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lunes 9 de noviembre 2026 · Santo del día

Dedicación de la Basílica Lateranense

Dedicación de la Basílica Lateranense

La festividad litúrgica del nueve de noviembre celebra la dedicación de la basílica del Santísimo Salvador, conocida universalmente como la archibasílica de San Juan de Letrán. Este lugar sagrado, construido por el emperador Costantino en honor a Cristo Salvador, fue edificado como la sede propia de los obispos de Roma y es considerada con toda justicia la iglesia madre de todas las iglesias de la Urbe y del Orbe. La celebración anual de su dedicación en toda la Iglesia latina representa un signo profundo de amor y de unidad con el Romano Pontefice. Fin de los tiempos apostólicos, la comunidad cristiana ha sentido la necesidad de contar con espacios físicos dedicados a la oración, a la proclamación de la Palabra y a la renovación del sacrificio eucarístico, superando las dificultades de los primeros siglos.

La historia de este venerado templo se entrelaza con momentos decisivos de la historia eclesiástica e imperial. En los primeros tiempos, las reuniones litúrgicas se celebraban en casas privadas debido a la falta de reconocimiento oficial. Un precedente notable ocurrió al comienzo del tercer siglo, cuando el emperador Alejandro Severo falló a favor de los cristianos en una disputa jurídica contra unos hosteleros por la posesión de un lugar de culto. La monumental basílica fue finalmente fundada por papa Melchiade entre los años 311 y 314 sobre terrenos donados por Costantino junto al Palacio Lateranense, que sirvió como residencia imperial y pontificia, y que hoy alberga la sede del Vicariato de Roma. A lo largo de los siglos, el edificio sufrió numerosas destrucciones y reconstrucciones, acogiendo en sus recintos cinco concilios históricos celebrados en los años 1123, 1139, 1179, 1215 y 1512.

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Los otros santos de hoy

Santa Isabel de la Trinidad (Elisabeth Catez)

Virgen carmelita

Santa Isabel de la Trinidad, al secolo Elisabetta della Santissima Trinità Catez, nacque nel campo militare di Avor presso Bourges, in Francia, il 18 luglio 1880. Visse nel corso del ventesimo secolo come religiosa dell'Ordine delle Carmelitane Scalze, distinguendosi fin dalla fanciullezza per la profonda contemplazione del mistero trinitario e per un cammino spirituale segnato dall'amore ardente e dalla sofferenza offerta. Dopo aver superato le resistenze familiari e aver trascorso poco più di cinque anni nel monastero di Digione, si spense nella stessa città il 9 novembre 1906, all'età di ventisei anni.

La sua figura è ricordata per la straordinaria profondità mistica con cui visse l'unione con la Santissima Trinità, che considerava il perno della propria esistenza fino a definirla familiarmente i suoi Tre. Tra le grandi mistiche del suo tempo, paragonata alla consorella santa Teresa di Gesù Bambino, seppe trasformare il dolore fisico del morbo di Addison e le prove dello spirito in una via di sublime conformazione a Cristo e di intercessione per la Chiesa. La sua causa di canonizzazione, culminata nel riconoscimento del miracolo avvenuto per la guarigione di Marie-Paule Stevens, portò papa Francesco a proclamarla santa il 16 ottobre 2016.

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Beato Jorge Napper

Sacerdote y mártir

El Beato Jorge Napper fue un sacerdote y mártir del siglo diecisiete, cuya vida estuvo marcada por una profunda entrega a la fe en tiempos de adversidad. Nacido en Holywell, Oxford, en el año 1550, recorrió un camino de fidelidad que lo llevó desde su formación académica hasta el ejercicio del ministerio sacerdotal en condiciones de gran dificultad. Su testimonio es un ejemplo de constancia en el servicio a la Iglesia, culminando en el sacrificio supremo de su vida por amor a su vocación.

Es recordado hoy como un modelo de fortaleza cristiana que, a pesar de las restricciones y los peligros de su época, no desistió en su labor pastoral. Tras una vida dedicada a la misión en el Oxfordshire, el Beato Jorge Napper entregó su espíritu en el año 1610. Su memoria fue honrada por la Iglesia cuando el Papa Pío Undécimo lo beatificó el quince de diciembre de 1929, reconociendo así la integridad de su testimonio y la luz que su entrega sigue proyectando sobre los fieles que buscan perseverar en la fe.

