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martes 31 de marzo 2026 · Santo del día

San Benjamín

Diácono y mártir

San Benjamín

San Beniamino visse nel corso del quinto secolo e svolse il ministero di diacono nella località di Ergol, nota anche come Argul, in terra di Persia. Egli appartiene a un nobile e luminoso gruppo di martiri che affrontarono la prova suprema della vita a causa della loro fedeltà a Cristo, inseriti nel contesto di una lunga e dolorosa persecuzione contro i cristiani. Tale persecuzione ebbe inizio sotto il regno del sovrano Iezdegerd I e trovò la sua conclusione soltanto con il regno del suo successore Bahram-Gor. Intorno all'anno 420, le tensioni raggiunsero un punto di svolta quando lo sfrenato zelo di alcuni credenti, capeggiati da un sacerdote di nome Hasu, portò all'incendio di un pireo, ossia un tempio dedicato al santo culto del fuoco proprio nella città di Ergol. Questo gesto di aperta rottura provocò l'immediato arresto di diverse figure di rilievo della comunità cristiana locale, tra cui il vescovo Abdas, suo fratello Papa, i sacerdoti Hasu e Isacco, il segretario Ephrem, il suddiacono Papa e i laici Daduq e Durtan. Poiché le autorità civili imposero al vescovo Abdas il preciso ordine di ricostruire il tempio distrutto ed egli si oppose con fermezza a tale richiesta, l'intero gruppo fu condannato a morte. Altri illustri testimoni della fede furono associati nel corso del tempo alla celebrazione di quella stessa persecuzione, tra i quali figurano Ormisda, noto anche come Manides, Sahin e lo stesso diacono di Ergol, San Beniamino. Le fonti storiche e agiografiche tramandano che esistono varie versioni discordanti riguardanti questa feroce persecuzione, tratte in buona parte dai sinassari bizantini, e che di conseguenza le notizie relative ai nomi dei martiri, alla data e al luogo preciso del martirio risultano talvolta imprecise e discordanti nei dettagli minori.

La memoria liturgica di San Beniamino è custodita con cura dalla Chiesa cattolica, che lo commemora ufficialmente il trentuno marzo all'interno del Martyrologium Romanum. La figura di questo diacono risplende in modo particolare per il suo coraggio incrollabile, poiché egli non desistette mai dal predicare le verità della fede cristiana e la parola di Dio anche sotto il regno del re Bahrom-Gor. Il suo martirio si consumò tragicamente verso l'anno 420, nei primissimi due anni del regno dello stesso Bahrom-Gor, assumendo forme di una crudeltà inaudita che prevedevano l'affissione di legni sottili e acuminati, descritti anche come canne acuminate, conficcati negli orifizi e sotto le unghie del santo. Le conseguenze storiche di quel periodo di persecuzione videro importanti mutamenti politici, culminati nel corso dell'anno 422, quando il sovrano Bahrom-Gor fu sconfitto dall'imperatore Teodosio secondo. La vittoria di Teodosio secondo portò alla stipulazione di accordi nei quali il monarca pose come condizione fondamentale di pace la concessione della piena libertà di culto per tutte le comunità cristiane residenti in Persia. La morte di San Beniamino ad Ergol rimane così un suggello luminoso di coerenza evangelica, ricordato nei secoli dalla tradizione cristiana come testimonianza suprema di amore per il Signore.

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Los otros santos de hoy

Santa Balbina de Roma

Mártir

Santa Balbina de Roma es una figura venerada como virgen y mártir, cuya memoria litúrgica se celebra el treinta y uno de marzo en el Martirologio Romano. Su memoria histórica y legendaria se entrelaza profundamente con los primeros siglos del cristianismo en la Ciudad Eterna, donde dejó una huella perdurable en la geografía sagrada. La tradición y los textos antiguos recogen su figura a través de relatos hagiográficos que han moldeado su culto a lo largo de los siglos.

Aunque muchos de los episodios sobre su vida provienen de relatos legendarios y adiciones posteriores de los hagiógrafos, su nombre sigue ligado a importantes lugares de culto en Roma. La existencia histórica de una matrona o fundadora relacionada con un antiguo título presbiterial y con un cementerio propio ha dado origen a la veneración de esta santa, cuyo testimonio resuena en la basílica que lleva su nombre sobre el Aventino.

