronte alle imposizioni imperiali. La notizia dei sinassari riporta il loro martirio a Costantinopoli senza menzionare alcuna forma di giudizio o processo regolare. Dopo una prima serie di tormenti subiti per la fede, l'indomani fu strappato il cuoio capelluto a Ipazio e Andrea. Sul loro cranio furono inoltre bruciate alcune sante icone, in un gesto volto a oltraggiare la loro devozione. Le barbe di Ipazio e Andrea furono cosparse di pece e fu fatto fare loro il giro di una parte della città come pubblico scherno. Secondo quanto attestato dal Martirologio, i santi furono infine dati in pasto ai cani dopo crudeli e atroci torture, trovando la morte nel quartiere di Xirolofo a Costantinopoli intorno all'anno settecentoquaranta.
Fonti storiche e tradizioni agiografiche
Non si conserva alcuna antica passio dei martiri Ipazio e Andrea, e la conoscenza della loro figura è affidata interamente alle testimonianze dei sinassari. Il cardinale Cesare Baronio apprese la figura di questi martiri attraverso lo studio dei sinassari bizantini, ma introdusse arbitrariamente la memoria dei santi al ventinove agosto invece che al venti, ventuno o ventidue settembre. Baronio trasformò inoltre i particolari del martirio dicendo che le barbe furono cosparse di pece e incenso e che i martiri furono sgozzati. Non è esatto quanto affermato da Baronio riguardo al fatto che il martirio sia descritto negli Acta di santo Stefano il Giovane. D'altra parte, il Sinassario Alessandrino di Michele, vescovo di Atrib e Malig, riporta la notizia al ventitré tut, che corrisponde al venti settembre, e nel testo in lingua geez la commemorazione è conservata al ventitré mascaram con la medesima notizia. In questo sinassario il nome di Ipazio, originariamente trascritto come Ubatiyus, divenne Unatiyus o Unaniyus per una trasposizione dei punti diacritici operata dai copisti.
Le varianti del Sinassario Alessandrino
Il Sinassario Alessandrino trasporta i martiri in tutt'altra epoca e presenta una narrazione profondamente differente rispetto alla tradizione bizantina. Secondo questa fonte, Ipazio ed Andrea erano oriundi di Lydda in Palestina e avevano abbracciato la vita monastica in un monastero situato nella medesima regione palestinese. Successivamente, i santi si erano recati in Egitto presso l'abba Macario, rimanendovi tre anni sotto la sua direzione spirituale. Ipazio fu quindi eletto vescovo e Andrea ricevette il sacerdozio per via della loro straordinaria fama di carità e di ascesi. Sempre secondo il Sinassario Alessandrino, fu l'imperatore Giuliano l'Apostata a fare arrestare i santi a causa della loro fermezza nella fede. Dopo il rifiuto di abbandonare la religione cristiana per cedere al culto degli idoli, i santi subirono crudeli tormenti e la morte cruenta. Nel Sinassario Alessandrino non compare mai l'imperatore Leone l'Isaurico, il quale risulta sostituito probabilmente da un sovrano di un periodo precedente che risultava più familiare al redattore della cronaca orientale.
Su camino de servicio
La trayectoria de los santos Hipacio, Asiano y Andrés comenzó en la región de Lidia, desde donde extendieron su labor pastoral hacia la Tracia. Su ministerio fue fruto de la confianza de la Iglesia, siendo Hipacio elevado a la dignidad de obispo, mientras que Asiano y Andrés fueron ordenados sacerdotes por el metropolita de Éfeso. Desde sus inicios, estos hombres se distinguieron por una profunda devoción y un compromiso inalterable con la enseñanza recibida, preparando sus corazones para la prueba definitiva que habría de llegar años más tarde durante su estancia en Constantinopoli.
La historia de estos mártires está marcada por el periodo de controversia respecto al culto de las imágenes sagradas. Al ser llamados a comparecer ante el emperador León tercero, los tres hombres no dudaron en defender con firmeza la tradición que honraba la presencia de lo sagrado en los iconos. Esta postura, que desafiaba directamente la autoridad imperial, los convirtió en blanco de una persecución sistemática. A pesar de las amenazas y las torturas infligidas con el fin de doblegar su voluntad, permanecieron constantes en su confesión de fe. El desenlace de su vida terrenal tuvo lugar en el barrio de Xirolofo, donde entregaron sus almas a Dios tras sufrir un tormento extremo. Su sacrificio, ocurrido en el año setecientos cuarenta, ha quedado grabado en los sinaxarios bizantinos, recordándonos que la defensa de la verdad cristiana a menudo conlleva un precio elevado, pero siempre bajo la luz de la esperanza eterna.
El culto y memoria
El culto a los santos Hipacio, Asiano y Andrés se ha mantenido a través de los siglos como un recordatorio de la fidelidad incondicional a la Iglesia. Su memoria no solo celebra la valentía humana, sino la gracia divina que sostiene a los creyentes en los momentos de mayor aflicción. En los sinaxarios bizantinos, su nombre es invocado con reverencia, situando su fiesta en las jornadas del veinte o veintiuno de septiembre.
La veneración de estos mártires invita a las comunidades cristianas a reflexionar sobre la importancia de las tradiciones sagradas y el respeto a los símbolos que nos acercan al misterio de Dios. Al recordar su muerte, sucedida en condiciones de extrema dureza, la Iglesia contemporánea encuentra en ellos un ejemplo de fortaleza espiritual. Su vida, aunque marcada por el sufrimiento físico, resplandece como un faro de rectitud para quienes, en la madurez de su propia existencia, buscan profundizar en el significado de la entrega y el servicio desinteresado al Reino de los Cielos.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santi Hipacio, Asiano y Andrés – Mártires?
La ricorrenza si celebra il venti settembre, sebbene i sinassari bizantini la collochino anche al ventuno settembre e Cesare Baronio l'avesse spostata al ventinove agosto.
En Constantinopla, santos mártires Hipacio y Asiano, obispos, y Andrés, sacerdote, que por haber defendido el culto de las sagradas imágenes bajo el emperador León el Isáurico, después de crueles y atroces torturas, fueron dados de comer a los perros. — Martirologio Romano