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27 de julio

Beata María Magdalena (Margarita) Martinengo

Religiosa

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e infanzia bresciana

Margherita Martinengo nacque a Brescia il 4 ottobre 1687 all'interno di una famiglia di grande importanza sociale. Suo padre era il Conte Leopardo, Capitano della Repubblica Veneta, mentre la madre si chiamava Margherita Secchi d’Aragona, dalla quale la beata ereditò il nome. La madre morì dopo appena cinque mesi a causa delle complicazioni del parto. La piccola crebbe così in un ambiente sereno circondata dalle cure di diverse nutrici, sebbene fin dalla fanciullezza fosse sempre stata malaticcia e soffrisse in particolare di debolezza di stomaco.

Nel palazzo dei Martinengo, impreziosito da una ricca biblioteca e da molte opere d’arte, la fanciulla ricevette i primi insegnamenti. All’età di cinque anni prese come mamma e modello la Madonna. Successivamente frequentò la scuola delle Orsoline, dove manifestò una spiccata predisposizione per la lettura e la preghiera. Un giorno la bambina cadde da una carrozza in corsa senza farsi alcun male, e affermò di aver sentito il suo Angelo Custode prenderla in braccio dopo la caduta. All’età di dieci anni fu accolta dalle Agostiniane, monastero in cui si trovavano due sue zie, per perfezionare la propria istruzione e la vita spirituale.

Durante la celebrazione della Prima Comunione, la sacra particola cadde inaspettatamente a terra e Margherita si prostrò immediatamente per prenderla dal pavimento. Un freddo improvviso la scosse profondamente e sentì dentro di sé la misteriosa presenza di Dio. Due anni dopo si trasferì dalle Benedettine, dove erano religiose altre due zie, per sfuggire alle attenzioni delle prime. Tuttavia, anche le zie benedettine si dimostrarono più preoccupate della sua futura collocazione sociale che del suo profondo travaglio interiore. In mezzo alle altre convittrici si distingueva per l'indole allegra e vivace, amando ripetere che voleva farsi santa. Le consorelle pensavano che stesse scherzando, ma il Signore faceva sul serio. A tredici anni fece voto segreto di verginità.

La vocazione e l'ingresso nel monastero

Tre anni più tardi, di fronte all'insistenza dei familiari per un buon matrimonio, la giovane espresse chiaramente al padre la ferma intenzione di farsi cappuccina. Questa decisione incontrò una forte opposizione da parte del genitore, dando inizio a un periodo di mesi segnati dall'incertezza. Affrontò un periodo di prova presso le Cappuccine ed effettuò anche un viaggio a Venezia insieme al padre. Tornata a casa, decise di passare un’intera notte in preghiera prima di prendere la sua determinazione definitiva. Le vesti eleganti da contessina cedettero finalmente il posto al rude saio.

Entrò in monastero l’8 settembre 1705, condotta da un corteo di carrozze. In quel momento provò un grande spasimo, che paragonò alla drammatica separazione dell'anima dal corpo. Varcata la soglia, scelse di assumere il nome della Penitente che era stata la prima Testimone del Risorto. La comunità monastica era composta da una trentina di suore e la vita conventuale risultava rigorosamente scandita da cinque ore di preghiera durante il giorno, tre ore di notte e dal lavoro manuale.

Il rapporto con la maestra delle novizie si rivelò particolarmente burrascoso, ma suor Maria Maddalena sopportò ogni cosa nel silenzio. Nonostante le sue nobili origini, non volle mai primeggiare per nulla al mondo. Le novizie erano solite svolgere i lavori più semplici, come coltivare l’orto, accudire gli animali e cucinare. Lei non aveva mai fatto quei lavori prima, eppure risultava sempre tra quelle che lavoravano con maggiore dedizione. In quel contesto di umiltà e raccoglimento, iniziò un rapporto profondo e ininterrotto col Signore, annotando che la sua orazione non aveva né principio né fine. Viveva costantemente unita a Dio nel suo interno e le sue facoltà erano tutte ingolfate in Dio. Dedicava alcune ore della notte alla preghiera anziché al riposo, considerandola uno specchio nel quale si mira Dio. La sua unione con l’Altissimo era totale, al punto da sprofondarsi nel proprio niente per perdersi interamente in Lui. Amava molto il silenzio ma rallegrava le consorelle con composizioni poetiche, favorita dal suo carattere gioviale.