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Sant' Agilulfo (Agilulfo)

Obispo

Sant'Agilulfo è una figura venerata nella Chiesa, la cui memoria si snoda tra la storia documentata e i racconti della tradizione agiografica medievale. Vissuto nell'ottavo secolo, viene ricordato nel martirologio come vescovo a Colonia in Austrasia, una terra dove risplendette per la straordinaria santità della sua vita e per l'efficacia della sua predicazione cristiana. Intorno alla sua figura e alla sua morte violenta si sono intrecciate nel tempo diverse narrazioni, registrate nei testi antichi, che testimoniano la devozione tributata al suo nome nel corso dei secoli.

Il culto liturgico legato alla sua memoria si celebra in date diverse a seconda delle tradizioni locali e delle traslazioni delle sue reliquie, ricordandolo in particolare il trentuno marzo, il sei luglio e il nove luglio. La sua iconografia tradizionale lo ritrae con i paramenti vescovili e con attributi simbolici legati sia alla sua formazione spirituale sia al suo martirio, mentre la pietà popolare tramanda prodigi legati alla sua intercessione e alla ferma testimonianza della sua fede.

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Beata Juana de Toulouse

Condesa, terciaria carmelita

La Beata Giovanna di Tolosa appartiene alle sante carmelitane ed è una figura tradizionalmente poco conosciuta, le cui notizie sul suo conto sono veramente scarse. Non si conoscono le date esatte di nascita e di morte, ma la sua vita pare collocabile tra i secoli quattordicesimo e quindicesimo. Era una donna di stirpe nobile, nata nel regno di Navarra, che scelse di vivere reclusa presso il convento carmelitano di Tolosa. Si contraddistinse nel convento per la sua grande austerità, amando molto parlare delle cose celesti con i giovani religiosi e pregando molto per loro. I giovani religiosi traevano gran profitto spirituale dalle sue conversazioni e preghiere, vivendo ella in un'epoca precedente rispetto a quando la clausura assunse la struttura che ha avuto nei secoli successivi. Il suo nome non compare nei cataloghi dei santi carmelitani della seconda metà del secolo quattordicesimo e non si trova nemmeno nella lista dei santi dell'ordine redatta da Giovanni Grossi, il quale morì nel 1437 ed era alunno della provincia carmelitana di Tolosa. Viene spesso citata quale terziaria oppure come monaca, e non è da escludere che professasse la regola carmelitana, poiché altre donne converse sue contemporanee fecero la professione della regola carmelitana.

Nel Martirologio è ricordata a Tolosa in Francia come beata Giovanna, vergine dell'Ordine delle Carmelitane, e il suo culto è ufficiale. Dopo la morte, i fedeli attribuirono alla sua intercesione numerosi miracoli. In Francia si dice che Giovanna sarebbe nata nel 1220 e sarebbe morta il venticinque agosto 1271. Sempre secondo questa tradizione francese, sarebbe stata figlia ed erede di Raimondo VII conte di Tolosa, e di Giovanna d'Inghilterra, e sarebbe stata contessa di Tolosa dal 1249 alla sua morte. Dalle mani di San Simone Stock avrebbe ricevuto l'abito di terziaria ed è considerata fondatrice del Terz'Ordine del Carmelo, avendo impiegato interamente il suo tempo e il suo denaro per la formazione dei religiosi carmelitani. Giovanna di Tolosa fu ufficialmente beatificata dal pontefice Leone XIII nel 1895 ed è festeggiata oggi.

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Beato Buenaventura (Tornielli) de Forlì

Sacerdote servita

Il Beato Buenaventura, al secolo Bonaventura Tornielli, visse nel corso del quindicesimo secolo distinguendosi come sacerdote dell'Ordine dei Servi di Maria. Nato a Forlì nel 1410 e originario, secondo la tradizione biografica consolidata a partire dalla metà del diciassettesimo secolo, della nobile famiglia Tornielli, il giovane sentì la chiamata alla vita religiosa e coltivò una grande devozione alla Madonna. Entrato nel convento dei Servi di Maria della sua città natale, unì alle sue notevoli doti intellettuali un profondo amore per la preghiera personale e contemplativa, ritirandosi sovente a Montesenario sui passi dei Sette Santi Fondatori e a Montegranaro. Tuttavia, egli sacrificò sempre le sue aspirazioni solitarie per adempiere ai compiti affidatigli nell'Ordine, svolgendo missioni di grande rilievo e un'intensa attività di predicazione in tutta Italia.

