20 de septiembre
Santi Mártires Coreanos (Andrés Kim Taegon, Pablo Chong Hasang y 101 compañeros)
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini della fede
Agli inizi del seicento la fede cristiana comparve in Corea tramite delegazioni in visita annuale a Pechino. Pechino era meta di scambi culturali con la Cina, nazione stimata in tutto l'Estremo Oriente. I coreani in Cina vennero in contatto con la fede cristiana e portarono in patria il libro intitolato La vera dottrina di Dio del padre Matteo Ricci. Un laico e grande pensatore di nome Lee Byeok si ispirò al libro del missionario gesuita e fondò una prima comunità cristiana molto attiva. Intorno al mille settecento ottanta Lee Byeok chiese all'amico Lee-sunghoon, membro della delegazione culturale per la Cina, di farsi battezzare e di portare libri e scritti religiosi in Corea. Nella primavera del mille settecento ottantaquattro l'amico ritornò con il nome di Pietro e diede un forte impulso alla comunità. La Chiesa coreana ha la caratteristica unica di essere stata fondata e sostenuta da laici. Il gruppo iniziale, non conoscendo la natura della Chiesa, si organizzò con una gerarchia propria celebrando autonomamente battesimo, cresima ed eucaristia. Informati dal vescovo di Pechino che occorreva una successione apostolica per avere una gerarchia, i cristiani coreani chiesero l'invio di sacerdoti. La richiesta fu accolta con l'invio del sacerdote Chu-mun-mo, portando la comunità a crescere in breve tempo a varie migliaia di fedeli.
Il tempo delle persecuzioni
Nel mille settecento ottantacinque si scatenò in Corea la prima persecuzione contro i cristiani, via via sempre più incruenta e feroce. Nel mille ottocento uno l'unico prete presente fu ucciso, ma ciò non fermò la crescita della comunità cristiana. Nel mille ottocento due il re emanò un editto di stato che ordinava lo sterminio dei cristiani per estirpare la follia della loro fede. I cristiani coreani rimasti senza guida chiesero ripetutamente sacerdoti al vescovo di Pechino e al papa. Nel mille ottocento trentasette le condizioni locali permisero l'invio di un vescovo e due sacerdoti delle Missioni Estere di Parigi. Il vescovo e i due sacerdoti penetrarono clandestinamente in Corea e furono martirizzati due anni dopo. Un secondo tentativo organizzato da san Andrea Kim Taegon riuscì a far entrare con successo un vescovo e un sacerdote. Da quel momento la gerarchia cattolica in Corea fu stabilmente presente. Nel mille ottocento sessantasei si verificò la persecuzione più accanita contro i cattolici in Corea. Nel mille ottocento ottantadue il governo coreano decretò la libertà religiosa. Fonti locali stimano che più di diecimila martiri perirono nelle persecuzioni coreane.
San Andrea Kim Taegon e san Paolo Chong Hasang
Il testo presenta la biografia dei due capifila liturgici dei centotré santi martiri: san Andrea Kim Taegon e san Paolo Chong Hasang. San Andrea Kim Taegon nacque nel mille ottocento ventuno da una nobile famiglia cristiana. Andrea crebbe in un ambiente ispirato ai principi cristiani e in una casa trasformata dal padre in chiesa domestica. La casa del padre fungeva da punto di ritrovo per cristiani e neofiti per ricevere il battesimo. Il padre di Andrea fu scoperto e morì martire a quarantaquattro anni mantenendo salda la sua fede. All'età di quindici anni, Andrea fu inviato a Macao da un missionario francese arrivato in Corea nel mille ottocento trentasei per prepararsi al sacerdozio. Andrea ritornò in Corea come diacono nel mille ottocento quarantaquattro per preparare l'ingresso del vescovo monsignor Ferréol. Andrea organizzò una barca con marinai interamente cristiani per andare a prendere monsignor Ferréol a Shanghai. A Shanghai Andrea fu ordinato sacerdote. Andrea e il vescovo compirono un viaggio avventuroso di nascosto per entrare in Corea, dove lavorarono insieme in clima di persecuzione. Andrea ottenne ottimi risultati di apostolato grazie alla nobiltà del suo atteggiamento e alla comprensione della mentalità locale. Nel mille ottocento quarantasei il vescovo Ferréol incaricò Andrea di far pervenire lettere in Europa tramite il vescovo di Pechino. Durante l'incontro con le barche cinesi per la missione epistolare, Andrea