Esperienze mistiche e responsabilità comunitarie

Nel frattempo iniziarono a manifestarsi quei disturbi di salute che l’avrebbero accompagnata per tutto il corso della sua vita. Fece la professione religiosa con un amore ardentissimo a Dio, intenso e continuo. In quel periodo avviò un prezioso magistero attraverso la corrispondenza diretta con i familiari e con le religiose di altri monasteri. Provò la sensazione intima che Cristo le mutasse il cuore donandole il suo divin cuore. Aveva tuttavia il grande timore di non essere sufficientemente diligente e per questo si imponeva penitenze corporali servendosi di cilici, arrivando a possederne a decine. Meditava continuamente sulla morte di Cristo sulla croce per i mali del mondo, interrogandosi di continuo sui propri peccati e ritenendo che la strada del patire e dell'annegar se stessi fosse la più breve per giungere al Sommo Bene.

Il Venerdì Santo del 1721 ebbe il dono straordinario dello sposalizio mistico. Alle consorelle che intuivano le sue profonde esperienze mistiche diceva di non sapersi spiegare come il Signore facesse a lei tanti favori. A trentasei anni fu nominata maestra delle novizie, un incarico che avrebbe ricoperto per tre volte. Tale condotta da formatrice suscitò tuttavia gelosie e l'opposizione di alcune suore. Successivamente ricoprì anche l'incarico di ruotara, gestendo i rapporti con l'esterno e contribuendo a diffondere la sua fama di santità in tutta la città. Nel 1732 fu eletta badessa. Dimostrando un rigore esemplare, mandò alcuni paramenti della chiesa alle Cappuccine di Venezia per il timore che il voto di povertà non fosse rispettato abbastanza. In seguito sperimentò dure tentazioni, descrivendo la sua condizione interiore come quella di una creatura esiliata dal cielo e dalla terra, arida, desolata e privata del sentimento sensibile di Dio.

Gli ultimi anni e il transito

Il 18 luglio 1734 ebbe la prima emottisi, un evento che rivelò soltanto a poche persone. Il suo corpo deperì velocemente a causa delle numerose e pesanti penitenze. Il 12 luglio 1736 fu nuovamente eletta badessa per guidare la comunità. Una delle religiose che inizialmente si erano opposte alla sua elezione arrivò ad affermare che nel suo modo di governare vi era qualcosa di divino. Rispondeva all'affanno dei medici dichiarando di sperare di morire presto per motivi a loro sconosciuti, di essere interamente in Dio e di non pensare ad altro.

Gli ultimi mesi furono particolarmente penosi e la religiosa trascorse la sofferenza meditando assiduamente sulla Passione di Cristo. Affermava di avere scolpiti nel cuore i misteri della vita, della passione e della morte di Cristo non per semplice meditazione, ma per averli realmente veduti. Le consorelle annotarono scrupolosamente tutti i particolari delle sue ultime giornate. Anni prima aveva scritto della gioia profonda di un'anima nel contemplare il crocifisso posto tra le mani durante l'ultima agonia. Spirò il 27 luglio 1737, poco dopo l'una di notte. L'intera città di Brescia le rese omaggio poche ore dopo la morte. Nacque a Brescia il 4 ottobre 1687 e morì a Brescia il 27 luglio 1737.

La Beata Maria Maddalena Martinengo ha lasciato numerosi scritti diretti alle consorelle e di carattere autobiografico. Redasse tali opere per stretta obbedienza ai confessori, cosa che le costò sempre molta fatica. I suoi scritti contenevano cose comprese dall'anima per esperienza diretta e non per scienza umana. Affermava di comprendere molte cose che non sapeva spiegare e di dire spropositi quando cercava di spiegarne altre. Nei suoi testi rivolgeva alle creature l'esortazione accorata a correre ad amare la smisurata bontà di Dio. Il Martirologio la ricorda a Brescia come beata, badessa dell'Ordine delle Clarisse Cappuccine e celebre per i suoi digiuni.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata María Magdalena Martinengo?

La sua ricorrenza si celebra il 27 luglio, data in cui il Martirologio la ricorda.

Di cosa è badessa e quale Ordine apparteneva?

Fu badessa dell'Ordine delle Clarisse Cappuccine a Brescia.

En Brescia, beata María Magdalena Martinengo, abadesa de la Orden de las Clarisas Capuchinas, célebre por sus ayunos. — Martirologio Romano