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Beato Gracia (Graciano) de Cattaro

Religioso agustiniano

Il Beato Graziano de Cattaro nacque nel quindicesimo secolo, precisamente nel 1438, a Mulla, un piccolo villaggio situato nella baia di Cattaro sulle coste dalmate, che corrisponde all'odierna Kotor in Montenegro. Cattaro rappresentava il centro più importante del golfo e della diocesi e, dal 1423, si era liberamente sottomessa alla signoria veneziana conservando la propria indipendenza. L'architettura della città rifletteva la lunga egemonia dei veneziani e, grazie a questo legame con la Serenissima, la località era divenuta un porto vivace e ricco di commercianti, marinai e pescatori. Egli stesso visse inizialmente come uomo di mare e pescatore, rimanendo dedito a tale attività sino all'età di trent'anni e conducendo una vita in grande povertà alla guida di una piccola imbarcazione per procurarsi il cibo, come ricorda il martirologio, il quale lo definisce religioso dell'Ordine di Sant'Agostino e attesta che fu spinto dai sermoni del beato Simone da Camerino a chiedere l'abito religioso e a condurre una vita pia.

La sua esistenza terrena si concluse il nove novembre 1508 nell'isola di Murano, nell'arcipelago veneziano, dopo essersi ammalato gravemente quasi settantenne, e le sue reliquie riposano oggi nella chiesa di Mulla, suo paese natale. Il culto come beato fu approvato nel 1889 dal pontefice Leone XIII, fissando la memoria il nove novembre. Nel corso dei secoli la sua figura ispirò opere agiografiche, tra cui la biografia in lingua italiana del Lazzerini risale al 1643 e la biografia latina di Eliseo di Gesù e Maria risale al 1677, sebbene tali biografie storiche del Lazzerini e di Eliseo di Gesù e Maria non abbiano fondamenti storicamente documentati. Tuttavia, i racconti sull'austerità di vita e la potenza prodigiosa dell'intercessione continuano a testimoniare l'antica fama di santità di Graziano.

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Sant' Agripino de Nápoles

Obispo

Sant' Agripino è stato il sesto vescovo della diocesi di Napoli, una figura di riferimento per la comunità cristiana locale durante il terzo secolo. La sua esistenza si intreccia profondamente con la storia della città, di cui è ricordato come un antico e solenne difensore. La sua eredità spirituale ha attraversato i secoli, mantenendo vivo il legame tra i fedeli napoletani e le radici della loro fede apostolica.

Il santo è oggi onorato come uno dei patroni di Napoli. La memoria della sua vita e del suo ministero episcopale è custodita con devozione, testimoniata dal ritrovamento delle sue reliquie avvenuto nel corso del diciottesimo secolo. La figura di Sant' Agripino invita ancora oggi alla riflessione sulla continuità del servizio pastorale e sulla protezione che i santi pastori continuano a esercitare sulla città che hanno servito con dedizione durante il loro cammino terreno.

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Beato Ludovico (Luigi) Morbioli

Confesor

Il Beato Ludovico Morbioli, vissuto nel corso del XV secolo, nacque a Bologna nel 1433 e vi morì il 9 novembre 1485, all'età di poco superiore ai cinquant'anni. La sua memoria si conserva unicamente nella città di Bologna, dove visse e operò durante uno dei periodi più splendidi della storia cittadina, sotto la signoria dei Bentivoglio. La sua straordinaria vicenda umana e spirituale è caratterizzata da un netto contrasto tra una giovinezza disordinata e la successiva fama di penitente. Inizialmente descritto come un piccolo borghese dalla professione incerta, era un giocatore accanito, un seduttore impenitente e un bevitore smodato, dotato di un carattere collerico e violento. La sua vita mutò radicalmente dopo un viaggio a Venezia per affari di dubbia limpidezza, dove contrasse una grave malattia che segnò l'inizio della sua conversione.

Oggi il Beato Ludovico Morbioli è ricordato per il suo coraggioso cammino di penitenza e per l'esemplare opera di conversione dal vizio, che lo portò a richiamare i cittadini alla pietà tramite la parola e l'esempio. Il Martirologio ne custodisce la memoria proprio per questa luminosa trasformazione spirituale, capace di incidere profondamente nel tessuto sociale della sua epoca. Sebbene i suoi resti mortali si siano dispersi all'interno delle mura della cattedrale bolognese di San Pietro, dove si troverebbero murati in qualche parete a causa di lavori di restauro che ne celano la tomba esatta, il ricordo di questo straordinario penitente è sopravvissuto a lungo dopo la sua morte. La sua figura continua a interpellare i fedeli come testimonianza viva della misericordia e della grazia capace di rinnovare il cuore umano.

