31 de marzo
Sant' Agilulfo (Agilulfo)
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La tradizione agiografica e le fonti antiche
Esiste una passio dell'undicesimo secolo, registrata nella Bibliotheca Hagiographica Latina, che fornisce i primi dettagli sulla vita di questo pastore della Chiesa. Secondo questo testo antico, egli sarebbe stato vescovo di Colonia e avrebbe svolto l'importante ruolo di consigliere di Carlo Martello. La narrazione agiografica prosegue raccontando che sarebbe stato ucciso il trentuno marzo del 716 nei pressi di Amblève. Questa morte violenta sarebbe avvenuta mentre si recava in veste di ambasciatore da Chilperico e Ragenfrid. Secondo questa stessa passio, il suo corpo sarebbe stato seppellito nella chiesa di San Lorenzo vicino al monastero di Stavelot-Malmédy. Un secondo testo della fine dell'undicesimo secolo, composto certamente dopo la traslazione delle reliquie a Colonia, aggiunge ulteriori particolari biografici. In base a questo secondo resoconto, Agilulfo sarebbe stato monaco di Malmédy prima di diventare vescovo e sarebbe stato discepolo dell'abate Anglino. Sempre secondo tale tradizione, gli sarebbe succeduto nell'ufficio abbaziale, conservando la carica di abate pur reggendo la chiesa di Colonia.
Il vaglio della storia e le reliquie
Le notizie di sapore agiografico sopra menzionate contrastano tuttavia con dati storicamente accertati dalla ricerca moderna. I documenti storici attestano che Agilulfo di Malmédy fu abate dal 752 al 757, mentre Agilulfo era già vescovo di Colonia nel 748, e forse anche nel 745, ed è storicamente accertato che morì tra il 751 e il 752. Per tali motivi, la critica storica stabilisce la necessità di distinguere accuratamente il vescovo dall'abate. L'identità del martire del 716 rimane dunque difficile da precisare con assoluta certezza. Gli studiosi ipotizzano l'esistenza di un altro vescovo di Colonia di nome Agilulfo all'inizio dell'ottavo secolo. Si ipotizza inoltre che l'autore della passio medievale abbia fatto confusione di nomi per glorificare un oscuro martire del suo monastero, attribuendogli indebitamente la qualifica episcopale. Nel corso dei secoli, il movimento delle reliquie ha segnato profondamente la devozione. Nel 1062 il vescovo Anno secondo trasferì le reliquie a Colonia, dove furono composte nella chiesa di Santa Maria ad Gradus, e proprio a partire da quell'anno se ne iniziò a celebrare la festa il nove luglio. Successivamente, nel 1802, le sacre reliquie furono trasferite a Kempen, per poi essere riportate a Colonia nel 1846 e nuovamente esposte alla pubblica venerazione nel 1893.
Il culto e l'iconografia tradizionale
Sant'Agilulfo è venerato il trentuno marzo nel giorno del suo dies natalis ad Amel, località nella quale gli è dedicata una chiesa. Nella città di Colonia viene invece festeggiato il sei luglio, nel giorno che ricorda la traslazione delle sue reliquie. Nelle rappresentazioni artistiche, il santo è normalmente raffigurato con la dalmatica, i guanti, il piviale e la mitra. Un esempio eccellente di questa iconografia si trova in una tavola del sedicesimo secolo custodita nel Museo di Colonia. Tra gli attributi comuni spicca il libro, che ricorda gli studi compiuti dal santo nell'abbazia di Stavelot nelle Ardenne. Un altro attributo tradizionale è la spada, che rappresenta lo strumento del martirio subito ad Amblève. Un attributo quasi costante è inoltre il falcone tenuto alto sul pugno. La tradizione popolare narra che un cacciatore mise in dubbio la santità di Agilulfo, accettando di crederci soltanto nel caso in cui il falcone avesse cantato. Il santo avrebbe compiuto il miracolo facendo cantare il falcone. Questo e altri avvenimenti prodigiosi sono mirabilmente rappresentati sugli sportelli di una pala d'altare del sedicesimo secolo nella cattedrale di Colonia. Un'altra immagine del santo in abiti sacerdotali si trova infine in una vetrata del diciassettesimo secolo nella chiesa di San Pantaleone sempre a Colonia.
Il ministero
La figura di Sant'Agilulfo emerge con chiarezza storica durante l'ottavo secolo, un periodo di grande fermento per la Chiesa in Europa. Egli è documentato come vescovo di Colonia almeno a partire dall'anno settecentoquarantotto, incarico che svolse con sollecitudine pastorale in una sede di fondamentale importanza per l'evangelizzazione e l'organizzazione ecclesiastica della regione. La sua opera non si limitò alla guida della diocesi di Colonia, poiché il suo impegno si estese anche all'ambito monastico, che egli considerava cuore pulsante della vita cristiana.
Successivamente, tra gli anni settecentocinquantadue e settecentocinquantasette, egli ricoprì la carica di abate nel monastero di Malmédy. Questa transizione dal governo episcopale alla guida di una comunità cenobitica testimonia la versatilità del suo servizio e la sua profonda dedizione alla regola. Il suo operato si intrecciò con la vita dei monasteri di Stavelot e Amblève, luoghi dove la preghiera e il lavoro si fondevano per sostenere il cammino di santità dei fedeli. La sua esistenza terrena si concluse nell'anno settecentocinquantadue, lasciando un'eredità di equilibrio tra l'autorità episcopale e l'umiltà tipica della vocazione monastica, virtù che hanno reso il suo nome un punto di riferimento duraturo per le generazioni successive che hanno guardato al suo esempio con ammirazione e gratitudine.
La memoria
La venerazione per Sant'Agilulfo ha trovato espressione nel corso dei secoli attraverso la custodia e la traslazione delle sue reliquie, segni tangibili di un legame spirituale mai interrotto. Nel millecentosessantadue, le sue spoglie furono solennemente traslate a Colonia, atto che consolidò il suo culto all'interno della cattedrale e nella memoria collettiva della città. Le vicende storiche portarono in seguito a ulteriori trasferimenti, come quello avvenuto verso Kempen nell'anno milleottocentodue, per poi fare ritorno definitivamente a Colonia nell'anno milleottocentoquarantasei, dove riposano tuttora.
La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il trentuno marzo, giorno del suo dies natalis, un momento di preghiera in cui la comunità cristiana eleva il ringraziamento per la vita di questo santo pastore. Esiste inoltre una memoria liturgica aggiuntiva, fissata per il sei o il nove luglio, che ricorda il momento della traslazione delle sue sacre reliquie. Questi appuntamenti annuali permettono ai fedeli di rinnovare il proprio impegno di fede, invocando l'intercessione di Sant'Agilulfo affinché, come egli fece nel suo tempo, anche noi possiamo custodire con fedeltà il mandato del Vangelo e servire i fratelli con spirito di carità e dedizione costante.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Agilulfo?
Sant'Agilulfo è festeggiato il trentuno marzo, il sei luglio e il nove luglio.
En Colonia en Austrasia, ahora en Alemania, san Agilolfo, obispo, ilustre por la santidad de vida y la predicación. — Martirologio Romano