Santa Flavia Domitilla fu una nobildonna e martire della Chiesa cristiana vissuta nel corso del primo secolo, legata alla potente dinastia dei Flavi. La sua memoria si inserisce nel tempo delle prime e difficili persecuzioni imperiali, durante le quali la testimonianza della fede comportava l'esilio, la confisca dei beni o persino la morte. La sua figura è giunta sino a noi attraverso le preziose testimonianze degli storici antichi, i documenti epigrafici e le prime attestazioni della devozione cristiana.
La Chiesa ne custodisce la memoria con profonda venerazione liturgica, ricordandone il coraggio e la fedeltà al Vangelo. Attraverso il lungo esilio nell'isola di Ponza e la successiva tradizione agiografica, santa Flavia Domitilla rimane un simbolo luminoso di perseveranza nella prova, richiamando ogni credente alla coerenza della propria testimonianza cristiana nel mondo e alla custodia della fede ricevuta.
La Iglesia Católica indica a Sant'Agustín Roscelli como un insigne ejemplo de sacerdote y de fundador santo, cuya figura abarcó los perfiles de pastor solícito, educador de la fe, ministro de la Palabra y guía espiritual. Nacido en el siglo XIX, este humilde religioso desarrolló su fecunda labor en tierras de Liguria, consagrando su existencia entera a la obediencia, la humildad, el silencio y el sacrificio en busca constante de la voluntad divina. Su profunda vida interior, nutrida por la oración continua y por un amor ardiente a la Eucaristía, se armonizó de manera perfecta con una incansable y desvelada actividad pastoral orientada a los más necesitados.
Dotado de una gran sensibilidad ante los problemas de su época, Sant'Agustín Roscelli supo intervenir con obras concretas para tutelar a los indefensos, especialmente a las jóvenes expuestas a graves riesgos morales y a las personas marginadas de la sociedad urbana. Guiado con docilidad por el Espíritu Santo, y casi sin proponérselo de inicio, llegó a fundar la Congregación de las Hermanas de la Inmaculada Concepción de la Beata Virgen María para la educación de las fanciulle y de las jóvenes vulnerables. Su existencia entregada al servicio de Dios y de los hermanos concluyó en Genova, dejando una huella imborrable de caridad y santidad que fue coronada solemnemente por el papa Juan Paolo II con su canonización en el año 2001.
San Cerenico, conosciuto in latino come Serenicus e in italiano anche come San Cinereo o Cenerico, visse nel corso del settimo secolo. Nato a Spoleto tra il 620 e il 625 sul fiume Marroggia, secondo quanto attesta una pubblicazione del 1965 della Société Historique et Archéologique de l'Orne, il santo intraprese un cammino spirituale che lo condusse in terra francese. Egli è particolarmente venerato sulle rive del fiume Sarthe, nella località di Saint-Céneri-le-Gérei, dove la sua memoria liturgica si rinnova ogni anno.
La sua figura è ricordata per il profondo impegno ascetico e per il ministero svolto come monaco e diacono nei pressi di Le Mans. Dalle origini umbre fino al nord Europa, la sua vita testimonia una fede capace di attraversare i confini geografici e di lasciare un segno indelebile nella storia religiosa, custodito ancora oggi attraverso i secoli nella memoria delle comunità che lo festeggiano.
Santa Rosa Venerini, fondatrice delle Maestre Pie, nacque a Viterbo il 9 febbraio 1656 da una famiglia agiata e morì a Roma il 7 maggio 1728. Vissuta tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, seppe intuire la profonda povertà spirituale e culturale della donna del suo tempo, dedicando la propria esistenza all'istruzione e alla formazione cristiana delle fanciulle attraverso l'apertura delle prime scuole pubbliche femminili in Italia. La sua opera coraggiosa, fondata su una solida vita di preghiera e di abbandono alla volontà di Dio, superò dure incomprensioni e ostilità ecclesiastiche e sociali, estendendosi rapidamente oltre i confini di Viterbo e giungendo fino a Roma.
Ricordata per il suo carisma di passione per la salvezza delle anime e per la promozione umana della donna, Santa Rosa Venerini fu proclamata beata da papa Pio XII nel 1952 e successivamente canonizzata da papa Benedetto XVI il 15 ottobre 2006 in Piazza San Pietro. La sua congregazione religiosa apostolica ha continuato nel corso dei secoli a irradiare nel mondo il carisma della fondatrice, estendendo la sua attività educativa in molteplici nazioni e a favore degli emigrati, ed è celebrata nel Martirologio come vergine di Viterbo con memoria liturgica il sette maggio.
Sant'Antonio de Pechersk, vissuto nell'undicesimo secolo tra il 983 e il 1073, è ricordato come l'iniziatore del monachismo russo e una delle figure spirituali più importanti della sua epoca. Nato a Lubec nei pressi di Tchernigov, si sentì attratto dalla vita eremitica fin da giovanissimo, iniziando questo cammino nella sua terra d'origine prima di compiere un pellegrinaggio fondamentale al Monte Athos. Profondamente colpito dalla vita dei monaci greci, entrò nel monastero di Esphigmenon verso il 1028, dove mutò il suo nome secolare di Antipa in Antonio. Tornato in patria su consiglio del suo superiore Teotisto per suscitare un fermento monastico nel suo popolo, si stabilì in una grotta scavata da sé sul monte Berestov, sulle rive del fiume Dnjepr, presso Kiev. La sua cella divenne presto meta di numerosi pellegrini in cerca di consiglio e aiuto, dando origine a quella straordinaria esperienza spirituale che avrebbe portato alla fondazione della celebre Laura delle Grotte, o Pecerskaja Lavra.