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Beata Juana de Signa

Virgen

Lungo il corso del fiume Arno, a pochi chilometri a valle di Firenze, sorge la cittadina di Signa, un centro di antichissima origine con un nome romano derivato dal latino signum. Nel corso del Medioevo, questo luogo si sviluppò come importante centro agricolo, commerciale e come porto fluviale, collegato da un ponte ai piedi della collina, ed è stato celebre nella storia dell'artigianato e dell'industria per la lavorazione della terracotta e della paglia. La parte più antica della cittadina, posta alta sul colle con il suo aspetto medievale, è detta comunemente La Beata, in onore della Beata Giovanna, che visse in questi luoghi nella seconda metà del Duecento.

Nonostante siano pochi i documenti giunti fino a noi sul suo conto, la figura di questa vergine è rimasta profondamente impressa nella memoria della comunità. Figlia di umili genitori, visse la sua giovinezza come semplice pastorella, per poi consacrarsi interamente a Dio come reclusa volontaria. La sua vita di fede, spesa nella penitenza, nella preghiera e nell'ascolto dei fratelli, ha lasciato un segno indelebile, tanto che ancora oggi la sua protezione è invocata con devozione filiale dagli abitanti della sua terra natale.

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Beato Gabriel Ferretti

Franciscano

El Beato Gabriel Ferretti, sacerdote de la Orden de los Minori, nació en Ancona en el año 1385, en el seno de una familia noble y aristocrática con una arraigada tradición de devoción a la Iglesia y al Papa. Su hogar era numeroso, compuesto por diez hijos maschi, y el joven manifestó desde su infancia y adolescencia una inclinación profunda por las cosas de la Iglesia, acompañada de una spiccata pietà y numerosas devociones. Al decidir abrazar la vida religiosa, Gabriele renunció a los títulos nobiliarios y a los patrimonios de su familia, repitiendo así el mismo drama que caracterizó la elección de San Francesco, una decisión que sus parientes no acogieron con agrado. Con el paso de los años, su vida se convirtió en un faro luminoso de santidad, marcado por la predicación incansable, la fundación de conventos y una entrega total a los más necesitados. Su memoria litúrgica quedó fijada en el calendario, consolidando el recuerdo de su fecundísima labor pastoral y espiritual.

Es recordado con especial veneración por su ejemplar paso por este mundo, donde supo unir sus dotes naturales y una fervida inteligencia con una serena concentrazione in Dio, soda pietà y una tenera devozione alla Madonna. A pesar de las dificultades encontradas en su labor, como cuando fue cacciato por la maldicenza en Osimo para luego ser osannato por la misma gente, supo mantener el buen humor, la humildad y la caridad hasta el final de sus días. Su figura trasciende los siglos, encontrando un vínculo providencial de sangre y de gloria con el Papa Pio IX, con quien comparte el apellido Ferretti y el destino de la beatificación, separados por casi cuatro añoscientos años. Falleció en Ancona el 12 de noviembre de 1456 y, tras su muerte, el pueblo fiel comenzó a llamarlo cariñosamente el Conte Frate, cuyo culto fue solemnemente reconocido en el año 1753 por el Papa Benedetto XIV.

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San Teodoro

Mártir venerado en Rastiglione

San Teodoro è un martire venerato come compatrono della comunità di Rastiglione, dove si conserva il suo corpo santo. La sua figura è legata alla storia religiosa di un territorio che fu parrocchia autonoma fino al 1967, anno in cui fu riunita con decreto diocesano alla parrocchia matrice di Zuccaro, dopo che nel secolo sedicesimo si era staccata dalla stessa Zuccaro. La presenza delle reliquie ha dato vita a una profonda tradizione di fede, segnata da importanti ricognizioni canoniche, dalla costruzione di una cappella dedicata e da solenni trasporti periodici dell'urna sacra.

Nel corso dei secoli, la memoria di San Teodoro a Rastiglione si è intrecciata con l'indagine agiografica. L'identificazione del martire con il celebre omonimo di Amasea, ricordato nel Martirologio Romano al nove novembre, è stata tuttavia ritenuta insostenibile dagli studiosi, a causa della molteplicità di santi omonimi e della provenienza delle spoglie dalla catacomba di Callisto sulla via Appia. Nonostante queste complessità storiche, il culto liturgico è rimasto saldo, celebrato annualmente il nove novembre o nella domenica più prossima, rinnovando la devozione della comunità.

