18 de marzo
San Cirilo de Jerusalén
Obispo y doctor de la Iglesia
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini, sacerdozio e prime Catechesi
San Cirillo nacque a Gerusalemme nell'anno 315, in un contesto storico caratterizzato dai grandi cambiamenti religiosi dell'impero. Dopo un accurato cammino di formazione spirituale, Cirillo di Gerusalemme fu ordinato presbitero intorno al 345. Durante gli anni del suo sacerdozio, il futuro vescovo mostrò una particolare attenzione alla preparazione dei catecumeni aspiranti al sacramento del battesimo celebrato nella notte di Pasqua. Proprio in questo periodo compose le Catechesi, opere fondamentali che contengono discorsi destinati a illustrare la dottrina cristiana. I primi diciannove discorsi delle Catechesi furono tenuti nella basilica del Santo Sepolcro edificata a Gerusalemme da Costantino e risultano espressamente indirizzati ai catecumeni. I discorsi dal ventesimo al ventiquattro furono invece rivolti ai battezzati ammessi alla Chiesa Anastasis per consentire loro di comprendere appieno il significato della prassi liturgica.
L'episcopato e le dispute teologiche con Acacio
Cirillo divenne vescovo di Gerusalemme intorno all'anno 348, venendo eletto a questa importante sede episcopale e ricevendo la consacrazione. Il simbolo niceno era stato proclamato nel Primo Concilio Ecumenico di Nicea nell'anno 325, ma esso non aveva sancito la sconfitta degli ariani, sostenitori di una cristologia che negava a Gesù Cristo uguale divinità del Padre. Il termine homoousios, ossia della stessa sostanza, costituì l'affermazione cristologica fondamentale contro la deriva ariana. Terminato il Concilio di Nicea si aprì una lunga e dolorosissima stagione di divisione della Chiesa sulla questione cristologica. Non tutti si professarono niceni, come nel caso del vescovo e Dottore della Chiesa sant'Atanasio di Alessandria d'Egitto. Il partito ariano non costituiva un blocco monolitico e i più oscillavano tra le due posizioni. Cirillo di Gerusalemme, come Acacio vescovo di Cesarea e molti altri, conosceva una posizione intermedia e personale. Acacio fu vescovo di Cesarea dal 340 al 366 ed era succeduto al grande vescovo Eusebio, continuando ad arricchire la biblioteca di Cesarea. San Girolamo, morto nel 420, parlò delle grandi opere di commento e interpretazione della Sacra Scriptura scritte da Acacio e poi andate perdute. Acacio, tuttavia, sposò definitivamente una dottrina marcatamente ariana garantendosi il sostegno imperiale. A causa di questioni legate al rapporto tra Chiese, Acacio riuscì ad allontanare ripetutamente Cirillo dalla sua sede episcopale, pretendendo inoltre che la sede episcopale di Gerusalemme dipendesse da quella di Cesarea, già capitale amministrativa della Palestina e sede dei procuratori romani. Acacio, che pure aveva consacrato Cirillo, lo accusò di errori dottrinali e sfruttò la sua grande influenza sull'imperatore filo-ariano Costanzo.
I travagliati esili e i ritorni alla cattedra
La vita di Cirillo fu profondamente coinvolta nel travaglio della Chiesa dei primi secoli tra dibattiti teologici, debolezze umane e intrecci politici e militari. Cirillo fu prima deposto ed esiliato dall'imperatore Costanzo nel 357 e nel 360. Nel 359 un concilio locale di vescovi riabilitò Cirillo, che poté fare ritorno alla cattedra di Gerusalemme. Nel 360, tuttavia, Cirillo fu scacciato per la seconda volta da un concilio riunito a Costantinopoli su insistenza di Acacio. Cirillo tornò nuovamente in carica a Gerusalemme nel 362, alla morte di Costanzo, imperatore che era stato in lotta contro i Persiani e poi contro il cugino Giuliano. Verso il 367 l'imperatore Valente condannò Cirillo a un nuovo esilio. Cirillo fu dunque esiliato dall'imperatore Valente dal 367 al 378. Cirillo poté tornare dall'esilio definitivamente solo nel 378, dopo la morte di Valente nella guerra contro i Goti. L'imperatore Teodosio, regnante dal 379 al 395, pose fine all'esilio di Cirillo durato complessivamente sedici anni. Cirillo rimase indisturbato a Gerusalemme fino alla morte. Nel 382 Cirillo prese parte al concilio successivo in cui fu ribadita la validità della sua consacrazione a vescovo di Gerusalemme.
