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31 de marzo

Beato Buenaventura (Tornielli) de Forlì

Sacerdote servita

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Formazione e studi

Bonaventura nacque a Forlì nel 1410. La sua nascita è probabilmente avvenuta nella nobile famiglia Tornielli, sebbene la notizia di questa appartenenza compaia nelle biografie solo a partire dalla metà del diciassettesimo secolo. Fin dalla giovinezza, il giovane sentì la chiamata alla vita religiosa, mostrando una grande devozione alla Madonna e decidendo di entrare nel convento dei Servi di Maria di Forlì. Poiché possedeva notevoli doti intellettuali, nel 1448 fu mandato a Venezia per approfondire gli studi. Gli studi furono la sua occupazione principale per ben sei anni, al termine dei quali conseguì il titolo di maestro in teologia a Venezia. Un'antica cronaca lo descrive come piccolo, magro, sparuto di persona ma eloquentissimo di scienza.

La predicazione in Italia

Diede inizio a una straordinaria attività di predicatore ispirandosi all'Apostolo Paolo e raccogliendo uditori vastissimi in varie città italiane. Durante le sue omelie, che non erano di contenuto leggero e talvolta risultavano coraggiose, raccomandava la frequenza ai sacramenti e la carità verso gli ammalati e i bisognosi. Nonostante avesse un aspetto austero, infondeva fiducia e simpatia, meritando il soprannome di fra barbetta. Il suo messaggio risultava molto incisivo e incitava alla penitenza i fedeli che accorrevano ad ascoltarlo. Tra i suoi interventi più rilevanti si ricordano la famosa predicazione tenuta davanti al Senato della Repubblica di Venezia il 25 marzo 1468, le prediche sempre a Venezia nel 1482 e quella alla Basilica di Saint Marco nel 1488. Tenne inoltre prediche memorabili nella cattedrale di Firenze su richiesta del Senato cittadino e predicò alla Santissima Annunziata di Firenze nel 1481. Svolse missioni importanti a Bologna e un'importante missione a Perugia nel 1476 durante una terribile pestilenza. Nel 1487 fondò la Compagnia della Santissima Annunziata in Sant'Alessandro a Brescia.

Governo e vita spirituale

La sua attività in seno all'Ordine fu molto feconda. Nel 1482 divenne Procuratore e, secondo le fonti, avrebbe acquisito il convento di Piobbico nelle Marche e il convento di Forlimpopoli. Il 31 maggio 1483 ricopriva la carica di priore del convento di San Marcello a Roma. In quella stessa data, Papa Sisto IV gli diede facoltà di ritirarsi in eremo con sei compagni, pur mantenendo la carica di predicatore apostolico che gli consentiva di viaggiare in tutta Italia. Amava profondamente la preghiera personale e contemplativa, ritirandoci sovente a Montesenario sui passi dei Sette Santi Fondatori e a Montegranaro, ma sacrificò sempre le sue aspirazioni solitarie per adempiere ai compiti nell'Ordine. Partecipò come Provinciale della Romagna al Capitolo di Vetralla del 1485, dove fu incaricato di riportare la congregazione a un maggior rispetto della Regola. Successivamente ricoprì la carica di Vicario Generale dei Frati dell'Osservanza, un movimento di riforma nato in seno all'Ordine, ponendo sempre grande attenzione nel sanare i malumori tra i confratelli. Nel 1485 fu acquisito il convento di Santa Maria di Paradiso di Clusone a Bergamo e nel 1488 fu oratore nel celebre Capitolo di Bologna. Il suo esempio era edificante oltre alla parola: si asteneva solitamente dalle carni e dal vino e camminava a piedi nudi in qualsiasi condizione atmosferica.

Transito e glorificazione

Durante la predicazione di un quaresimale a Udine nel convento di Santa Maria delle Grazie, accusò un malessere e morì il Giovedì Santo 31 marzo 1491, a circa ottant'anni d'età. Intorno alla sua persona nacque spontaneo il culto e si verificarono alcuni miracoli che furono registrati dai notai. I fedeli conservavano come reliquie i peli della sua barba. Inizialmente fu ordinato l'abbattimento del primo sepolcro poiché era alquanto maggiore del dovuto e il culto non era ancora confermato. Nel 1507 Andrea Loredan, luogotenente di Venezia a Udine, fu miracolato dal beato e nel 1509 volle portare con sé il corpo al rientro in patria; il corpo fu riposto nell'altare della sacrestia della chiesa dei Servi a Venezia, dove si celebrava specialmente il giovedì santo. Nel 1810, durante la soppressione napoleonica, i frati dovettero lasciare il convento e le reliquie furono portate prima nella casa privata di un frate e poi nella chiesa dei Santi Ermagora e Fortunato. Nel 1908 le reliquie furono trasferite nella chiesa del Sacro Cuore, già Abbazia della Misericordia, e nel 1971 tornarono definitivamente nel Santuario delle Grazie di Udine. Il culto ab immemorabili fu confermato il 6 settembre 1911 da Papa Pio X e la festa liturgica fu fissata al 31 marzo. Esiste un'antica rappresentazione iconografica del beato Bonaventura nella chiesa dei Servi di Orvieto, mentre il martirologio lo ricorda come sacerdote dell'Ordine dei Servi di Maria che esortò il popolo alla penitenza in diverse regioni d'Italia e morì ottuagenario predicando un quaresimale a Udine.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Buenaventura?

La festa liturgica si celebra il 31 marzo, giorno della sua nascita al cielo.

Di cosa è patrono il Beato Buenaventura?

I fatti biografici forniti non menzionano alcun patronato specifico.

En Udine, beato Buenaventura de Forlì, sacerdote de la Orden de los Siervos de María, que en diversas regiones de Italia con la predicación exhortó al pueblo a la penitencia y murió octogenario mientras estaba intentando predicar un cuaresmal. — Martirologio Romano