fu casualmente scoperto e arrestato. Andrea subì interrogatori e trasferimenti di carcere prima con il mandarino, poi con il governatore e infine con il re in quanto nobile. Andrea manifestò a tutti la fedeltà al suo Dio e rifiutò l'apostasia nonostante le atroci torture. Andrea fu decapitato il sedici settembre mille ottocento quarantasei a Seul. San Andrea Kim Taegon fu il primo sacerdote martire della nascente Chiesa coreana. San Paolo Chong Hasang era un eroico laico coreano. Nacque nel mille settecento novantacinque a Mahyan. Il padre Agostino e il fratello Carlo furono martirizzati nel mille ottocento uno. La sua famiglia, composta da lui, la madre Cecilia e la sorella Elisabetta, fu imprigionata e privata di ogni bene. Furono costretti ad andare ospiti di un parente. Appena possibile si trasferì a Seul. A Seul si aggregò alla comunità cristiana. Andò in Cina a Pechino perlomeno quindici volte. I viaggi in Cina furono difficilissimi e compiuti a piedi. I viaggi furono spinti dall'eroismo di una fede genuina. Professò la sua fede nonostante i gravi pericoli. Collaborò alacremente affinché il primo sacerdote Yan arrivasse in Corea. Collaborò all'arrivo dei missionari francesi, il vescovo Imbert e i sacerdoti Maubant e Chastan. Fu accolto insieme alla madre e alla sorella dal vescovo Imbert. Il vescovo Imbert desiderava farlo diventare sacerdote. La persecuzione infuriava e un apostata li tradì. A causa del tradimento furono imprigionati. Paolo Chong Hasang venne interrogato e torturato per fargli abbandonare la religione straniera. Mostrò una grande fermezza durante l'interrogatorio e la tortura. Venne condannato a morte. Fu decapitato il ventidue settembre mille ottocento trentanove. Fu giustiziato insieme al suo caro amico Agostino Nyon. Agostino Nyon era firmatario di una petizione al papa per l'invio di un vescovo in Corea. La madre e la sorella vennero uccise dopo alcuni mesi. Il vescovo Imbert e i due sacerdoti delle Missioni Estere di Parigi furono decapitati nel mille ottocento trentanove.
La schiera dei martiri
Il testo elenca i martiri in Corea. Tra i martiri vi sono tre vescovi e otto sacerdoti. Tutti gli altri martiri sono laici. Tra i laici vi sono persone coniugate e persone non coniugate. Tra i martiri vi sono persone anziane, giovani e fanciulli. Tutti i martiri furono sottoposti al supplizio e consacrarono con il loro prezioso sangue gli inizi della Chiesa in Corea. Tra questi testimoni figurano Pietro Yi Ho-yong, Protasio Chong Kuk-bo, Maddalena Kim Ob-i, Anna Pak A-gi, Agata Yi So-sa, Agata Kim A-gi, Agostino Yi Kwang-hon, Barbara Han A-gi, Lucia Pak Hui-sun, Damiano Nam Myong-hyok, Pietro Kwon Tug-in, Giuseppe Chang Song-jib, Barbara Kim, Barbara Yi, Rosa Kim No-sa, Marta Kim Song-im, Teresa Yi Mae-im, Anna Kim Chang-gum, Giovanni Battista Yi Kwang-hon, Maddalena Yi Yong-hui, Lucia Kim Nu-sia, Maria Won Kwi-im, Maria Pak K'un-agi, Barbara Kwon Hui, Giovanni Pak Hu-Jae, Barbara Yi Chong-Hui, Maria Yi Yon-Hui, Agnese Kim Hyo-Ch'u e Francesco Ch'Oe Kyong-hwan. La testimonianza prosegue con i sacerdoti delle Missioni Estere di Parigi Lorenzo Maria Giuseppe Imbert, Pietro Filiberto Maubant e Giacomo Onorato Chastan, morti il ventuno settembre mille ottocento trentanove a Sai-Nam-Hte. Si ricordano inoltre Paolo Chong Ha-Sang, Agostino Yu Chin-Kil, Maddalena Ho Kye-Im, Sebastiano Nam I-Gwan, Giulitta Kim, Agata Chon Kyong-Hyob, Carlo Cho Shin Ch'ol, Ignazio Kim Che-Jun, Maddalena Pak Pong-Son, Perpetua Hong Kum-Ju, Colomba Kim Hyo-im, Lucia Kim, Caterina Yi, Maddalena Cho, Pietro Yu Tae-Ch'ol, Cecilia Yu So-sa, Barbara Cho Chung-i, Maddalena Han Yong-i, Pietro Ch'oe Ch'ang-hub, Benedetta Hyong Kyong-nyon, Elisabetta Chong Chong-hye, Barbara Ko Sun-i, Maddalena Yi Yong-dok, Teresa Kim, Agata Yi, Stefano Min Kuk-Ka, Andrea Chong Hwa-Gyong, Paolo Ho Hyob, Agostino Pak Chong-won, Pietro Hong Pyong-ju, Maddalena Son So-byok, Agata Yi Kyong-i, Maria Yi In-dok, Agata Kwon Chin-i, Paolo Hong Yong-ju, Giovanni Yi Mun-u, Barbara Ch'oe Yong-i, Antonio Kim Song-u, Carlo Hyon Song-mun, Pietro Nam Kyong-mun, Lorenzo Han I-hyong, Susanna U Sur-im, Giuseppe Im Ch'i-p'ek, Teresa Kim Im-i, Agata Yi Kan-nan, Caterina Chong Ch'or-yom e Pietro Yu Chong-Nyul.