Il Concilio di Costantinopoli e il riconoscimento della santità
Cirillo partecipò con autorevolezza al Secondo Concilio Ecumenico celebrato a Costantinopoli nel 381. A Costantinopoli nel 381 Cirillo sottoscrisse completamente il simbolo divenuto niceno-costantinopolitano accettando il termine homoousios. San Cirillo soffrì molti oltraggi dagli ariani a causa della fede e fu più volte scacciato dalla sua sede. Cirillo spiegò mirabilmente ai fedeli la retta dottrina, le Scritture e i sacri misteri con omelie e catechesi. Cirillo fu accusato a suo tempo di legami con correnti dell'arianesimo, ma respinse fermamente la dottrina ariana sul Cristo. Cirillo dichiarò limpidamente Cristo Figlio di Dio per natura e non per adozione ed eterno come il Padre. Papa Leone XIII proclamò Cirillo Dottore della Chiesa nel 1882 per il suo insegnamento scritto contenuto nelle Catechesi, istruzioni preziose per i candidati al battesimo e per i neobattezzati. Nel ventesimo secolo il Concilio Vaticano II richiamò l'insegnamento di Cirillo di Gerusalemme in due costituzioni dogmatiche, la Lumen gentium e la Dei Verbum, e richiamò Cirillo anche nel decreto Ad gentes sull'attività missionaria. San Cirillo concluse la sua vita terrena nell'anno 387.
Pastor y confesor de la fe
Nacido en el siglo IV, Cirilo consagró su existencia al servicio de la Iglesia en Jerusalén. Hacia el año 345 fue ordenado presbítero, tiempo durante el cual compuso sus célebres Catequesis, destinadas a preparar a los catecúmenos para recibir los sacramentos de la iniciación cristiana. En el año 348 recibió la consagración episcopal, asumiendo la guía de la sede de Jerusalén en un período de profundas tensiones teológicas.
Su fidelidad a la doctrina ortodoxa frente a la influencia de los arrianos le costó graves sufrimientos. Entre los años 357 y 378, Cirilo fue condenado al destierro en repetidas ocasiones, viéndose obligado a abandonar su rebaño por defender la verdad sobre el Hijo de Dios. Tras el fin de sus exilios, participó de manera decisiva en el Concilio de Costantinopoli en el año 381, donde suscribió el símbolo niceno que reafirmaba la fe de la Iglesia. Su vida terrena concluyó en Jerusalén, la ciudad de la Redención, donde entregó su alma al Creador.
Su legado doctrinal
La riqueza espiritual y teológica de sus escritos trascendió los siglos. Su pedagogía clara, centrada en la sagrada liturgia y las Escrituras, continuó iluminando a los creyentes mucho después de su muerte en Jerusalén. En reconocimiento a su inestimable contribución a la teología y a la enseñanza de la fe, el papa León XIII lo proclamó solemnemente Dottore della Chiesa en el año 1882, elevando su figura como un faro de doctrina segura para todo el pueblo de Dios.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Cirillo de Jerusalén?
San Cirillo de Jerusalén si festeggia il 18 marzo.
Di cosa è patrono San Cirillo de Jerusalén?
Nei fatti forniti non sono menzionati patronati specifici attribuiti al santo.
San Cirilo, obispo de Jerusalén y doctor de la Iglesia, que, después de haber sufrido muchos ultrajes de los arrianos a causa de la fe y haber sido más veces expulsado de su sede, explicó admirablemente a los fieles la recta doctrina, las Escrituras y los sacros misterios con homilías y catequesis. — Martirologio Romano