La sua esistenza fu segnata da una profonda dedizione alla solitudine e alla preghiera, pur accogliendo chiunque si rivolgesse a lui senza distinzione tra ricchi e poveri, come tramandato dalla Cronaca di Nestore. Affrontò momenti di prova, tra cui l'esilio nel principato di Tchernigov a causa dei sospetti nutriti dal principe Isiaslav, ma tornò infine a Kiev dove morì nella sua cella il 10 luglio 1073. La Chiesa russa e la Chiesa Cattolica di rito slavo celebrano la sua memoria proprio in questa data. La sua opera spirituale ha continuato a vivere attraverso i secoli grazie al monastero da lui ispirato, che divenne il cuore pulsante della fede e della cultura monastica russa, resistendo a devastazioni storiche e rinnovandosi costantemente nel corso del tempo.
San Juan de Beverley fue una figura eminente de la Iglesia en Inglaterra, habiendo vivido entre el siglo VII y el siglo octavo. Nacido en Harlam, en el territorio de Yorkshire, en el seno de una noble familia anglosajona que lo guio hacia la vida eclesiástica, dejo una huella indeleble como monje benedictino y como pastor de almas. Su periplo terrenal lo condujo desde los sabios consejos de Canterbury hasta las responsabilidades episcopales en Hexham y la sede metropolitana de York. A lo largo de su existencia, supo entrelazar el rigor del estudio, la profundidad de la plegaria personal y la guía de su grey en Northumbria, destacando por su profunda humildad hasta el momento de su retiro monástico.
El santo es recordado con profunda veneración tanto por la Iglesia católica como por la anglicana, que perpetúan su memoria litúrgica en dos fechas señaladas del calendario. Su legado perduró a través de los siglos, no solo por la fundación de la célebre abadía de Beverley, sino también por el testimonio que de él dejó Beda el Venerable en su obra histórica. A pesar de las vicisitudes históricas, la profanación de sus reliquias y los avatares políticos que afectaron su culto en Inglaterra, su figura permanece como símbolo de santidad, intercesión milagrosa y fidelidad evangélica.
El Beato Francesco Paleari, sacerdote cottolengo del XX secolo, nacque a Pogliano Milanese nel 1863 da una famiglia povera ma ricca di fede e carità. Giovanissimo giunse a Torino, dove legò per sempre la sua esistenza alla Piccola Casa della Provvidenza fondata da San Giuseppe Benedetto Cottolengo, operando per cinquantatré anni come maestro, predicatore, confessore e direttore spirituale con un sorriso inconfondibile che conquistò tutti.
Ricordato come il prete che sorride e il piccolo prete del Cottolengo, spese la sua vita tra molteplici incarichi diocesani e l'amore incondizionato per i poveri e i sofferenti. Svolse un'attività vorticosa e semplice, segnata da profondi doni spirituali, e si spense nel 1939 dopo una dolorosa infermità, venendo beatificato a Torino il 17 settembre 2011.
San Maurelio, vissuto nel corso del settimo secolo, nacque ad Edessa ed è ricordato come il venerato vescovo di Voghenza e di Ferrara, la cui luminosa testimonianza di fede culminò nel martirio. La sua vicenda terrena, segnata dalla rinuncia agli onori regali per amore di Dio, si intreccia profondamente con la storia spirituale della comunità ferrarese, di cui è insigne protettore.
La memoria di questo santo pastore è tramandata da un'antica tradizione agiografica e custodita con devozione attraverso i secoli mediante il culto ininterrotto delle sue reliquie, le preziose testimonianze artistiche ispirate alla sua vita e la costante protezione invocata dai fedeli. La Chiesa ne celebra la solenne festività il sette maggio.
En Nicomedia en Bitinia, en la actual Turquía, santos Flavio y cuatro compañeros, mártires.
Beata Gisela de Hungría
Reina, abadesa
En el monasterio de Niedernburg en Baviera, en Alemania, beata Gisela, que, casada con san Esteban rey de Hungría, ayudó a su marido en la obra de propagación de la fe y, después de su muerte, despojada de todos sus bienes y en exilio del reino, se retiró en este monasterio, del que fue luego abadesa.
Sant' Agustín de Nicomedia
Mártir
Sant' Augusto de Nicomedia
Mártir
Beato Alberto de Bérgamo
Dominico
En Cremona, beato Alberto de Bérgamo, campesino, que soportó con paciencia los reproches de la esposa por su excesiva generosidad hacia los pobres y, dejados los campos, vivió pobre como fraile de la Penitencia de San Domenico.
Beato Antonio de Agramunt
Mercedario
San Plácido de Autun
Abad
Santa Sessatruda de Faremoutiers
Virgen y monja
Del Martirologio Romano
En Roma, conmemoración de santa Domitila, mártir, que, nieta del cónsul Flavio Clemente, acusada durante la persecución de Domiciano de haber renegado de los dioses paganos, por su testimonio de fe en Cristo fue deportada junto con algunos otros en la isla de Ponza, donde consumó un largo martirio. — Martirologio Romano