La glorificazione e la memoria
Nel periodo delle persecuzioni successive trovarono la morte anche Simeone Francesco Berneux, Simone Maria Giusto Ranfer de Bretenières, Pietro Enrico Dorie e Bernardo Luigi Beaulieu, sacerdoti della Società Parigina per le Missioni Estere, insieme a Giovanni Battista Nam Chong-Sam, Giovanni Battista Chon Chang-Un e Pietro Ch'oe Hyong. La persecuzione mieté altre vite tra cui Marco Chong Ui-Bae, Alessio U Se-Yong, Antonio Daveluy, Martino Luca Huin, Pietro Aumaître, Giuseppe Chang Chu-Gi, Luca Hwang Sok-Tu e Tommaso Son Cha-Son. Successivamente offrirono la vita Bartolomeo Chong Mun-ho, Pietro Cho Hwa-so, Pietro Son Son-j, Pietro Yi Myong-so, Giuseppe Han Won-so, Pietro Chong Won-ji, Giuseppe Cho Yun-ho e Giovanni Yi Yun-Il. Cento tre di questi martiri furono beatificati in due gruppi distinti nel millenovecentoventicinque e nel millenovecentosessantotto. Tutti i centotré martiri furono canonizzati insieme il sei maggio millenovecentottanta a Seul da papa Giovanni Paolo II. Dei centotré santi martiri, solo dieci erano stranieri, di cui tre vescovi e sette sacerdoti. Gli altri martiri canonizzati erano tutti coreani, tra catechisti e fedeli. In questo giorno si celebrano in un'unica festa tutti i centotrè martiri della Corea, che testimoniarono coraggiosamente la fede cristiana, introdotta la prima volta in questo regno con fervore da alcuni laici e successivamente alimentata e consolidata dalla predicazione dei missionari e dalla celebrazione dei sacramenti.
Vida y martirio
Andrés Kim Taegon nació en el año 1821 en el seno de una patria que miraba con recelo la llegada del cristianismo. Con apenas quince años de edad, en 1836, fue enviado a Macao para iniciar sus estudios teológicos y prepararse para el ministerio sacerdotal, un camino difícil que exigía un desapego total de su tierra natal. Tras años de rigurosa formación, recibió la ordenación presbiteral en Shanghai, convirtiéndose así en el primer pastor coreano llamado a guiar a sus propios hermanos.
El regreso a su patria debió realizarse de forma clandestina, desafiando las leyes imperiales que castigaban con la muerte la entrada de misioneros. En Seúl, el joven sacerdote ejerció un apostolado silencioso pero fecundo, fortaleciendo la fe de las comunidades locales. Sin embargo, su labor fue interrumpida en 1846 al ser arrestado mientras intentaba enviar cartas a Europa para solicitar ayuda y denunciar la situación de los creyentes. Tras sufrir prisión y rechazar con firmeza la apostasía que le exigían sus verdugos, Andrés Kim Taegon fue decapitado en Seúl el 16 de septiembre de 1846, entregando su alma al Creador a la edad de veinticinco años.
Glorificación y culto
La sangre de estos testigos no quedó en el olvido de la historia. El testimonio de Andrés Kim Taegon, Pablo Chong Hasang y sus compañeros mártires fue solemnemente reconocido por la Iglesia el 6 de mayo de 1984, cuando el papa Juan Pablo II los elevó a los altares mediante la canonización, celebrada durante su visita apostólica a Corea. Su memoria litúrgica se celebra de forma conjunta el 20 de septiembre, uniendo en un solo tributo de alabanza a este grupo de fieles que, sin importar su edad o condición social, confesaron al único Señor con una sola voz y un solo corazón.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggiano i Santi Mártires Coreanos?
La memoria liturgica dei santi martiri coreani, che comprende Andrea Kim Tae-gon, sacerdote, Paolo Chong Ha-sang e compagni, si celebra il venti settembre.
Di cosa è patrono il gruppo dei Santi Mártires Coreanos?
I santi martiri coreani sono patroni della Corea.
Memoria de los santos Andrés Kim Tae-gon, sacerdote, Pablo Chong Ha-sang y compañeros, mártires en Corea. En este día en una única celebración se veneran también todos los ciento tres mártires, que testimoniaron valientemente la fe cristiana, introducida la primera vez con fervor en este reino por algunos laicos y luego alimentada y consolidada por la predicación de los misioneros y por la celebración de los sacramentos. Todos estos atletas de Cristo, de los cuales tres obispos, ocho sacerdotes y todos los demás laicos, entre los cuales algunos casados otros no, viejos, jóvenes y niños, sometidos al suplicio, consagraron con su preciosa sangre los inicios de la Iglesia en Corea. — Martirologio Romano