Egli è ricordato in particolare come un predicatore apostolico di straordinaria efficacia, capace di infondere fiducia e simpatia nonostante il suo aspetto austero e la severità dei suoi ammonimenti alla penitenza. La sua vita fu segnata da incarichi di governo e di riforma, come quando fu chiamato a guidare la congregazione a un maggiore rispetto della Regola. Dopo una feconda esistenza spesa al servizio della Chiesa e dei confratelli, morì il Giovedì Santo del 1491 a Udine, all'età di circa ottant'anni, mentre predicava un quaresimale. Il culto sorto spontaneamente intorno alla sua figura fu confermato ufficialmente il 6 settembre 1911 da Papa Pio X, fissando la sua festa liturgica al 31 marzo.

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Beato Daniele de Ungrispach

Mártir camaldulense

Il Beato Daniele de Ungrispach, vissuto tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, rappresenta una figura luminosa di laico cristiano capace di coniugare profondamente la dedizione alla famiglia, l'impegno nella vita pubblica e l'intensa attività mercantile con una spiritualità monastica esemplare. Nato da una nobile e facoltosa famiglia di stirpe germanica, egli seppe attraversare le vicende liete e travagliate del suo tempo mantenendo sempre come bussola la Parola di Dio e la preghiera costante. La sua esistenza si svolse tra Cormons, Udine, Pordenone e la Serenissima, luoghi in cui lasciò un'impronta indelebile di rettitudine, generosità verso i poveri e saggezza nel governo civile. Dopo aver condiviso amorevolmente il cammino coniugale con la sposa Ursina Ricchieri e aver cresciuto la figlia Lucia, scelse in pieno accordo con la moglie di consacrarsi a Dio come oblato camaldolese, trovando dimora nel monastero di San Mattia nell'isola di Murano.

Ricordato per la sua morte tragica avvenuta per mano di malviventi a scopo di rapina, il Beato Daniele è venerato per la straordinaria carità che contrassegnò ogni suo giorno e per la prodigiosa incorruttibilità del suo corpo, riconosciuta fin dalla prima esumazione. La sua testimonianza di vita mista tra impegni sociali e raccoglimento spirituale continua a parlare ai fedeli attraverso i secoli. Le sue spoglie mortali, custodite oggi nella Basilica di San Donato a Murano dopo varie vicissitudini storiche, continuano a raccogliere la devozione di quanti riconoscono in lui un insigne modello di santità laicale, confermato dai numerosi segni e grazie elargiti per sua intercessione fin dai tempi antichi.

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Beato Cristóbal Robinson

Mártir

En Carlisle, Inglaterra, conmemoración del beato Cristóbal Robinson, sacerdote y mártir, que fue testigo del martirio de san Juan Boste y finalmente, conducido al patíbulo en un día impreciso durante el reinado de Isabel I siempre por el solo hecho de ser sacerdote, recibió él mismo la palma del martirio.

San Guido de Pomposa

Abad

En Borgo San Donnino cerca de Parma, san Guido, abad del monasterio de Pomposa, que, después de haber reunido a muchos discípulos y reconstruido edificios sagrados, se dedicó con fervor a la oración, a la contemplación y al culto divino y en la ermita quiso tener la mente dirigida solo a Dios.

Beata Natalia Tulasiewicz

Mártir

En la ciudad de Ravensbrück en Alemania, beata Natalia Tułasiewicz, mártir, que, durante la ocupación militar de Polonia, su patria, encerrada en un campo de detención por los seguidores de una nefasta doctrina enemiga a la dignidad del hombre y de la fe, en una cámara de gas rindió su alma al Señor.

San Mauricillo (Maurilio)

Obispo de Milán

Beato Bartolomé Blanco

Mercedario

Del Martirologio Romano

En la localidad de Argol en Persia, san Benjamín, diácono, que no desistió de predicar la palabra de Dios y, bajo el reinado de Vararane V, sufrió el martirio con unas cañas puntiagudas clavadas en las uñas. — Martirologio Romano