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18 de marzo

San Leopardo (Leobardo) de Tours

Eremita

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la conversione

San Leopardo nacque in Alvernia e visse nel sesto secolo, appartenendo a una famiglia benestante che gli permise di trascorrere i primi anni senza preoccupazioni materiali. In gioventù viveva allegramente studiando le belle lettere e non aveva mai pensato al proprio matrimonio. Suo padre, desideroso di vederlo sistemato, gli presentò una ragazza ritenuta adatta a diventare sua sposa. Per non rattristare il padre, San Leopardo procrastinò per anni la decisione di sposarsi. Dopo la morte del genitore, egli presentò la ragazza a suo fratello, che si fidanzò con lei, liberando così il futuro eremita da ogni legame secolare. Attratto dalla vita religiosa, San Leopardo decise di compiere un pellegrinaggio a Tours per visitare la tomba di San Martino.

L'incontro con San Gregorio e la vita eremitica

Durante il pellegrinaggio a Tours, San Leopardo conobbe San Gregorio di Tours, che era suo connazionale, e ne divenne amico. Ritenendo di poter trovare la vera felicità unicamente nella solitudine e nella preghiera, decise di iniziare a vivere alla sequela di San Gregorio, studiando le Sacre Scritture e i testi sacri sui suoi libri. San Leopardo scelse quindi di andare ad abitare in una grotta vicino all'abbazia di Marmoutier, vivendo come una sorta di monaco laico recluso. Trascorsero in quella grotta gli ultimi ventidue anni della sua vita, un periodo rigorosamente cadenzato da preghiera, penitenze e studio. Visse con un'ammirazione unanime per la sua astinenza e nella più completa umiltà, guadagnandosi da vivere trascrivendo testi sulle pergamene e dedicando il suo tempo a confortare le anime afflitte che lo andavano a visitare.

La morte e la testimonianza di San Gregorio

La data della sua morte è incerta in alcune fonti, ma viene indicata nel 583 o più comunemente intorno al 593, collocando la sua esistenza nel territorio della Neustria, in Francia, come recluso in una piccola cella accanto al monastero di Marmoutier, dove rifulse per spirito di penitenza e umiltà. San Leopardo fu sepolto nella tomba che lui stesso si era scavato con le proprie mani all'interno della sua cella. La principale testimonianza diretta su di lui proviene proprio da San Gregorio di Tours. Quest'ultimo inserì Leobardo nel suo Patrum di Liber Vitae, un'opera che presentava venti personaggi considerati santi. Nel testo di San Gregorio, Leobardo è citato alla ventesima posizione come un amico eremita ritirato a vivere a Marmoutier.

Il culto e la memoria nei secoli

Dopo la morte del santo recluso si sviluppò rapidamente un culto in suo onore, dapprima nella sua cella e successivamente nell'abbazia di Marmoutier. Il santo veniva invocato per la cura delle gravi malattie della pelle e delle febbri più ardenti. Nelle litanie locali ordinarie era invocato con la frase Sancte Leobarde, ora pro nobis. In loco esisteva fin dal dodicesimo secolo una cappella in suo onore. La cappella è citata nell'opera del 1667 sulla storia della chiesa di Tours scritta da Jean Maan. Nel sedicesimo secolo fu riportato un atto di cessione risalente al 1192, tramite il quale l'arcivescovo Vendome permise a Jean Poulin, signore di Saint-Antoine-di-Rocher, di trasferire all'abate du Preuilly l'oratorio di Saint-Léobard nella città di Tours. I predecessori di Jean Poulin avevano conservato il patrocinio dell'oratorio in quanto fondatori. La cappella di Saint-Libert era una ex chiesa romanica risalente principalmente al dodicesimo secolo, situata nella parte più antica di Tours e in parte costruita sui bastioni del castrum gallo-romano del quarto secolo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Leopardo?

La festa liturgica di San Leopardo di Tours nel martirologio è fissata al 18 marzo.

Di cosa è patrono San Leopardo?

San Leopardo è tradizionalmente invocato come protettore per la guarigione dalle gravi malattie della pelle e dalle febbri più ardenti.

En Tours, en el territorio de Neustria, Francia, san Leobardo, que vivió recluido en una pequeña celda junto al monasterio de Marmoutier, brillando por espíritu de penitencia y humildad. — Martirologio Romano