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Beato Monaldo de Capodistria

Il Beato Monaldo de Capodistria visse nel tredicesimo secolo e lasciò una traccia indelebile nella storia della Chiesa come insigne giurista, teologo e religioso dell’ordine francescano. Nato probabilmente a Pirano in seno a una famiglia di origine toscano-marchigiana, forse della casata dei Monaldi o dei Bonaccorsi, egli seppe coniugare la severità della ricerca scientifica con la radicalità evangelica del Serafico Poverello. Dopo una prima fase dedicata all'esercizio della professione forense, abbracciò la vocazione tardiva vestendo il cinereo saio di Francesco d’Assisi, inserendosi in una comunità che univa dotti e analfabeti nel servizio comune a Cristo Gesù.

Ricordato soprattutto per la celebre Summa Juris Canonici, nota anche come Summa Monaldina, il Beato Monaldo impiegò il suo alto ingegno al servizio del diritto e della morale, guadagnandosi l'ammirazione di pontefici e studiosi nel corso dei secoli. La sua figura di uomo dotto e di santo religioso continua a vivere nella memoria liturgica della Chiesa, specialmente grazie alla devozione che lo festeggia il diciannove giugno a Trieste e il nove novembre nel Martirologio Francescano.

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Beata María del Monte Carmelo del Niño Jesús Gonzalez-Ramon Garcia-Prieto

Fundadora

La Beata María del Monte Carmelo del Niño Jesús, nacida como María del Carmen González-Ramos García-Prieto, fue una mujer de profunda fe que dedicó su vida al servicio de los más necesitados en tierras españolas. Nacida en Antequera en el siglo diecinueve, su camino estuvo marcado por una entrega generosa que transformó el entorno social y espiritual de su tiempo, dejando un legado de caridad que perdura hasta nuestros días.

Es recordada principalmente por ser la fundadora de la Congregación de las Hermanas Terciarias Franciscanas de los Sagrados Corazones. Su labor, iniciada en Antequera y extendida a Málaga, fue una respuesta concreta a las necesidades de su época. Tras una vida de matrimonio y posterior consagración, su testimonio de servicio fue reconocido formalmente por la Iglesia, culminando en su beatificación por el Papa Benedicto decimosexto, convirtiéndose en un faro de espiritualidad para todos aquellos que buscan vivir el Evangelio con sencillez y determinación.

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Sant' Ursino (Orsino) de Bourges

Obispo

Sant'Ursino, conosciuto anche come Orsino, occupa un posto fondamentale nella storia cristiana della Francia come primo vescovo di Bourges e insigne evangelizzatore della regione del Berry nel corso del terzo secolo. La sua figura si muove tra i dati storici tramandati da illustri autori antichi e una ricca fioritura di tradizioni e leggende che nel tempo hanno arricchito la sua memoria spirituale. Il Martirologio Romano e la devozione locale ne celebrano la testimonianza festeggiandolo il nove dicembre, mentre la città di Bourges lo ricorda anche il ventinove dicembre, custodendo con profondo affetto la sua eredità di fede.

Nel corso dei secoli, il culto per il santo protovescovo si è esteso ben oltre i confini del Berry, radicandosi profondamente in diverse diocesi della Normandia e ispirando straordinarie espressioni artistiche, tra cui le celebri vetrate della cattedrale di Bourges e le sculture monumentali che ne narrano l'opera apostolica. La vita di Sant'Ursino rimane un punto di riferimento luminoso per la Chiesa gallicana, ricordato per aver annunciato per primo Cristo alla popolazione locale e per aver trasformato la dimora di un senatore pagano nella prima casa di preghiera per i credenti più bisognosi.

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San Vitón de Verdún

Obispo

En Verdún en la Galia belga, ahora en Francia, san Vito, obispo.

Sante Eustolia y Sópatra

Monjas de Constantinopla

En Constantinopla, santas Eustolia y Sópatra, vírgenes y monjas.

San Jorge

Obispo

En Lodève, en la Galia narbonense, ahora en Francia, san Jorge, obispo.

San Pabo

Confesor

Beato Enrique (Henryk) Hlebowicz

Sacerdote y mártir

En la ciudad de Borysów en Polonia, beato Enrique Hlebowicz, sacerdote y mártir, fusilado durante la guerra por odio a la fe.

Beato Francisco José Martín López Arroyave

Coadjutor salesiano, mártir

Beata María Micaela (María de la Salud Baldoví Trull)

Abadesa bernardina, mártir

Beato Alberón

Prior de la abadía cisterciense de Duinen

Del Martirologio Romano

Fiesta de la dedicación de la basílica Lateranense, construida por el emperador Constantino en honor de Cristo Salvador como sede de los obispos de Roma, cuya anual celebración en toda la Iglesia latina es signo del amor y de la unidad con el Romano Pontífice. — Martirologio Romano